#Unrossoallaviolenza

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”La violenza distrugge ciò che vuole difendere: la dignità, la libertà e la vita delle persone”. Nel weekend in cui si gioca la 34ma giornata di Serie A, i calciatori sono scesi in campo con un segno rosso sul proprio viso per un messaggio che va oltre un semplice sport…

 

Secondo un’indagine Istat del 2014, in Italia una donna su tre, vale a dire il 31,5% delle donne, ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Sono dati allarmanti che purtroppo continuano a crescere, un fenomeno che ci mette dinanzi ad una realtà che nessuno può ignorare. Sono tante le cause di queste aggressioni, motivazioni che però non possono essere accettate e che vanno condannate.  Sono 1 milione 404 mila le donne che nel corso della loro vita lavorativa hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro. Statistiche che portano a riflettere, e che non mostrano a pieno questo fenomeno, visto che molte vittime optano per la via del silenzio, infatti Il 93% delle donne che afferma di aver subito violenze dal coniuge ha dichiarato di non aver denunciato i fatti all’Autorità; la percentuale sale al 96% se l’autore della violenza non è il partner.

Ogni atto di violenza ha delle conseguenze su colei che le subisce, a volte possono anche avere livelli di gravità che risultano essere esiti fatali (femminicidio o interruzione di gravidanza), ripercussioni invalidanti (conseguenze da trauma, ustione, avvelenamento, patologie sessuali o riproduttive, problemi ginecologici e infezioni sessualmente trasmesse incluso HIV) e con un forte impatto psicologico e ricadute in termini di peggioramento complessivo dello stato di salute (Disturbo da Stress Post-Traumatico – PTSD, depressione, abuso di sostanze e comportamenti auto-lesivi, disturbi alimentari e/o sessuali). Le medesime conseguenze possono perdurare lungo tutto l’arco della vita. Conseguenze a livello psicologico possono affliggere anche i bambini, vittime dirette di abusi e maltrattamenti, o che assistono alla violenza in ambito familiare.

La Serie A ha voluto opporsi al femminicidio con un gesto che sicuramente ha colpito parecchi spettatori; i giocatori infatti sono scesi in campo con un segno rosso sul proprio viso, a sostegno della campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne #unrossoallaviolenza, presentata nei giorni scorsi da Lega A e Aic, in collaborazione con WeWorld Onlus. Un’ iniziativa che ci voleva e che ha colto molti di sorpresa.

Ma perchè è necessario che un messaggio del genere venga mandato attraverso la serie A? Basti pensare a ciò che diceva Kofi Hannam: ”I diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano; lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo dell’umanità; il rafforzamento del potere di azione delle donne significa il progresso di tutta l’umanità.”
Lottare per le donne significa un progresso per tutta l’umanità, parole che possono sembrare scontate ma in realtà non lo sono. Molte volte si pensa all’epoca attuale come un periodo di progresso, in cui l’uomo punta al migliorarsi rispetto al passato, ma in realtà, purtroppo, ancora oggi ci troviamo dinanzi a fenomeni che ci portano ad un eterno regresso. Può sembrare scontato, ma il mondo femminile è parte fondamentale della vita di ogni uomo, del resto è proprio una donna che ci mette al mondo, è lei che ci permette di essere qua, è una donna che ci dà la vita, colui che ha bisogno della violenza per farsi rispettare, non si può considerare un uomo.

Non ci saranno mai scuse accettabili per tollerare un atto di violenza, e questo è un messaggio chiaro che deve essere portato avanti da chiunque, anche da dei calciatori professionisti. Un segnale per le donne che purtroppo optano per la via del silenzio, un invito a qualsiasi uomo ad informarsi su un fenomeno spesso sottovalutato, e #unrossoallaviolenza alla quale finalmente un intero sport ha voluto aggiungersi.

”Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci.
La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima.
Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.”

(Èlie Wiesel)

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Leonardo Mascali

Leonardo Mascali. Nato a Catania il 03/10/1998, diplomato al liceo scientifico Concetto Marchesi di Mascalucia, oggi studente presso il dipartimento di Giurisprudenza di Catania.
Scrivo per passione: molte volte tramite la scrittura di certe avventure si trasmettono emozioni che vale la pena ricordare.

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