Il bullismo? Un circolo vizioso che insieme abbatteremo facilmente

4' di lettura

Sei studenti dell’Itc Carrara di Lucca, indagati per aver offeso e minacciato in classe il loro professore. Atti di bullismo che sono stati resi noti tramite dei video messi in rete. Questi video hanno fatto il giro delle bacheche di tutto il Paese e come si può immaginare hanno scaturito un’indignazione generale che ha provocato anche la presa di posizione delle istituzioni e dei provvedimenti nei confronti di questi ragazzi.

Premesso che è ovviamente capita e compresa l’indignazione del popolo Italiano e che i ragazzi hanno avuto un comportamento che non può essere gettato nell’indifferenza, bisogna però analizzare alcune questioni nella vicenda seguita al caso:

E’ meglio il bullismo del web o quello reale degli studenti? Ovviamente nessuno dei due. 

Nelle ore consecutive alla pubblicazione dei video, tramite i profili social, la gente si è scatenata nei commenti senza remore, additando i ragazzi in ogni modo, proponendo qualsiasi tipo di punizione e scaraventando di riflesso rabbia e odio.

I bambini non nascono bulli, ma viene insegnato loro ad esserlo.
(Matt Bomer)

Viviamo in una società  violenta, dove il bullismo è ancora forte nelle scuole e al di fuori di esse, dove un ragazzo è additato, preso in giro, schernito, escluso perché diverso nel vestire, nella sua sessualità, nella sua appartenenza alla società e lo abbiamo anche visto che i ragazzi di oggi vengono ancora divisi in ricchi e poveri o tra i ragazzi del liceo classico e quelli di un tecnico o un professionale e quest’ultimi considerati privi di educazione secondo le affermazioni di molti, anche di alcuni giornalisti come “Michele Serra” e le sue dichiarazioni su l’Amaca.

In una società così discriminante e pregna di odio bisogna condannare il bullismo o il bullo? 

E’ ovvio che quei ragazzi non possono essere difesi per quanto riguarda le loro azioni perché hanno sbagliato e bisogna condannare il gesto e il bullismo in generale ma arrivare a minacciare un ragazzino minorenne o insultarlo sui social è inaccettabile allo stesso modo in cui quel ragazzino si è comportato all’interno di quell’aula. Sono gesti auto conclusivi che non aiutano nessuno, ne la vittima ne il bullo e che ripetono un gesto che allo stesso tempo condanniamo. Forse dovremmo imparare che c’è valore nell’educazione ma anche nella rieducazione dei soggetti che ne hanno bisogno. Anche il bullo è un soggetto che non va escluso o additato per quanto può risultare difficile, perché è anch’egli vittima senza saperlo. Vittima di una cattiva educazione, di una condizione familiare difficilevittima di un malato “gioco” di gruppo in cui i ragazzi in branco si divertono a schernire chi ritengono “inferiore”   e altri motivi che portano una persona a covare odio e rabbia e sfogarla su un soggetto che non riesce a difendersi.

Le manifestazioni di bullismo rappresentano solo l’aspetto, per così dire emergente, di una più ampia e complessa situazione di malessere evolutivo. L’essere bullo o vittima costituisce in altre parole l’espressione comportamentale di una crisi più profonda, meno acclarata ed in gran parte sommersa, ma non per questo meno sofferta, legata alla difficoltà di crescere armonicamente come individuo fra gli altri.
Alessia Filippi, Il bullismo scolastico, 2007

 

Educa i tuoi figli affinché non umilino nessuno.

La responsabilità è dei genitori, spesso assenti dal loro dovere educativo all’interno del tessuto familiare e a volte anche esempi negativi per i figli stessi, in modo consapevole o meno ma  anche della scuola ed è probabilmente poco utile la “bocciatura”, proposta dalla Ministra Fedeli, e in generale la  “punizione” in casi come questo perché non hanno bisogno di essere repressi e a loro importa poco un anno in più o in meno e per qualcuno è anche una scusante per giustificare il loro odio e correre più velocemente verso la strada sbagliata che hanno intrapreso. Sono persone che hanno bisogno di essere aiutate a capire il male che hanno fatto a loro stessi e agli altri.  In generale è forse la capacità educativa della scuola che viene a mancare al giorno d’oggi, probabilmente perché è diventata un luogo in cui spesso si apprendono saperi nozionistici e non si educa il ragazzo o la ragazza nei fini di una formazione personale completa, anche come persona.

Probabilmente molti leggendo questo articolo si troveranno in disaccordo ma fidatevi che sarebbe più facile puntare il dito contro il bulletto di Lucca o altri ragazzi come lui, scrivere che bisognerebbe dargli “due ceffoni” o “punirli” e “farli tornare ai tempi in cui si aveva paura dei professori”, anche se poi nei confronti dei professori si deve solo avere rispetto e amore per il lavoro e la missione che svolgono.

Essere odiati non deve voler dire odiare a nostra volta, anzi una persona vittima di bullismo può e deve rialzarsi e aiutare gli altri e allo stesso modo il bullo può e deve riuscire a tornare nella corretta via e per farlo non servono intimidazioni e minacce di morte nei social ma solo tanta vicinanza e corretto percorso di rieducazione per un miglioramento personale e della società in cui viviamo e che deve essere in continua evoluzione in meglio, verso la solidarietà e l’aiuto reciproco.

A voi, fratellini e sorelline che sono state e sono attualmente vittima di bullismo: non abbiate paura ne rancore. Parlatene. E’ difficile, lo so ma va fatto perché certe battaglie da sole non le possiamo e vincere, anzi certe battaglie vanno vinte grazie all’aiuto di altri. Credete in voi stessi e accettatevi per come siete perché non esiste gente superiore o inferiore a voi. Ognuno è quello che è e deve sfruttare al meglio la sua unicità.

E a voi, bulletti di ogni età, quando farete del male a qualcuno, quando giudicherete qualcuno o lo minaccerete attaccando chi sta meglio o peggio di voi, guardatelo negli occhi e quando vedrete riflesso il dolore che avete dentro o la stessa insicurezza che nascondete, fermatevi a riflettere su quello che avete fatto. Parlatene. Troverete qualcuno prima o poi disposto ad ascoltarvi e ad aiutarvi ad essere migliori.

 

immagine by “Noi siamo  futuro”  ©

Mostra il tuo sostegno con un "Mi Piace"!
Christian Partenope

Christian Partenope, nato a Catania il 06-08-97.
Diplomato al liceo delle scienze umane di Scordia e attualmente studente di cinema e teatro e di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma.
Seguo e partecipo alla vita politica, canto, scrivo per diletto e amore, ho la passione per i libri, il cinema e il teatro.

Un commento ci fa sempre piacere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.