WWOOF: una realtà in crescita

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In un mondo affollato da un continuo progresso informatico, scientifico, culturale, alimentare, industriale, aperto a qualunque tipo di evoluzione e dove l’avanzata del web porta all’innalzamento di mode/modelli che condizionano quotidianamente la vita dell’uomo; l’ancestrale modo di sopravvivenza umana –l’agricoltura -e l’attenzione verso la natura non sono mai del tutto passate in secondo piano, anzi, sono diventate anch’esse una moda, per certi aspetti abbastanza positiva.

Dal 1971,infatti, esiste il WWOOF (World Wide Opportunities on Organic Farms) un’associazione nata in Inghilterra da Sue Coppard ,un’impiegata londinese, desiderosa di maggiore attenzione verso le prospettive che ha da offrire il mondo rurale, la campagna. L’idea di evasione durante il fine settimana in un mondo bucolico, a stretto contatto con la natura, ha portato ad un vero e proprio BOOM del progetto, inizialmente poco ambizioso della Coppard, ossia, di fornire assistenza con prestazioni manuali e non finanziarie alle fattorie biologiche inglesi. 

Anno dopo anno l’iniziativa ha assistito ad un’esponenziale crescita su scala internazionale che vide e vede ancora oggi, più di prima, migliaia di persone impiegate anche solo per poche settimane o giorni fino alla durata massima di un anno in una fattoria biologica con vitto e alloggio inclusi in essa ma nessun tipo di pagamento né da parte del viaggiatore, né dal gestore della fattoria, solo passione per il lavoro agricolo. Si tratta di un’organizzazione “no profit” a livello giuridico soltanto in determinati paesi come l’Inghilterra, in Italia, invece, contribuisce a tutti gli effetti al meccanismo di promozione sociale, infatti ciò che si coltiva nella fattoria viene venduto ad esercenti attività in prevalenza biologiche, ecosostenibili (ma non solo) che si impegnano nel mantenimento e crescita delle risorse naturali. Inoltre, per quanto concerne il nostro paese nel 2014 la certificazione dell’istituto Marco Biagi (dipartimento di economia e del lavoro) dell’università di Modena ha giudicato l’operare di tale iniziativa conforme all’ordinamento normativo del nostro paese, consentendo la crescita di quest’organizzazione anche in Italia.

pastedGraphic.png ( copyright:“slowfood.it”)

L’idea di dare un contributo privo di un interesse economico ha portato e porta ad una maggiore cura e rispetto nei confronti della natura, eccessivamente vessata per sostenere le pressanti richieste del mercato globale attuale. Da un’agricoltura intensiva, distruttiva, dannosa molte sono le spinte, anche grazie al WWOOF, verso un’agricoltura di tipo estensivo volta alla salvaguardia del terreno e delle coltivazioni che inevitabilmente si riflettono sul cibo che portiamo in tavola. 

Tuttavia il wwoofing non è solo attenzione verso la natura ma a tutti gli effetti dinamismo sociale. Infatti tramite l’iscrizione in quest’associazione, è possibile spostarsi da una fattoria ad un’altra  conoscendo nuove culture, colture, venire a contatto con persone di lingua, paese, tradizioni diverse, di creare una vera e propria rete globale culturale in uno scenario agricolo che spazia dall’America all’Asia, all’Europa, all’Oceania, all’Africa.  Sono molteplici le opportunità di conoscere territori e persone, esplorare paesi e città, scalare vette elevate e tuffarsi in mare, lasciarsi trasportare dalle bellezze che ogni luogo, diverso da qualunque altro, possiede. Prestando dunque un contributo lavorativo, ma potendo viaggiare in maniera low-cost in tutto il mondo per stabilirsi in una nuova fattoria. Inoltre non vi è un limite di età per questo tipo di attività, è prediletta dai giovani desiderosi di viaggiare ma molte sono anche le famiglie con figli al seguito che si iscrivono. 

pastedGraphic_1.png ( copyright:“NON SPRECARE”)

Quest’iniziativa dalle dimensioni mondiali ,dunque, sembra rappresentare un ottimo modo per conoscere la natura e gli uomini. Stare a stretto contatto con il mondo naturale, imparare ad accudirlo, che sia anche solo piantare un piccolo fiore rispettando l’importanza di esso e il suo impatto sull’ecosistema, ma anche allacciare rapporti di amicizia accomunati da un sentire comune, possono fare in modo che l’umanità si orienti verso la tutela di questo pianeta e il mantenimento positivo di esso, oltre allo sviluppo di un senso di filantropia comunitaria che troppe guerre (ancora in atto) sfilacciano ogni giorno, brandellizzandola.

Giorno dopo giorno si possono creare cose bellissime se si lavora insieme nel rispetto di tutto ciò che ci circonda.

Per maggiori informazioni alleghiamo di seguito il sito ufficiale del WWOOF Italia: https://www.wwoof.it/it/ 

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Giulia Giardina

Nata a Catania, il 23/09/1998 si é diplomata presso il Liceo Classico statale "M. Cutelli". Studentessa di Lettere presso L'università degli studi di Catania.

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