La donna di “spada”: Rossella Fiamingo, un orgoglio tutto catanese.

2' di lettura

Sognava la danza e la ginnastica, ma il suo destino, probabilmente, era già scritto: la spada. Rossella Fiamingo aveva sette anni quando provò una forte emozione nell’indossare maschera, guanti e tuta, e fu amore a vita.

Classe 1991, Rossella Fiamingo, catanese, è stata la prima schermitrice azzurra a regalare una medaglia olimpica nella spada femminile: l’argento, a Rio de Janeiro nel 2016. Sul Podio, è salita anche nelle due edizione consecutive dei campionati Mondiali , nel 2014 a Kazan e nel 2015 a Mosca.

Dopo la grande esperienza Olimpica in Brasile, a marzo del 2016 è arrivato l’oro al Grand Prix di Coppa del Mondo a Budapest; mentre a maggio, quasi un anno dopo l’argento in Brasile, ecco il primo posto a squadra sempre a Rio.

In qualità di campionessa pluripremiata (Collare d’oro al merito sportivo, massima onorificenza conferita dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano), Rossella rappresenta un grande orgoglio siciliano e soprattutto catanese.

 Ciao Rossella, come nasce questa tua passione per la scherma?

Nasce all’età di 7 anni, quando mio padre decise di portarmi in palestra di scherma.

Come ci si sente ad essere la prima donna ad aver vinto una medaglia olimpica individuale nella storia della spada femminile italiana? Ti senti un modello per le giovani atlete? 

Per me è strano pensare che io sia stata la prima e la sola al momento! Sono orgogliosa di ciò che ho fatto e la fetta più bella di questa  impresa sono proprio i giovani atleti, i quali mi vogliono bene e me lo dimostrano ogni volta.

Recentemente hai premiato altre ragazze ,a livello mondiale. Che emozioni hai provato, visto che normalmente accade il contrario?

È stato strano stare dall’altra parte del podio, è stato strano andare in un palazzetto con i tacchi!! Ho premiato le ragazze della spada ed è stata un’emozione diversa da quella che provo quando sono sul podio, ma comunque una bellissima esperienza.

Come in tutti gli sport, non esistono solo le vittorie ma anche le sconfitte. Cos’è per te il fallimento? E come reagisci dopo una sconfitta?

Io non ho mai accettato la parola “fallimento“ nel mio vocabolario. Sono una persona riflessiva e positiva: credo che quando le cose non vanno bene, quando ci sono delle sconfitte anche nelle gare più importanti, non bisogna vedere tutto nero, perché quella sconfitta può aiutarti a migliorare e vincere di più dopo. Non amo perdere e alcune sconfitte rimangono impresse nella mente, ma sono proprio quelle sconfitte a farmi crescere e darmi la carica per le gare successive.

Come riesci a conciliare l’università con lo sport a questi livelli?

È difficile, ma sono anche molto paziente quindi penso, come nel mio sport, un passo alla volta.

Come vedi il tuo futuro? 

Non lo so, sono molto focalizzata sul presente. Costruisco mattoni per il futuro, ma ancora non ho un disegno chiaro.

Che consiglio daresti a chi vuole raggiungere i propri sogni e obiettivi, non solo nello sport ma anche nella vita?

Consiglio di affrontare le difficoltà, di sognare e lavorare per far diventare questi sogni realtà. La passione e l’impegno pagano sempre, l’importante è non mollare e crederci fino alla fine.

Mostra il tuo sostegno con un "Mi Piace"!
Andrea Carbonaro

Nato a Catania, il 21/10/96.
Diplomato presso il Liceo Classico "Concetto Marchesi" di Mascalucia.
Studente presso l'Università degli Studi di Messina, facoltà di Medicina e Chirurgia.

Sempre controcorrente, mai controcuore.

Un commento ci fa sempre piacere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.