Perché la Storia? Rivalutare la cultura ai tempi della tecnologia

2' di lettura

Quante volte abbiamo sentito parlare del disprezzo per le scienze umanistiche e del conseguente calo d’iscrizioni alle facoltà ed ai licei ad esse competenti o dei tagli alle ore d’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole?

In un paese come l’Italia, ricco di Storia e che può vantare il record di bellezze riconosciute patrimonio dell’UNESCO (53 per l’esattezza), tutto ciò dovrebbe apparire come un controsenso ancor più grande. Ma esattamente un italiano come può valorizzare il patrimonio del proprio Paese se non ne conosce nemmeno la storia?

Molti sono i sondaggi shock e gli esperimenti sociali che hanno visto il nostro popolo ignorante ed inerme di fronte alle domande di cultura generale, svariati sono i pareri degli storici contemporanei alla ricerca di una soluzione a questo stato di disinteresse generale nei confronti della storia in particolare.

Una tra le opinioni  più interessanti è quella che ci fornisce Serge Gruzinski ( storico francese, direttore di studi presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales e docente di storia dell’America iberica coloniale e storia globale). Oggi le nuove generazioni vivono in un mondo digitalizzato, che se per certi versi può portare all’alienazione dalla realtà, per altri ci pone di fronte ad una storia fortemente accademizzata e piena di cliché. Quella di Gruzinski è dunque una denuncia all’inadeguatezza della scrittura contemporanea che dovrebbe adoperarsi per riuscire a fornire un immagine della storia al passo con i tempi ,capace di comunicare con uno sguardo critico con i nuovi mezzi di diffusione della “cultura” come la fotografia, i documentari, il cinema, l’opera ecc. La proposta dello storico francese si fonda dunque su una nuova visione del passato, costruita attraverso una metodologia nuova e veicolata con strumenti moderni. Non a caso egli riconosce nelle fotografie di Kader Attia o nei documentari di Aleksandr Sokurov ottimi pretesti per destare interesse tra le nuove generazioni.

Riportando l’attenzione all’Italia, un esempio che avvalora la tesi di Gruzinski è rappresentato dal record di ascolti ottenuto dal programma “Meraviglie” condotto dal divulgatore scientifico “Alberto Angela” e capace d’incollare allo schermo 5.682.000 spettatori, il tutto presentando proprio le bellezze italiche patrimonio dell’UNESCO.

Storia e tecnologia possono dunque supportarsi vicendevolmente, la tecnologia ha infatti il potere di destare curiosità soprattutto tra i giovani, ma per rivalutare l’interesse nei confronti del nostro patrimonio storico-culturale tutto questo non è sufficiente, è soltanto un punto d’inizio, occorre toccare con mano ciò che studiamo, occorre vedere con i nostri occhi i luoghi e le opere che i libri ci raccontano e per rendere fruibile tutto ciò bisogna incentivare il turismo, ma questa è un’altra storia…

 

Mostra il tuo sostegno con un "Mi Piace"!
Carla Livolsi

Nata a Nicosia il 12/06/1997.
Studentessa di Beni Culturali storico-artistici presso l’Università degli studi di Catania.

Curiosa per antonomasia ,mi nutro d’ogni forma d’arte e vivo con la valigia tra le mani .