Salvini-Di Maio e la mossa del Cavaliere

2' di lettura

Allora è vero! Tra Salvini e Di Maio è veramente scoccata la scintilla: Che teneri, e che bella love story. Stesse inclinazioni autoritarie, stessi toni urlati, stesso malcelato fastidio per il pluralismo o anche solo per opinioni diverse dalle proprie… Resta solo da decidere chi è Romeo e chi Giulietta. E siccome in tutte le belle storie appassionate ci sono contrasti, ostacoli che si frappongono alla tanta agognata unione, ecco che anche la strada verso Palazzo Chigi, verso il talamo nunzial-governativo era sbarrata da Silvio Berlusconi. Ma ieri finalmente il leader di Forza Italia ha deciso per il “passo di lato”. Lui, che in fatto di relazioni più o meno clandestine ha qualche esperienza, si è arreso all’evidenza, a un amore così grande: non si opporrà a un governo Lega-5S. Certo, rimane da scegliere il premier, i ministri, i sottosegretari, le manovre, le strategie: per esempio su come assemblare i voti dell’imprenditoria settentrionale leghista con la richiesta disperata di aiuto di un Mezzogiorno in ginocchio, che s’è rivolto in massa (47%!) ai 5S per cercare di risalire dalla crisi nera che lo attanaglia. Ma sono bazzecole, quisquillie, dettagli da niente: quando c’è l’amore…

Abbandonato dalla malafemmena Salvini, il leader di Forza Italia però non molla. E’ la storia a dimostrarlo. Dal ’94, in uno scenario da truman show in cui Berlusconi sembrava onnipresente in TV (ah, la discesa in campo…) non è mai scomparso. Da quando nel ’94 il suo Milan trionfava in finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona e quasi contemporaneamente veniva trionfalmente eletto presidente del consiglio sono passati più di vent’anni. Quattro volte premier, strapazzando i baffetti di D’Alema, surclassando di volta in volta le coalizioni di Sinistra di Rutelli, Prodi, Veltroni. Ha superato indenne una ventina di processi, con le accuse più varie. L’immarcescibile Silvio, dato per politicamente spacciato dalla Sinistra a cadenza più o meno annuale, è ancora lì, è ancora l’ago della bilancia. Crediamo ormai alla Sua immortalità. Adesso si rinnova: vestendo i panni da “statista” (copyright della Gelmini), concede il “nulla osta” a Salvini ma non voterà la fiducia a un esecutivo Lega-5S, lasciando quindi il futuro governo in una posizione precaria. Berlusconi acconsente perché probabilmente elezioni a Luglio o in Ottobre gli avrebbero portato via altri voti, risucchiati dalla Lega. Invece in questa inedita posizione di accondiscendenza è in grado di strappare qualche vantaggioso accordo, forse persino co-determinare la scelta del premier, e, da non trascurare, un occhio di riguardo per le sue aziende. Così Berlusconi si assicura altro tempo per riorganizzarsi e rimpolpare il suo elettorato. In attesa del prossimo giro di Valzer, magari con Renzi, sua vecchia (e ampiamente corrisposta) fiamma…

Mostra il tuo sostegno con un "Mi Piace"!
Marcello Fisichella

Nato a Napoli nel '98, dagli anni del liceo, classico, mi sono trasferito a Catania. Frequento il primo anno di lettere moderne qui a Catania.