Marina e Ulay : quando l’amore fugge le convenzioni

3' di lettura

E’ forse l’amore un’arte? Allora richiede sforzo e saggezza” con queste parole Erich Fromm (filosofo tedesco) apre il suo capolavoro “L’arte di amare”, a volte siamo convinti che l’amore segua logiche universali, che sia possibile indagare razionalmente su tutte le varie sfaccettature possibili di quell’insieme di sentimenti ed emozioni che noi indichiamo in maniera assolutamente riduttiva e semplicistica con il termine “Amore”.
La storia d’amore che legò Marina Abramović e Ulay non fu mai semplice, designata come controversa e fuori da ogni morale o logica e assolutamente singolare, ben si presta ad indagare i vari stadi dell’amore.
Marina e Ulay si conobbero ad Amsterdam negli anni ’70, lei figlia di una storica dell’arte e con un matrimonio alle spalle aveva già avviato la sua carriera di performer d’arte quando scappò via dalla Jugoslavia e dal regime di Tito; lui “Tedesco senza Germania”, così come amava definirsi, cambiò il suo nome di battesimo e si trasferì in Olanda ,dove avviò uno studio sul gender sulla propria pelle e mettendo sulla scena sia i suoi lati maschili che quelli femminili.
Inevitabilmente lo scontro/incontro tra due personalità così singolari si risolse nel pullulare di sentimenti forti e contrastanti.

Sentimenti occulti tra di noi.

m’innamorai

seguendo i ritmi del cuore

e mi risvegliai in Primavera”

Cantava Franco Battiato in “Risveglio di Primavera” raccontando con estrema semplicità, ma senza scadere mai nella banalità, la nascita di queste forti emozioni che contraddistinguono la nascita di un amore.

Quando incontrai Ulay nel 1975, lui era diverso da chiunque altro avessi mai visto. Tra di noi iniziò qualcosa di molto curioso emozionante e sessuale […] e naturalmente scoppiò un amore sempre più grande. Un amore fisico, carnale, emotivo, spirituale, fraterno ed eterno” ne Marina ne Ulay nel raccontare la nascita della loro relazione hanno mai avuto dubbi , ne ripensamenti, e lo hanno sempre gridato al mondo senza remore.
Ben presto i due iniziarono a lavorare insieme cercando di fare dell’Amore un’arte , formando un duo dal nome “The Others” che alimentò sempre più il loro legame simbiotico ai limiti dell’amore stesso ,e che si protrasse per 12 anni.

Tutti pensavano a noi come una coppia perfetta, in realtà lui non era per niente soddisfatto. Più miglioravano le nostre performance, più peggiorava la nostra relazione in privato. In seguito i suoi interessi iniziarono ad essere diversi dai miei, lui voleva godersi la vita, beveva e si drogava. Poi diventò infedele e questo mi fece soffrire molto” confessò Marina spiegando la scelta che portò alla nascita della loro ultima performance di coppia, “The lovers” che vide i due amanti percorrere la Muraglia cinese per ben 3 mesi, partendo da direzioni opposte per poi ricongiungersi nel più struggente e doloroso degli addii.
A tal proposito Giacomo Leopardi in “Amore e Morte” esplora le varie fasi del Sentimento, a volte contrastante, spesso illogico che spesso lega incondizionatamente per tutta la vita due persone.

Né cor fu mai più saggio
Che percosso d’amor, nè mai più forte
Sprezzò l’infausta vita,
Nè per altro signore
Come per questo a perigliar fu pronto […] Quando novellamente
Nasce nel cor profondo
Un amoroso affetto,
Languido e stanco insiem con esso in petto
Un desiderio di morir si sente:
Come, non so: ma tale
D’amor vero e possente è il primo effetto.
Forse gli occhi spaura
Allor questo deserto: a se la terra
Forse il mortale inabitabil fatta
Vede omai senza quella
Nova, sola, infinita
Felicità che il suo pensier figura”

Spesso l’uomo di fronte alla responsabilità, si ritrova a dover prendere delle scelte sofferte, immorali, a volte egoiste, dettate essenzialmente dalla paura di legarsi e di dipendere da qualcun altro all’infuori di se stesso. Ed è proprio in quel momento che alla gioia per la vita, che l’Amore regala, sopraggiunge la Morte, intesa come liberazione da ogni responsabilità , ma non dal sentimento, dal quale infatti è impossibile scappare.
Se è vero che i sentimenti sono immortali, Marina e Ulay ne sono la prova. Ad otto anni dalla loro separazione, i due tornano a destare scalpore quando durante la performance “Artist is present” , tenutasi al MoMa di New York, Marina si ritrovò a dover fissare in silenzio per un minuto il suo amato, a stento entrambi riuscirono a trattenere le lacrime e in breve tempo il video fece il giro del web. I due non tornarono più insieme, e i rapporti si complicarono ulteriormente quando Ulay mosse causa contro l’amata.
Un nuovo capitolo ,forse l’ultimo, dal sapore dolce si apre sul finale di questa storia, quando recentemente la coppia ha esposto il forte desiderio di raccogliere in un libro la storia della loro vita di coppia.

Ci sono così tanti aneddoti che la maggior parte delle persone non conoscono. Penso che meritino di leggerle: saranno come fiabe” questo il commento di Ulay.

Questa non vuole essere una lezione su cos’è l’Amore, nessuno sarà mai tanto maturo spiritualmente e sentimentalmente da comprenderlo a pieno, questa è soltanto la storia di due esseri umani come tutti gli altri, due anime che si sono riconosciute in una folla di estranei, che per un breve tempo hanno fatto l’uno la ragione di vita dell’altro. Poi l’Assenza, momento più importante e metro di tutte le cose, imprescindibilmente ci porrà di fronte al giudizio del Tempo, necessario per comprendere quanto importante davvero fosse l’altro per noi.

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Carla Livolsi

Nata a Nicosia il 12/06/1997.
Studentessa di Beni Culturali storico-artistici presso l’Università degli studi di Catania.

Curiosa per antonomasia ,mi nutro d’ogni forma d’arte e vivo con la valigia tra le mani .

1 commento

  1. Hai hai l’amore con la A maiuscola
    L’amore si comprende,quando, lo si vive incondizionatamente.
    Qualcuno ne morì 2000 anni fa’ sostenendolo come principio universale (l’amore tutto puo’ e tutto sopporta)Brava Carla per aver temerariamente toccato un argomento che molti sociologi psicologi e buon temponi ancora oggi non sanno darne una definizione degna.Brava per il coraggio per l’esattezza di alcune notizie ormai cadute nell’oblio e per aver citato qualcuno che in modo trascendentale ancora lo canta.

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