Chi è Giuseppe Conte, designato Premier

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Foggiano, 54 anni, Giuseppe Conte ha insegnato Diritto Privato in varie università italiane. È un giurista, un addetto ai lavori. Non interessano in questa sede le polemiche sui presunti studi a New York, smentiti dall’Università in questione. Qui si vuole riflettere sulla figura del Premier e sulle prospettive future.

Difficile. Di Conte non si sa quasi nulla. Avvocato della famiglia della piccola Sofia, affetta da malattia gravemente neurodegenerativa e legata alla polemica Stamina, possiede un proprio studio legale a Roma. Non è un politico. Fu designato proprio dal M5S come membro del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa. È stato poi, prima del 4 Marzo, designato come possibile ministro della Pubblica Amministrazione nell’ipotetico governo a cinque stelle, ove fosse nato (come se il MoVimento si aspettasse un plebiscito, dato che la legge elettorale è palesemente studiata per obbligare alle coalizioni).

Non è un politico. Nella storia della Repubblica italiana i Premier non politici sono stati chiamati a guidare l’Esecutivo in situazioni di particolare difficoltà istituzionale. Ciampi, primo uomo della Banca d’Italia, poi diventato anche Presidente della Repubblica; Amato, secondo uomo della Banca d’Italia ed anche giurista; Monti, Presidente della Bocconi, ma già facente parte di commissioni europee in cui dei ruoli politici li aveva sfiorati. Ed infine lui, Conte.

Nulla quaestio sulle qualità del giurista, dell’avvocato, della persona. Ma se si considera che i precedenti Premier sono stati sempre membri del Parlamento, e che si è derogato a questa convenzione costituzionale sono in casi di grave stallo o di crisi istituzionale, non si spiega perché due forze politiche, che hanno ricevuto un amplissimo consenso politico, non abbiano scelto un soggetto politico per guidare l’Esecutivo. Certo, c’era da togliersi l’imbarazzo tra chi dei due leader, Di Maio o Salvini, dovesse guidare il governo, e scartata l’ipotesi della staffetta, non restava che scegliere un soggetto terzo. Ma perché non politico? Forse per evitare che l’eventuale disfatta di questo governo coinvolgesse, sporcasse, svelasse, i politici dell’una o dell’altra fazione? In caso di errore, semmai Conte contravverrà all’interesse dei cittadini, potrà dirsi che egli sia stato cattivo esecutore del contratto che i leader, rimasti puri nei loro ministeri, avevano posto in essere. Ma questa è solo una mia ricostruzione.

Tuttavia, perché fondare una intera campagna elettorale sulla lotta contro i tecnici, se poi si sceglie un tecnico per guidare il Governo? Un soggetto che ha dichiarato apertamente di non essere né grillino e né leghista perché “il suo cuore è battuto a sinistra”. Come può un uomo di sinistra accettare un contratto di governo statalista, nazionalista, che nasce da un programma antieuropeista, che trova la base in una forza politica razzista e secessionista? Conte è cieco, o ha valori morali flessibili?

Forse sono queste perplessità ad avere indotto il Presidente Mattarella a prender tempo per ascoltare nuovamente i Presidenti dei due rami del Parlamento. Forse a Mattarella non quadra questa situazione e vuole ben capire se il Governo, questo uccello mitologico che aspettiamo ormai da ottanta giorni, volerà a lungo o se, starnazzante come una gallina, cadrà non appena iniziato a svolazzare.

Non voglio essere catastrofista, non mi va di rientrare tra quelli che Renzi chiamava gufi. Auspico che questo governo si formi, che duri cinque anni e che durante questi cinque anni il programma sia rispettato, che mi piaccia o no. Solo così l’opposizione potrà riconoscere se stessa e fare un mea culpa. In fondo senza maggioranza non c’è opposizione, e negli ultimi anni ci siamo disabituati ad avere una maggioranza vera ed una opposizione costruttiva. Il tempo è galantuomo.

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Michele Tarantello

Nato a Carrara il 05-08-1997. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Di Rudinì" ed oggi studente presso il dipartimento di Giurisprudenza dell'università di Catania.
Pensatore per natura e giornalista per passione.

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