Burlesque: volgarità o arte?

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Negli ultimi anni si è sentito molto parlare del Burlesque, spesso male poiché equiparato ad uno spogliarello.

Il Burlesque, infatti, non è nient’altro che uno stile di danza nato nella seconda metà dell’800 in Inghilterra e creato per destare maggior interesse nel pubblico quando guardava spettacoli con numeri a ballo e comicità e come parodia dell’aristocrazia e dei ricchi industriali dell’epoca. Dunque, è più giusto equipararlo, o meglio definirlo, uno spettacolo comico e satirico.
Tuttavia si è subito diffuso a Broadway dove, dopo aver riscosso successo, è diventato uno spettacolo di varietà per adulti, a sfondo erotico, accompagnato da numeri di equilibristi o danzatrici del ventre.

Il Burlesque visse la sua fase d’oro durante la fine dell’800 fino alla seconda guerra mondiale, che definì lo stile peccaminoso portandolo alla crisi. In realtà fino al 1917 le ballerine non si spogliavano, nonostante fossero poco vestite e l’episodio che destò sospetti di tipo “peccaminoso” fu quello di Mae Dix che, durante uno spettacolo dei Fratelli Minsky, ebbe un incidente e perse buona parte del suo abito.

Insegna dei Fratelli Minsky

 

Mae Dix

Dopo questo “scandalo” il mondo della stampa si scagliò contro questo tipo di danza denunciandolo e sostenendo la frase che le donne non erano solo corpi da mostrare ma anche esseri pensanti. A queste denunce, rispose Mae West (scrittrice, ballerina, attrice e autrice di canzoni) in uno spettacolo prodotto da lei intitolato Sex in cui mostrava la sua femminilità accompagnata a battute a doppio senso e discorsi arguti che poi la portarono a qualche giorno in prigione.

Mae West

Successivamente in molte provarono ad ispirarsi alla West senza riuscirci e portando alla crisi finale durante gli anni ’20.
E’ in questo periodo che chiudono diversi teatri di Burlesque e che molte artiste finirono nei nightclub.

Durante gli anni ’60, però, si assistette ad un cambiamento. L’emancipazione sessuale era dietro l’angolo e vennero creati i go-go club, locali in cui si esibiva un corpo di artiste, sul modello delle Folies Bergère.

 

 

Negli anni ’90, poi, ci fu la grande rinascita del burlesque, da cui scaturirono i più importanti nomi del campo tutt’ora considerati modelli come Dita Von Teese o Dirty Martini; negli stessi anni si ebbero anche i primi talent show a riguardo che hanno portato, oggi, a  “This or That! America’s Favorite Burlesque Game Show” un gioco televisivo in cui due concorrenti vengono sottoposti a imbarazzanti prove che li lasciano sempre più svestiti, con la complicità di alcune star del genere.

Dita Von Teese per Vogue
Dirty Martini

Tuttavia, se oggi assistiamo al ritorno del Burlesque, c’è da dire che  ne è stato travisato il senso. Ad oggi, infatti, le ballerine di questo genere si gestiscono da sé, cercano di accompagnare i loro spettacoli con esibizioni canore o di fachirismo e hanno mutato il fine che da vera e propria professione che intratteneva, a pura moda fine a se stessa, come un mezzo da cui trarre beneficio.

 

 

 

 

 

Sarebbe bello un ritorno dell’originario stile del Burlesque, magari misto all’evoluzione odierna affinché esso si valorizzi per quel che è e non per quello che viene visto e rappresentato negli odierni show e nei salotti televisivi.

 

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Anastasia Partenope

Anastasia Partenope, nata il 04/12/2000.
Studentessa al liceo delle scienze umane della provincia di Roma, ballerina alla MBAcademy e cantante con formazione prettamente lirica.

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