Che faccia di culo!

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Ecco svelato il paradosso di Sacaillan.

Vi siete mai chiesti che faccia abbiamo quando dormiamo? O mentre ci facciamo la doccia?                       

Chissà quanto siamo brutti quando urliamo incazzati! O quando tuffandoci dagli scogli finiamo sott’acqua. A che cosa somigliamo, qualcuno sa dirlo?  E poi che faccia abbiamo quando ci baciamo? Deve essere una qualche involontaria spasmodica smorfia patetica che a vederla non ci crederemmo nemmeno.

Ma più di tutte c’è una domanda che mi tormenta sempre, ogni secondo, anche in questo istante!                  

La notte quando dormo, il giorno quando mi sveglio, il pomeriggio quando passeggio…
Insomma, che faccia abbiamo quando andiamo a teatro? Perché lo sappiamo tutti, no? A teatro a un certo punto si spengono le luci e non ci vede più nessuno. E in quel nero ancor più nero della notte ce la possiamo anche ronfare tutto il tempo, tanto ce ne accorgiamo solo noi.

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C’è stato un uomo che ha avuto un’idea geniale, credetemi! Armato del suo spietato sguardo d’artista, è andato a teatro per guardare che faccia avessero gli spettatori.
Succede così che Edouard Sacaillan – pittore greco classe 1957 – ha la brillante idea di dipingere noi – poveri noi – che fino a questo momento ci eravamo creduti nella pace più assoluta. Sacaillan ci ha guardati tutti uno per uno – senza dircelo – e sembra finalmente essere riuscito a rispondere a quella domanda remota e dolorosa che ci poniamo da sempre.    

  • Che faccia abbiamo quando andiamo a teatro? 

La risposta arriva forte come una pugnalata, credetemi.

  • Una gran bella faccia di culo

Almeno così sembrerebbe.

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Le opere di Sacaillan – nato a Tessalonica nel 1957 – saranno in mostra nell’ambito dell’esposizione ‘’Les Spectateurs’’ dal 14 febbraio al 27 maggio 2018 all’Espace Richaud della città di Versailles. Si tratta della prima grande retrospettiva consacrata alla sua opera. Una realtà fatta di urla e silenzi, colori e ombre, sguardi inquieti e attesa, frenesia e stasi.

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In mostra un racconto pittorico di oltre cento tele che travolge con la sua forza espressiva. Ciascuno di noi può riconoscersi e perdersi tra questi personaggi silenziosi e tristi, teneri e divertiti, curiosi e attenti. I suoi personaggi appaiono come confinati e immobili in un mondo che appare però in movimento.     

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 L’interiorità si svela al mondo, si espone spogliandosi di ogni maschera in quel luogo in cui l’intimità si rivela, il teatro. Si è in tanti eppure si è soli, si rimane in silenzio eppure si vorrebbe gridare, si tengono gli occhi aperti eppure a volte si vorrebbe essere altrove per fuggire a domande che non ci aspettavamoI volti di Sacaillan esprimono solitudine e divertimento, angoscia e compostezza, noia e impazienza. Ecco svelato il paradosso di Sacaillan. 

  • Signor Sacaillan, sa dirmi che faccia ho io quando vado a teatro?

  • Una gran bella faccia di culo.

Copyright ®Edouard Sacaillan

Fonte: www.versailles-tourisme.com

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Cristina Cutuli

Nata a Catania il 28.05.1997.
Diplomata al liceo E. Boggio Lera di Catania, oggi studentessa al dipartimento di Lettere moderne di Catania.
Scrive, suona e ama il mare.

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