Roger Federer, quando l’età non ferma il mito

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8 agosto del 1981, in Svizzera, con precisione nella cittadina di Basilea, non è un giorno qualunque. Del resto, la nascita di un campione è una data da non sottovalutare, visto che colui che è ancora nascituro è destinato a cambiare le sorti di un intero sport. Il tutto comunque divenne molto più chiaro quando 6 anni dopo, Roger Federer entrò per la prima volta in un campo da tennis. Il re comunque era ancora uno dei tanti, anzi, per molti vista la sua incapacità nel mantenere una condotta adatta, non sarebbe mai riuscito a far parlare di sé. Ma la classe non è acqua, e a soli quattordici anni Roger divenne campione svizzero assoluto e venne scelto per allenarsi nello Swiss National Tennis Center. Era cominciata quella grande carriera che l’avrebbe portato ad essere non solo il migliore, ma il simbolo del tennis.

C’è una frase, tratta dal film “Batman Begins“, che probabilmente può descrivere al meglio la principale qualità dello svizzero: “Sai perchè cadiamo Bruce? Per imparare a rimetterci in piedi“. Il 2002 segna una svolta, infatti in quell’anno Peter Carter, il suo primo allenatore, morì in un incidente stradale in Sudafrica. Da lì per Roger comincia un periodo difficile, una caduta che però lo porterà a diventare il campione che è oggi. Nel 2003, in particolare il 7 luglio, passò alla storia, divenendo il primo svizzero a vincere il singolare maschile a Wimbledon. Incontrò in quel torneo Andy Roddick in semifinale e l’australiano Mark Philippoussis all’ultimo atto, battuto con il punteggio di 7–6, 6–2, 7–6. Nell’intero torneo, lo svizzero cedette un solo set ai propri avversari. Inutile ricordare le illustri vittorie di Roger, basta pensare che nel 2018, a 36 anni, torna numero 1, nessuno come lui nel mondo. Quel ragazzino dalle reazioni eccessive per le sconfitte, indisciplinato, oggi è il simbolo del tennis. Ha avuto tante cadute nel corso della sua carriera, tanti infortuni, ma quando lo spirito è più forte, quando gli ostacoli provano a fermarti ma li superi con coraggio e umiltà, nulla è impossibile.

E adesso? Quali saranno i futuri obiettivi di Roger Federer?

Dopo la sconfitta ricevuta in finale nel Masters 1000 di Indian Wells, contro uno straordinario Del Potro, il futuro è tutto da scoprire. Nella seconda metà di marzo Roger sarà impegnato nel Masters 1000 di Miami, dove gioca per difendere il titolo vinto lo scorso anno. Il giovanotto potrebbe decidere di puntare allo slam dove ha avuto meno successi nella sua carriera, il Roland Garros, ma lì troverebbe il suo più grande rivale-amico sulla terra rossa, Rafael Nadal. Inoltre un’eventuale partecipazione sulla terra rossa potrebbe rappresentare un pericolo per Roger, visto che anticipa “Wimbledon”, lo slam inglese che lo ha visto trionfare 8 volte in carriera, la sua seconda casa.

Ciò che al momento necessita di essere ricordato è che Roger Federer può vantare la vittoria di 20 titoli del Grand Slam, ed in totale 97 trofei tra tornei minori e maggiori. Recentemente ha anche vinto il premio di “Sportivo dell’anno”, un ulteriore conferma del suo straordinario talento. Le possibili voci su un suo ritiro si fanno insistenti ma lui le allontana, come se non volesse mai smettere, come se quei campi fossero casa sua e nessuno, nemmeno l’età, potrà mai fermarlo. Il tempo passa per tutti, anche per lui, ma una cosa è certa, Roger Federer, “il genio del tennis”, rimarrà per sempre nella storia per la sua determinazione ed umiltà, qualità che unite alla sua classe lo rendono uno di quei professionisti che nessuno potrà mai dimenticare.

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Leonardo Mascali

Leonardo Mascali. Nato a Catania il 03/10/1998, diplomato al liceo scientifico Concetto Marchesi di Mascalucia, oggi studente presso il dipartimento di Giurisprudenza di Catania.
Scrivo per passione: molte volte tramite la scrittura di certe avventure si trasmettono emozioni che vale la pena ricordare.

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