A Ghost Story: un viaggio attraverso il tempo, per la vita, nella morte

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A Ghost Story è un film del 2017 scritto, diretto e montato da David Lowery, con protagonisti Casey Affleck e Rooney Mara. Le musiche sono state curate da Daniel Hart.

Ascolta la soundtrack di A Ghost Story mentre leggi l’articolo ed entra nell’atmosfera del film!

Un giorno, un uomo muore e diventa un fantasma destinato a vagare all’interno della sua casa e ad osservare la sofferenza della persona amata che ha lasciato in vita e il susseguirsi dei giorni.

Quando si parla di morte e di fantasmi o si pensa ad un horror o nella sua più classica versione romantica ed emotiva, si fa riferimento al celebre Ghost. In questo caso immaginate di vedere un fantasma come lo avete immaginato fin da piccoli e quindi non una figura spettrale che incute timore ma un lenzuolo bianco, silenzioso, che si aggira nella casa che ha abitato fino al giorno della sua morte, trascinandosi parte del lenzuolo che striscia per terra e osserva la vita andare avanti, ogni minima sfumatura di ogni giorno, senza possibilità di intervenire per migliorare la condizione sua o di chi soffre per lui.

Il film permette ampie riflessioni sulla vita ed è ricco di forti emozioni, tanto che noi stesso vedremo la nostra figura proiettata sul fantasma che nell’immaginario collettivo cinematografico è spesso una figura negativa ma non questa volta. Un storia di tempo, di vita, d’abbandono e riscoperta completezza.

In questo film, lo spettro è molto umano, arriverete a volergli bene, a provare compassione per lui  anche in un paradossale momento naive intraprende un dialogo con un altro fantasma, un dialogo muto, buffo, dove si comprende che entrambi sono li per un motivo ma non sanno quale, non comprendono perché possono vedere ancora tutto e non scomparsi nell’eterno o nel nulla nichilistico della morte.

La pellicola è girata in digitale, ma con lenti da Super16 che permettono il formato 4:3 e il mood vintagerendendo l’atmosfera parte del racconto stesso. Il film toglie al visibile per dare all’invisibile e il direttore della fotografia scrive il film con la luce insieme alla sceneggiatura. I movimenti di macchina sono pochi ma sono ben misurati. Lo stile di registico si riconduce e riprende alcuni autori asiatici e, difatti, vengono citati Tsai Ming-liang e Apichatpong Weerasethaku come fonti di ispirazione.

Sono presenti esempi sublimi dinamica interiore come nella scena della vedova che mangia una torta e la vomita poco dopo, dove viene percepito il dolore del lutto. Gli attori sono pedine del regista, il tempo scorre ma nulla può essere cambiato ma tutto può essere raccontato in modo fantasmagorico per via dell’impossibilità di comunicazione tra i protagonisti.

In epigrafe, all’inizio del film, leggiamo una citazione da “A Haunted House”, un racconto di Virginia Woolf e il rifacimento a “Il tempo passa”, contenuto nel capolavoro “Al Faro”, è assai marcato; qui la Woolf descrive scrupolosamente il tempo che scorre dentro la casa vuota, la luce proiettare sulle pareti la propria immagine chiara, il silenzio prendere una forma staccata dalla vita.

Il ritmo del film, varia e si arriva ad un punto di rottura in cui lo stesso fantasma sembra arrendersi così come noi, all’impossibilità che tutto vada avanti, cambi inesorabilmente e che quella situazione acquisti un senso in quella casa dove tutto è iniziato e finito, li c’è qualcosa che ancora non sa e che deve vedere ma non riesce  a farlo, finché ad un tratto tutto diventa piano piano chiaro e ogni tassello va a ricomporsi come un puzzle e quando raggiunge lo scopo della sua presenza, giunge il finale che chiude magistralmente tutto con un nodo alla gola e il fiato sospeso dall’angoscia e della curiosità ma allo stesso tempo dalla ritrovata spensieratezza, dopo che il sovrannaturale entra in contatto con il terreno per lasciare un segno indelebile prima che tutto svanisca nel nulla, dove  finalmente è compreso ciò che dova essere conosciuto.

 

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Christian Partenope

Christian Partenope, nato a Catania il 06-08-97.
Diplomato al liceo delle scienze umane di Scordia e attualmente studente di cinema e teatro e di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma.
Seguo e partecipo alla vita politica, canto, scrivo per diletto e amore, ho la passione per i libri, il cinema e il teatro.