Rischio europa? Perchè Salvini continua ad essere acclamato al Sud?

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L’esecutivo giallo-verde è attivo da parecchi giorni con grandissima indignazione da parte di molti partiti, molti paesi, ma allo stesso tempo grande fiducia e speranza da parte di tantissimi cittadini. Ha davvero inizio la terza repubblica, le prospettive all’orizzonte sono state delineate diverse volte, “il governo del cambiamento” è nato, il vento sembra provenire da molte direzioni, le spinte centripete si alleano con le centrifughe minacciando un ciclone incontenibile, ma siamo solo all’inizio.  Tuttavia,  I commenti degli altri stati non si sono fatti attendere. Infatti, qualche giorno fa, il commissario europeo al Bilancio: Gunther Oettinger , rispondendo ad un giornalista, scaglia parole tanto inopportune quanto sufficienti per destituirlo dal proprio incarico. Parole che una delle autorità più rappresentative dell’UE non dovrebbe permettersi di pronunciare in pubblico: <<I mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta>>. Qualche ora dopo le scuse e il passo indietro. “Piena libertà di voto agli italiani e a tutti i paesi”, si affretta a far sapere Oettinger. 

Ma le parole forti continuano a fioccare da ogni parte del mondo. Il “New York Times” parla di partiti populisti anti-Europa, il “Wall Street Journal” parla di affinità contro l’establishment che hanno fatto da collante tra Di Maio e Salvini. Ciononostante, la stabilità europea non è a rischio, lo aveva confermato Conte quando uscì dal primo incontro con Mattarella al Quirinale e lo confermano i fatti che vedono Giovanni Tria ministro dell’Economia. Tria formatosi alla Columbia University di New York ebbe come docente Edmund Phelps, uno dei fondatori della scuola neokeynesiana. Tale scuola di pensiero abbraccia la tesi di controllo diretto da parte dello Stato dell’economia, dunque aspira ad un maggiore controllo di questa contro il liberismo economico teorizzato da J.S.Mill. 

Ancora, “Al Jazeera” sostiene che Savona aveva un piano B per uscire dall’euro, mentre Tria per quanto non si possa definire propriamente simpatizzante UE, non è una persona con idee politiche ed economiche eversive (il motivo del rifiuto netto e categorico di Mattarella per quanto riguarda Savona, parte proprio da questo).

Davvero abbastanza preoccupato il popolo tedesco e francese. Ne sono un riflesso le testate di alcuni tra i giornali più conosciuti: “un euro scettico controlla la politica italiana”  (quotidiano tedesco “Die Welt”), il settimanale francese “La Point” invece si chiede se dei ciarlatani al potere possano realmente far progredire la nazione italiana. I falsi buonismi dunque sembrano miseramente caduti, la fragile corda che teneva unita l’Italia, fanalino di coda dei grandi Stati Satellite, quelli economicamente più progrediti, sembra essersi spezzata. Ma come mai si è spezzata? La risposta andrebbe ricercata nell’aperta manifestazione delle due forze politiche, votate dagli italiani, nel voler scardinare fittissimi equilibri che stanno dietro determinate decisioni e gesti. Osservando più da vicino il capo della Lega e attuale Ministro degli Interni viene da chiedersi: come mai il rappresentante della Lega è così amato anche al Sud? È davvero Salvini, l’uomo nero(si perdoni l’evidente ossimoro), che vuole allontanare a tutti i costi coloro che vedono l’Italia come la terra promessa? 

Si pensi alla Riforma di Dublino. La protesta di Matteo Salvini (ma non solo) non è nata da un istinto puramente xenofobo (senza dubbio esistente) bensì da una presa d’atto che i paesi esposti sul Mediterraneo, Italia e Grecia soprattutto, accolgono e sono destinati ad accogliere un numero cospicuo di migranti. Infatti, il regolamento prevede che sia il paese di prima accoglienza( dunque quello più vicino da raggiungere, ovviamente) a farsi carico della richiesta di asilo, addossandosi onori e oneri. Si necessita una collaborazione europea efficiente ed esistente, in modo tale da poter garantire un futuro migliore a chi scappa da situazioni disastrose e inumane e un minor carico di spesa e di consumi. Su queste premesse si comprende l’Asse Italia-Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria) unito sullo stesso fronte di protesta. Protesta che del resto non viene appoggiata dai paesi del Nord, poco toccati sia dai flussi migratori a fiotti  sia poiché con il blocco del trattato di Schengen, permettono solo di far entrate una ridottissima parte di extracomunitari. Le parole quasi profetiche del commissario per le Migrazioni Dimitris Avramopoulos sembrano riecheggiare: “Se Schengen dovesse morire, temo che sarà l’inizio della fine dell’Europa”.

Non si trascuri, inoltre, la popolarità di Salvini al Sud, accresciuta soprattutto grazie all’intervento di questo per “liberare” le coste Siciliane dai profughi. Sembra di scorgervi una corda invisibile in mezzo, tirata da un lato dall’incessante lavoro delle Ong (con fortissimi scopi di lucro, puro lucro) tanto che lo stesso pm di Catania Carmelo Zuccaro che aprì le indagini contro le Ong si chiese se  fosse “consentito ad organizzazioni private sostituirsi a forze politiche e alla volontà delle Nazioni” per scopi sappiamo bene tutt’altro che puramente umanitari. Dall’altro lato Salvini, in mezzo a tutto ciò le persone comuni. Influenzabili. Infatti, è un dato di fatto che Salvini abbia basato e accresciuto la propria campagna elettorale sul malcontento dei due poli (Nord e Sud) non così contrapposti da un punto di vista ideologico, in fin dei conti. Salvini ha orientato un fronte comune e compatto a destra e con la sua furbizia ha saputo manipolare a proprio vantaggio tanto il leader del M5S (Di Maio) quanto il leader plurisecolare di FI (Berlusconi) sapendo gestire una coalizione che lo ha portato alla vittoria (personale), quanto l’ineluttabile Μορα (sorte) gestendo oculatamente il καιρός (opportunità fuggevole). 

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Giulia Giardina

Nata a Catania, il 23/09/1998 si é diplomata presso il Liceo Classico statale "M. Cutelli". Studentessa di Lettere presso L'università degli studi di Catania.

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