Salvini chiude i porti a 600 migranti: IL SUD SI RIBELLA.

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629 migranti a bordo dell’Aquarius, la nave Ong SOS Mediterranée che da Sabato notte è in attesa di attraccare in Italia, dopo il rifiuto di Malta, ma Salvini, insieme a Toninelli del Movimento 5 Stelle, tra Hashtag e foto, invoca il suo popolo e decide che i porti vanno chiusi.

Malta ha rifiutato sostenendo che spetta all’Italia ricevere l’Aquarius in base al diritto internazionale ma il governo Italiano non è d’accordo. Nel frattempo centinaia di minori, di donne e uomini, aspettano in mare con pochissimi mezzi per sopravvivere, in una condizione disumana.

A rispondere alla decisione di Salvini e in generale del nuovo governo giallo – verde, non sono soltanto i cittadini ma anche alcuni Sindaci del Sud, tra le più importanti città, ad affermare quasi con disobbedienza civile che sono pronti ad accogliere le 600 persone. I sindaci sono:

Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli che in tweet scrive “Se un ministro senza cuore lascia morire in mare donne incinte, bambini, anziani, esseri umani, il porto di Napoli è pronto ad accoglierli. Noi siamo umani, con un cuore grande. Napoli è pronta, senza soldi a salvare vite umane”. 

 

Leoluca Leonforte, Sindaco di Palermo: “#Aquarius #Palermo, la città che a partire dal proprio nome è “tutta un porto”, è stata e sarà sempre pronta ad accogliere le navi, civili o militari che siano, impegnate nel salvataggio di vite umane nel Mediterraneo. Quelle navi e quegli uomini che rispettano la legge del mare e la legge internazionale, sottraendo alla morte uomini, donne e bambini che alcuni vorrebbero consegnare nelle mani della criminalità internazionale.
A violare la legge internazionale, quella che impone come priorità assoluta il salvataggio delle vite umane, è il Ministro dell’Interno italiano che, qualora ce ne fosse stato bisogno, ha dato ulteriore dimostrazione della natura culturale dell’estrema destra leghista.”

Giuseppe Falcomatà, Sindaco di Reggio Calabria: “C’è una nave in mezzo al Mediterraneo con 629 persone a bordo, fra cui 11 bambini e sette donne incinte, in condizioni molto precarie di salute. 
Di fronte a uomini, donne e bimbi che hanno bisogno di essere curati, la strategia non può essere quella di chiudere i porti senza un criterio. Lo diciamo chiaramente: anche oggi Reggio Calabria si rende disponibile ad accogliere chi salva vite umane in mezzo al mare. Così come in passato abbiamo dato degna sepoltura a 45 disperati migranti morti nel Mediterraneo. Il nostro cuore è grande, più grande di chi vuole speculare senza un briciolo di umanità.

Noi restiamo umani.”

Renato Accorinti, Sindaco di Messina: “A dispetto del diktat del ministro Salvini, l’amministrazione Accorinti dichiara la sua disponibilità immediata perché la nave “Aquarius” possa attraccare presso il porto cittadino. Pertanto, il sindaco Accorinti e la sua Giunta, ritenendo di interpretare anche il pensiero di buona parte della città – prosegue l’Amministrazione – ribadisce la necessità che la nave umanitaria “Aquarius” possa trovare in Messina un porto sicuro dove offrire aiuto e sostegno. Nelle operazioni di soccorso, ogni minuto di ritardo può avere conseguenze irreversibili che, in tal caso, interessano anche bambini piccoli, ragazzi soli e donne incinte. Che Matteo Salvini si assuma personalmente tutte le responsabilità dei rischi potenziali dovuti a tale rimpallo di responsabilità tra Malta e il nostro paese, strumentali ad una azione di forza che non può essere consentita, trattandosi di vite umane. Che i suoi alleati politici comprendano le complicità cui si prestano”.

Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto: “Taranto è pronta ad abbracciare ogni vita in pericolo, senza se e senza ma. In questi casi bisogna distinguere il giudizio politico dalle questioni tecniche. Come è noto secondo queste ultime, dopo la riforma del sistema portuale del ’94, i sindaci non hanno più alcuna competenza diretta sulla gestione di banchine e operatività degli scali. Motivo per cui attendiamo di comprendere quali provvedimenti il governo trasmetterà alle Authority italiane sulla materia delle immigrazioni. D’altronde in mare vigono leggi e consuetudini internazionali che non si possono cancellare con una semplice circolare”.

 

Questo indica che c’è un sud che pensa autonomamente e che vuole restare umano, distaccandosi dalla decisione di lasciare in mare 600 persone. Insomma, un sud “ribelle”.

La Ong sottolinea che “inutili ritardi” allo sbarco “stanno mettendo a rischio le persone vulnerabili“ visto che all’interno della nave si trovano  7 donne incinte e 15 persone ustionate, oltre a parecchi migranti con sintomi di ipotermia

Sulla faccenda si è espresso anche il presidente dell’Arci,  Francesca Chiavacci: “Il primo atto di questo governo in materia di immigrazione supera di gran lunga ciò che era stato annunciato e ci si poteva attendere. Salvini nega la possibilità d’attracco nei porti italiani alla nave Aquarius che ha soccorso 600 migranti in mare, dimostrando così il suo disprezzo per le loro vite. Ci auguriamo che nelle prossime ore riveda questa decisione che non ha precedenti e rappresenta una ferita profonda nella storia del nostro paese che si è sempre contraddistinto per la volontà di soccorso e la solidarietà. Speriamo davvero che non sia questo “il cambiamento” tanto decantato.”

Ricordiamo che l’Italia è il paese meglio attrezzato a gestire l’arrivo dei migranti e il più vicino ai posti dove vengono soccorsi.

Sembra, infine che nelle ultime ore, la Spagna e nello specifico il premier Predo Sanchez abbia dato disponibilità ai 600 migranti e dichiarando: “E’ nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone”

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Christian Partenope

Christian Partenope, nato a Catania il 06-08-97.
Diplomato al liceo delle scienze umane di Scordia e attualmente studente di cinema e teatro e di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma.
Seguo e partecipo alla vita politica, canto, scrivo per diletto e amore, ho la passione per i libri, il cinema e il teatro.