Fred Buscaglione, il gangster della musica.

2' di lettura

“Sono l’uomo dal whisky facile,

son criticabile ma son fatto così

non credete, non sono un debole

m’han fatto abile, ma la guerra finì

se c’è una cosa che mi fa tanto male è

l’acqua minerale!

Miracolosa sarà, ma per piacere io 

Non la posso bere.”

I versi sopra sono della canzone, o meglio sono la canzone“whisky facile”, di Fred Buscaglione. Se non fosse per l’argomento superetilico, potremmo confonderla con un testo del piccolo coro dell’Antoniano. Sta di fatto però che, pur profonda come una pozzanghera, la canzone fu portata al successo dal suo interprete, complici un arrangiamento swing accattivante e un ancor più accattivante aplomb da simpatica canaglia di Buscaglione. Il successo di Fred Buscaglione fu rapido ed enorme, e le hit che produsse rimangono ancor oggi nella memoria collettiva  per l’orecchiabilità, il ritmo, il fascino canagliesco e non scevro da una notevole ironia: tutti abbiamo in orecchio testo e ritmo di una hit ante litteram clamorosa come “Eri piccola” oppure  “Guarda che luna” per tacer di “che notte” il brano più iconico del  cantautore e musicista.

La sua carriera è iniziata, peraltro, con seri studi di conservatorio, che faranno di lui un talentuoso polistrumentista. Fred abbandona gli studi all’età di 15 anni per mettersi alla ricerca di qualche orchestrina con cui suonare. La guerra e l’arrivo degli americani con i loro ritmi jazz danno una svolta alla musica leggera italiana. Per Fred, il jazz è una  vera e propria folgorazione, inoltre trova in Leo Chiosso, scrittore italiano anch’esso amante del jazz, un compagno, un amico, un collega con cui condividere la passione per il jazz. Da questo sodalizio artistico musicale nasce una produzione di canzoni ironiche aventi come tema una scimmiottatura dell’hard boiler statunitense. Era complice anche il personaggio che Buscaglione si era creato,il cosiddetto  “fisque du role”.

Buscaglione si fece crescere un paio di baffi, si vestì come un gangster, calandosi perfettamente nella parte. Soprattutto ne fu complice un clima generalizzato. Buscaglione nella parte del gangster era credibile,e, ancor di più, nella parte del gangster all’italiana. L’Italia intera era particolarmente sensibilizzata ad accoglier figure iconiche e macchiette a stelle e a strisce: nel 1945 Alberto Sordi era uscito nei cinema con “Un americano a Roma”, mentre nel 1956 Renato Carosone aveva realizzato l’iconica “Tu  vuò fà l’americano” che parla di wisky and soda, baseball e rock n’roll. Lo stile di vita americano trovava spazio ed emulatori ed in cambio distribuiva successo a piene mani. Si tratta, al lordo, di provare stanchezza e di cercare nuove strade, di cogliere l’attimo e la tendenza, e farla propria; lo fece in modo meno macchiettistico Adriano Celentano, lo fece in modo più di nicchia Fred Buscaglione. 

Sorta di colosso dai piedi di argilla, per la leggerezza dei suoi testi, Fred Buscaglione attraversò come una cometa il firmamento delle stelle para-Hollywoodiane; calato costantemente nella parte, Fred  guidava una Ford  thunderbird lilla quando si scontrò con un camion trasportante porfido,terminando il suo volo artistico a soli 39 anni.

Mostra il tuo sostegno con un "Mi Piace"!
Alberto Pantò

Nato a Bronte.
Studente di Beni Culturali - Storico Artistici presso l'Università di Catania.
Semino dubbio, raccolgo cultura, vivo di bellezza