Premio Virdimura: la vocazione innata delle donne per la medicina

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Lunedì 11 Giugno,  al Palazzo Centrale dell’Università di Catania in Aula Magna , si è tenuta la solenne cerimonia di consegna del Premio Internazionale Virdimura, giunto ormai alla V Edizione, che quest’anno è stato conferito alla Presidente della Repubblica di Malta Marie Louise Coleiro Preca . 

Questo prestigioso Premio Internazionale è stato istituito in onore della  Dutturissa Virdimura da Catania,  la prima donna ufficialmente autorizzata ad esercitare la Medicina e la Chirurgia in Sicilia, in base ai documenti d’archivio.

 Virdimura era una donna ebrea, moglie del medico Pasquale di Catania, un chirurgo universitario che le insegnò l’arte della chirurgia e della fitoterapia, il quale apparteneva alla folta schiera di medici del ‘300 e del ‘400 che durante il periodo medievale aveva il monopolio della professione. Ella rivelò sin da subito un’indole innata verso l’arte medica ed era amata da chi ne riceveva le cure, tanto da presentare una petizione al Tribunale per il Diritto per trattare i pazienti come professionista, chiedendo che le fosse concesso il dottorato, per praticare la scienza medica soprattutto nei confronti dei poveri, i quali difficilmente potevano pagare il prezzo delle cure mediche.   Ella portò come testimonianza  durante il processo numerosi  pazienti  che attestarono la sua grande conoscenza e abilità, così come le dichiarazioni di  medici  del tempo che avevano verificato il suo apprendimento e supportato la sua petizione. Virdimura fu esaminata dai periti reali ed essendo ritenuta idonea, fu autorizzata ad esercitare la professione medica in tutte le città e terre di Sicilia il 7 novembre del 1376. Il documento che lo attesta si trova presso l’ Archivio di Stato di Palermo, ed anche il Lagumina  lo indica con precisione nel suo Codice Diplomatico dei Giudei di Sicilia.  In particolare,  nel documento si attesta che la giovane donna godeva di suadente fama laudibili ac experiencia.

La figura di Virdimura rappresenta una tappa importante per la storia della professione medica e non solo: ella incarna il prevalere del sapere e dell’abilità sul pregiudizio e sulla discriminazione.  Nel Medioevo, oltre i confini del Regno di Federico II, per le donne era impensabile anche solo tentare di intraprendere gli studi medici, considerati elitari, e  praticare la professione medica come  magister era addirittura impossibile. In Sicilia invece presso le famiglie ebree vi erano delle vere e proprie dinastie di medici, che comprendevano non solo gli uomini, quali i mariti ed i figli, ma anche le mogli e le figlie, così all’avanguardia da far conseguire ad una donna ebrea, Virdimura, la certificazione a curare et praticare in scientia et arte medicina et fisice. Virdmura è dunque simbolo di una cultura senza barriere, che premia il merito ed è attenta ai bisogni dei più deboli, oltre che uno degli emblemi più prestigiosi della Sicilia governata da Arabi e Normanni, in cui vigeva una società basata sui valori della collaborazione tra popoli e culture e sull’ avanguardia nelle scienze. 

 Proprio in onore di un medico così rilevante è stato instituito dall’Associazione Italiana eurodisabili Onlus il Premio Virdimura , su iniziativa dei professori Cristina Tornali e Ignazio Vecchio, promosso anche dalla Società di Storia della Medicina, in collaborazione con l’Ordine dei Cavalieri e Dame di Pythias, rappresentato dal Supremo Gran Cancelliere Silvio Aliffi. 

“Il premio – spiegano gli organizzatori – rappresenta il primo passo per la costituzione di un ‘Osservatorio’, al fine di promuovere un ‘Progetto di Pace’ fra popoli, religioni e culture diverse, che sancisca una mission culturale di tolleranza, di tradizione scientifica ed umanistica, necessarie per contribuire, attraverso il recupero della memoria storica, ad una migliore formazione di medici ed altri laureati, sempre più preparati alla cultura della solidarietà e del rispetto”. 

Durante le scorse edizioni sono state premiate donne internazionali che rappresentano uno sprone per la cultura che si oppone alle discriminazioni, quali ad esempio la  scrittrice e studiosa  israeliana  Miriam  Jaskierowiczs   Arman,  autrice   di importanti  libri   sull’autismo  e  sulle tecniche  della  voce nel  canto, nella musica  e nell’informazione, nonché pedagoga vocale di  cantanti di fama internazionale, o la Suora italo-nigeriana Mary Anne Nwiboko, Madre Superiora della Comunità delle Suore “Figlie di Maria, Madre della Misericordia” e Direttrice del centro per gli anziani “Ain karim” di Carlentini (Siracusa), che da tempo si occupa di assistere le donne vittime di violenza.

Il premio quest’anno è stato conferito dal Rettore dell’Università degli Studi di Catania  Francesco Basile insieme con la prof.ssa Cristina Tornali, Commissario regionale in Sicilia per l’Accademia di Arti Sanitarie, e con il prof. Adelfio Cardinale, vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità e presidente della Società Italiana di Storia della Medicina, a Marie Louise Coleiro Preca,  Presidente della Repubblica di Malta, alla presenza inoltre di autorità civili, militari  e accademiche, quali l’Ambasciatrice di Malta in Italia Vanessa Frazier, la Console di Malta in Sicilia Chiara Cali e le rappresentanze consolari di altri Paesi.

Coleiro Preca che ha esordito così alla consegna del Premio : “Dedico questo riconoscimento a tutte le donne e alle ragazze della nostra regione euromediterranea, e alle loro alte e nobili aspirazioni a favore del benessere dei nostri popoli”. La vincitrice di questa edizione è stata premiata   in quanto massima personalità istituzionale di un Paese vicino ed  esempio di donna mediterranea attenta all’infanzia e al sociale. Stando alle dichiarazioni di Marie Louise Coleiro Preca “scoprire la storia Virdimura è stato emozionante, oltre che uno spunto per far riaffiorare l’imminente necessità di assicurare tutti i mezzi di supporto per garantire un maggior sviluppo della pubblica istruzione delle comunità euro -mediterranee, in modo tale che possano aprirsi sempre più alle diversità che caratterizzano i nostri popoli per trarne tutte le opportunità”. 

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Costanza Bordonaro

Costanza Bordonaro, nata a Catania il 6/12/1997. Ha conseguito la maturità classica presso l'Istituto Superiore Liceo Classico Mario Rapisardi di Paternò. Oggi è studentessa della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Catania.
Pianista incallita e promotrice del service, sostiene l'informazione concisa, chiara, pittoresca - perchè no?- e, soprattutto, esatta.