La nuova politica italiana: Salvinismo o semplice effetto mediatico?

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La cronaca quotidiana italiana, tra le altre cose, ormai è costellata da un unico ed importante tema: il nuovo governo formatosi novantatre giorni dopo le elezioni politiche del 4 Marzo 2018. Un tempo lungo, tra attese, speranze e cattivi presagi. Il sistema di governo nato, con a capo un “premier” che risponde al nome di Giuseppe Conte e supportato dalle figure che sono uscite vittoriose dalle elezioni, ossia Matteo Salvini (Lega) e Luigi Di Maio (Movimento cinque stelle), sta suscitando non poche polemiche e critiche, anche da esponenti d’oltrealpi.

Allora ho provato ad inquadrare la situazione politica, dal punto di vista di un cittadino italiano, laureando in Scienze Politiche presso l’Università di Catania, militante del PD, con alle spalle diverse esperienze politiche nel suo comune di residenza (Pozzallo). Davide Floridia, 25 anni, esprime cosi la sua opinione ed una veduta del nuovo scenario politico, del tutto obiettiva.

  • Perché hai scelto la facoltà di Scienze Politiche?  “La politica per me è una passione. Passione che deriva dalla mia famiglia. Ho sempre pensato tra me e me: il medico fa medicina, l’ingegnere fa ingegneria ed io voglio fare politica. Seguo la politica e sopratutto faccio politica da dieci anni. All’inizio era puramente passatempo, quasi un hobby, poi sono passato ai fatti concreti, mettendomi in gioco a livello di iniziative e candidature nel mio paese. Oggi sto seguendo attivamente un’iniziativa sull’immigrazione su Pozzallo, meta del 70-80% degli sbarchi in Italia”.
  • Il nuovo governo rispetta il voto degli italiani? – “Prima di rispondere a questo facciamo una distinzione tra politica di governo e politica di propaganda. La prima, per farvela capire, assomiglia alla gestione di una casa, fatta di bollette, tasse, gestite dal tuo lavoro personale. Lo stato, in scala, funziona cosi. Lo stato deve fare azioni di governo per la società, quindi prima di essere un soggetto di propaganda, devi essere un POLITICO GIUSTO. Le due forme di politica sono confuse al momento in Italia. Come disse Winston Churchill: “si diventa statisti quando si finisce di pensare alla politica elettorale e si inizia a governare uno stato”. Il voto è rispettato nei termini dei numeri (50+1 delle preferenze alle elezioni), ma non a livello ideologico, in quanto le due forze al governo (Lega e M5S) hanno fatto campagna elettorale presentando spesso temi opposti. La colpa non è solo di chi governa, ma anche dell’opposizione, che non riesce ad integrare la propria politica con quella di governo. Questo è fondamentale. Non si costruisce nulla cosi. Questo è causato dai populismi, che nascono in un contesto di dissesto e non di ordine”.
  • Come descriveresti la figura di Salvini? Semplice Ministro dell’interno o qualcos’altro? – “Questo governo sembra essere targato SALVINI e non governo Conte (premier tecnico). E’ indubbiamente qualcosa di più”.
  • E’ giusta la sua posizione ed il suo agire relativo all’immigrazione? – “Partiamo da un concetto che sta alla base di tutto ciò che riguarda l’umanità, ossia salvare vite umane in pericolo. Il governo italiano prima di essere politico, deve essere umano. Aiutare e soccorrere, non chiudere porti e frontiere, come nel caso di aver impedito alla nave Acquarius, con a bordo 600 persone, di attraccare nei porti italiani. Salvini ha fatto questo per puntare i piedi contro l’Unione Europea, dicendo che l’Italia è stata abbandonata sul tema migratorio; ma l’Italia è prima frontiera dell’unione ed ha il dovere di soccorrere. La politica, ricordiamolo, si basa su ideali, che vanno oltre. Sono questioni morali. Parlo da cittadino pozzallese con tanti amici che lavorano sulle navi, e che quindi conosce bene i rischi della vita a mare. Sull’immigrazione serve una politica di salvaguardia”
  • Il sindaco di Napoli, De Magistris ha definito Salvini il nuovo Mussolini, concordi? – “Facendo una digressione storica, Mussolini aveva un progetto per l’Italia e lo ha portato avanti, sporcandosi le mani, partendo dal delitto Matteotti e finendo con le leggi razziali. Salvini non è Mussolini. Quest’ultimo è stato al governo per vent’anni. Le caratteristiche del dispotismo di Mussolini però a mio avviso sono presenti nella personalità di Salvini: l’odio contro il diverso ed il nazionalismo forte, evidenziato dal suo famoso slogan PRIMA GLI ITALIANI. I nazionalismi portano, nel 60% dei casi, ai dispotismi, anche se la politica non è una scienza esatta. Finora non ci sono azioni cosi senzazionalistiche, ma solo dichiarazioni che portano a credere alla nascita di un dispotismo. Quando e se arriveranno queste azioni, e mi auguro di no, lo potremo definite un despota”.
  • Il cosi definito “Salvinismo”, va quindi in contrasto con l’ideale di Unione Europea? – “Io vedo l’Unione Europea come un grande salotto, dove tutti devono dare e ricevere. L’Italia in questi anni ha dato e ricevuto, poi se è stata inefficace questo è un altro discorso. Un’unione, come quella d’Europa, è fondamentale per mantenere la pace e per aiutare individui in difficoltà in tutto il mondo. La prima cosa è il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo. Salvini commette errori, perchè creare muri e non alleanze in Europa, e questo potrebbe portare l’Italia a rimanere sola in Europa. Ha scelto paesi alleati sbagliati, come quelli del blocco di Visegrad, che sono contrari all’immigrazione; letteralmente non vogliono immigrati. L’Ungheria non applica la politica distributiva europea sull’immigrazione. L’azione di Salvini mira a raggiungere l’obiettivo ungherese, ossia quota immigrati zero o giù di lì. Le alleanze vanno fatte con i paesi forti, perchè siamo un paese importante; siamo la seconda industria europea e terza economia, ma abbiamo un PIL che negli ultimi dieci anni è cresciuto pochissimo.  Macron ha definito vomitevole la nostra politica sull’immigrazione proprio perchè l’Italia, dotata di uno strumento di controllo ed intercettazione su probabili terroristi, fa da filtro a paesi come la Francia, che comunque è stata massacrata da attentati non molto remoti, ma che sarebbero stati di più senza l’appoggio di un paese come il nostro. L’Italia ha un ruolo cruciale in Europa, e questo continuiamo, e forse continueremo, a non capirlo mai”.
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Endrio Zanti

Mi chiamo Endrio Zanti, 29 anni, studio comunicazione e lingue a Catania, aspirante giornalista, aspirazione dovuta alla passione per l'informazione e la scrittura, relative a tematiche storiche, culturali e di attualità.