Ad Oriana Fallaci

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“L’abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte”.  Sono tue parole, Oriana,  parole sigillate dall’inchiostro ma tutt’altro che immobili, parole di una brillante giornalista,scrittrice e attivista. Attivista perché la paura non ti ha mai paralizzata nell’esporre la tua.  Esponevi Oriana, esponevi e brandivi la tua penna come una spada e il tuo cuore come uno scudo.

Altro che scudo,probabilmente avresti voluto creare una fortezza attorno al tuo compagno, Alexandros Panagulis, che in uno dei tuoi più celebri libri hai figurato come un eroe.

“Un Uomo” è il libro con il quale ti rendi grande, Oriana, scrivendo, in una “fiaba” fin troppo reale, le gesta del tuo eroe, gesta mosse dal suo amore per i giusti ideali.

Lottava Panagulis, contro un regime che gli stava stretto e tu con lui…e forse odiavi ed amavi la sua indipendenza e la sua profonda solitudine che erano anche tue.

Oriana, tu riuscivi ad “abbracciare la sua anima, i suoi pensieri, i suoi sogni e le sue poesie”.

Con la tua penna hai reportato le ingiustizie, la verità e hai messo a nudo la realtà Dal Vietnam a New York ma più di tutto ti sei resa coraggiosa, esponendo il tuo cuore, che sebbene calcificato da “rabbia e orgoglio”, continua a pulsare nelle tue parole, smuovendo di tanto in tanto l’accidia del nostro tempo.

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Erina Nicolosi

Classe 1998, dopo la maturità classica presso il liceo C. Marchesi di Mascalucia, si iscrive alla facoltà di Scienze biologiche di Catania. E' iscritta all'Istituto Musicale V.Bellini di Catania. Adora la musica i libri e le belle parole

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