USA-COREA una storia lunga decenni

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Il summit tra USA e Corea del Nord avutosi a Singapore (12 giugno c.a.) è di certo uno degli avvenimenti più felici degli ultimi tempi, in quanto dovrebbe portare alla denuclearizzazione della Corea, sopratutto considerando il complesso contesto politico europeo.

La questione tra le due nazioni sopracitate si è inasprita drasticamente ed ha toccato punti davvero drammatici soprattutto negli ultimi mesi.
Comprendere pienamente la questione è davvero molto ingarbugliata in quanto oltre ad esserci delle trattative diplomatiche, la vicenda si “gioca” pure in ambito economico, politico e storico.

Eʼ doveroso, a mio modo di vedere, fare un passo indietro…
Durante la seconda guerra mondiale, molti coreani furono portati in Giappone per i lavori forzati; quando le bombe colpirono il Paese si constatarono gli effetti. Tornati in patria, descrissero gli avvenimenti drammatici ai politici, che capirono subito il potenziale delle bombe atomiche.
Dopo la guerra, la penisola coreana venne divisa tra le potenze vincitrici: il Nord ai sovietici, mentre il Sud agli americani. Il dittatore del Nord, Kim Il-sung, già nel corso della guerra di Corea (ʼ50-ʼ53) viene a contatto con lʼarma nucleare in quanto gli USA la volevano utilizzare per vincere il conflitto in Corea.

Se la piccola dittature del Nord vuole sopravvivere dovrà dotarsi di armi nucleari…

Verso la fine degli anni ʼ50, il leader coreano intensifica i rapporti con la Cina di Mao, ma questʼultimo non concederà mai le informazioni e le tecnologie atomiche del suo Paese al vicino dittatore.

Fin dagli anni ʼ70, gli aerei notano il piccolo reattore, situato a circa 100 km dalla capitale Pyongyang, offerto dai sovietici quasi un decennio prima, in chiave anti Cina.
Solo negli anni ʼ80 la CIA capirà davvero la pericolosità del nucleare in Nord Corea.

Uno dei maggiori moniti che la storia ci lascia avviene nel 1985, quando la Corea firma il ‘Patto di non proliferazione nucleareʼ, ma in barba a questʼultimo, continua il suo programma nucleare.

Il punto di svolta fondamentale si avrà nel 1989, quando cadde il Muro di Berlino;
con questʼavvenimento crolla lʼeconomia dei Paesi comunisti e la piccola Corea è costretta ad aprirsi al mondo occidentale… quindi agli Stati Uniti dʼAmerica.

Negli ultimi venticinque anni le varie amministrazioni USA si sono interessate davvero molto alla questione;
in primis Bill Clinton (Dem) che provocò i nemici facendo “una passeggiata” nel 38° parallelo (confine tra le due Coree), provocando, e non poco, il dittatore coreano.
Il 13 giugno 1994 mentre alla Casa Bianca si prende in seria considerazione lʼipotesi della guerra, lʼex Presidente Carter (Dem), vola a Pyongyang per cercare in extremis di placare la situazione; alla fine si ristabilisce la pace.

Dopo Clinton, Bush figlio (Rep) interrompe i negoziati e trascura la questione, che verrà riaperta dallʼamministrazione Obama (Dem) nel 2009. Il 1° Presidente di colore degli USA punta alla diplomazia ed inventa la “pazienza strategica”, che comunque fa continuare il piano della Corea del Nord.

Durante lʼera Obama la Corea cambia leader, succede al padre Kim Jong-un (2011), che anche se attua una politica simile al Welfare State, è sempre più ossessionato dalle armi nucleari, infatti in un suo famosissimo discorso afferma che:” La nostra forza nucleare serve per proteggere la sovranità nazionale”

È opportuno affermare che durante il mandato di Obama si sono registrati quattro esperimenti, quindi non credo proprio che la “pazienza strategica” sia servita a qualcosa…

In conclusione troviamo lʼelezione di Trump (Rep) nel 2016, che si interessa particolarmente alla questione e dichiara apertamente, cosa mai avvenuta prima, che sarebbe stato disposto a distruggere completamente il Paese

nemico (minacce a colpi di Tweet). Fortunatamente nulla di tutto ciò è ancora accaduto.

In ultima analisi è giusto comprendere come le sanzioni adoperate dallʼOnu abbiano solo contribuito a creare il mercato nero con la Cina ed addirittura come il Pil sia aumentato.
Alcuni dati, non ufficiali ma ufficiosi, riportano che il 20% del Pil coreano è destinato al progresso nucleare.

Queste forme di embargo non possono mai funzionare se la Cina, principale competitor degli USA, continuerà a fomentare “il mercato nascosto” tramite i ponti di confine.

Dopo essere venuti a conoscenza di questi dati, sia da un punto di vista economico che storico, possiamo credere di avere una situazione chiara; non è cosi…
Gli scenari che si potrebbero verificare sono molteplici, ma quelli principale, secondo me, potrebbero essere:

  1. Il dittatore della Corea del Nord in barba agli accordi continua i suoi test nucleari, proprio come nel 1985; ovviamente le conseguenze potrebbero essere catastrofiche, e non solo per la Corea.
  2. Dopo settantʼanni di attesa la dinastia dei Kim riesce a sedersi col Presidente del Paese più importante al mondo da pari, cosi da far cessare “la gara alla bomba più grande” e permettendo comunque alla Corea di avere grandi benefici provenienti soprattutto dal turismo e dal commercio internazionale

Ovviamente la risposta non ci è data saperla per ora, noi possiamo solo auspicare che la Pace, il buon senso e il bene di tutti i popoli siano messi davanti a tutti gli interessi economici, finanziari e politici.

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Salvatore Mercorillo

Nato a Santa Croce Camerina (RG), il 03/03/1998.
Ho frequentato l'ITCA "Fabio Besta", dove ho avuto la possibilità di studiare ed appassionarmi,al contempo, di economia, diritto e soprattutto politica.
Ho svolto, durante i cinque anni, il ruolo di rappresentante degli studenti, di cui gli ultimi due in Consulta Provinciale.
Ora frequento il CdL in Storia Politica e Relazioni Internazionali al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali a Catania.
Oltre al calcio, le mie passioni sono il mare, il vino e la buona compagnia.

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