“GOD SAVE THE QUEEN”

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“Arriverà la fine ma non sarà la fine”: questo, non è solo il ritornello di una canzone ma, una frase che sembra calzare a pennello con le vicende riguardanti la famiglia reale Inglese.

Da qualche mese a questa parte, grazie alla nascita del terzo figlio del principe William e alle nozze reali del principe Harry con l’attrice non borghese Meghan, la famiglia reale è quodianamente sotto l’occhio attento e piu  interessato del solito, dei media di tutto il mondo.

Un evento dopo l’altro la monarchia inglese continua infatti a mostrarsi in quella che è la sua disarmante luce: sembra spesso oscurarsi ma mai sbiadire. Di tutte le vicende che l’hanno segnata dall’inizio del secolo scorso ad oggi (l’abdicazione per amore di Edoardo VIII, in  favore del padre della regina Giorgio VI, gli scandali della principessa Margaret, sorella di Elisabetta, il successivo divorzio del principe Carlo, la morte sospetta di Lady Diana e i recenti matrimoni dei nipoti della regina) questa rimane ferma e salda nel suolo ruolo, unico al mondo, di rappresentanza della nazione.

Quale sia il trucco di questo successo non è noto: nessun’ altra famiglia reale al mondo ha attualmente la stessa importanza di quella Inglese.

Ma in realtà, forse un trucco c’è ed è: “The Queen”. Eh si, perché la regina Elisabetta non è solo una delle tante sovrane della famiglia reale, ma è ormai “la sovrana”… seconda a nessuno per durata del suo ruolo. È unica nel suo genere e, forse, è questa sua dote ad aver contribuito a rendere tale anche la monarchia: il carattere intransigente, la dedizione verso il suo ruolo, la curiosità nei confronti delle vicende politiche del Paese, la forte intraprendenza e il suo stile unico dai colori pastello (tutti aspetti ampiamente e saggiamente narranti all’interno della serie firmata Netflix “The Crown”) fanno della regina una delle donne più influenti dell’ultimo secondo.

Questa considerazione riporta a una delle domande che più frequentemente ci si pone: “quanto ancora a lungo sarà in grado di regnare la regina?! Siamo vicini alla fine?!”

Nei giorni scorsi sono state numerose le notizie circa un probabile malore o un’ indisposizione della sovrana, che hanno portato alla revisione (in via straordinaria) del piano per i giorni seguenti alla sua morte. Il piano prevede una parola d’ordine: “London Bridge in down”. Questa dovrà essere pronunciata dal segretario privato della Regina durante la telefonata per informare il Primo ministro. A quel punto, saranno avvertiti i 15 governi al di fuori del Regno dei quali Elisabetta è ancora Capo di Stato, e poi le 36 nazioni del Commonwealth di cui Elisabetta è capo. Altri particolari verranno curati dal Duca di Norfolk, la cui famiglia si occupa dei funerali reali dal 1672. Il giorno successivo alla morte della madre, il principe Carlo verrà proclamato Re e verranno indetti 10 giorni di lutto nazionale. Il suo successore quindi, prenderà il posto in tarda età e con pochi anni di regno davanti, non paragonabili minimamente a quelli della madre, e, a causa del carattere schivo del principe e dei suoi trascorsi personali (inevitabile pensare che molti avrebbero voluto che fosse Lady D a rivestire il ruolo che spetterà a Camilla) i followers più curiosi delle vicende di palazzo hanno basse aspettative per gli anni a venire.

Quello che allora, il popolo inglese può augurarsi per i mesi o anni a venire, è la frase che risuona in tutto il regno: “GOD SAVE THE QUEEN”

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Costanza Agnello

Agnello Costanza Maria, nata in provincia di Catania il 09/04/97.
Diplomata al liceo scientifico di Scordia e ad oggi studentessa di giurisprudenza presso la facoltà di Catania.
Vivo di associazionismo, osservo la realtà e rifletto cautamente.

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