Tra finzione e realtà

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«Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso».

Con questa celebre frase si conclude una fantastica, quanto grande, opera di Luigi Pirandello.
Più che un’opera, però, potremmo definirla un pezzo della sua teoria che mi permetto di definire come: teoria magmatica.

Per Pirandello infatti, la vita è un continuo e inafferrabile fluire di emozioni, passioni e istinti che influiscono sul comportamento dell’individuo; portando così l’individuo all’inconoscibilità del reale. L’uomo, pertanto, è costretto ad adeguarsi ai diversi ambienti sociali, Pirandello direbbe: Indossando delle maschere; e poiché ogni uomo è indossatore di maschere ne consegue che i rapporti sociali non siano autentici.
L’indossatore, in questo caso, vive in una meta-realtà o ancora in una non-realtà. Venendo a conoscenza di questa situazione, l’individuo perde coscienza e richiudendosi in se stesso, cadrebbe in una crisi interiore.

Queste condizioni non risultano essere sempre durature, anzi esiste una via di fuga e di benessere interiore: la follia o ancora un’ideologia, come direbbe ancora oggi Karl Marx.
Queste teorie risultano essere “passate” solo dal punto di vista di composizione; risultando invece del tutto attuale dal punto di vista storico.
Il capitalismo oggi più che mai, infatti, distorce la nostra realtà, le nostre menti, azionando così un ormai totale controllo delle nostre menti studiando e prevedendo i nostri comportamenti e intenzioni.
Il mondo del marketing, la tecnologia, i media, il web, tutto ciò che ci circonda è un’esca pronta per noi: olocausto del marketing.

Pian piano, passo dopo passo sono riusciti a costruire un mondo non autentico, un perfetto palco scenico dove ogni individuo sia sempre pronto a recitare una parte e a mettere sù una coreografia tutta per loro, tutta da guardare con gran guadagno.
L’uomo non ha più contatti autentici con la natura perdendo la vera sensibilità, non ha propria un’ideologia: riesce sempre meno a fuggire da tutto ciò.

Richiamando ancora una volta la follia Pirandelliana: i folli sono i più grandi geni incompresi, per la presa in mano di obiettivi e ideologie proprie. Così si può fuggire a tutto ciò.
A tal proposito la fantastica e attuale frase di Giovanni Rodari: «vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo».

La lettura come via di fuga, come liberazione, come costruzione di se stessi.

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Alessio Di Carlo

Nato a Siracusa, il 26/06/1997.
Studente di Filosofia presso l'Università Degli Studi di Catania.

Curioso e aperto verso ogni forma di cultura.