Razzismo Made in Italy: l’Italia è un paese xenofobo?

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Ormai è chiaro a tutti che Salvini quando parla gioca le sue carte e, onestamente, possiamo anche dire che le gioca bene perché sa che il suo è un terreno fertile.  Un terreno estremamente facile da coltivare, perché il popolo, tra disperazione  e sfiducia, ha scelto la via più facile, quella che ha già dimostrato, storicamente, essere anche quella più sbagliata: quella dell’odio e della paura. Insomma, la strada della xenofobia.

Certo, è vero che è più facile additare tutti i cittadini oppositori delle Lega e dei 5 stelle come esponenti del PD e tutti gli epiteti ridontanti e creati appositamente per screditare ogni democratica opposizione, ma forse dovremmo guardare meglio la realtà.

Dal momento in cui si è ufficializzato il governo Giallo-Verde (e non giallo-blu, perché è chiaro che è un altro metodo propagandistico e di trasformazione, quello del cambiare nome, colori e  così via), è entrata in vigore la “legge della paura e dell’oppressione“: manifestanti pacifici schedati per aver contestato, attraverso uno striscione, Salvini dopo le affermazioni sul caso Regeni, giornalisti interrogati dalle forze dell’ordine perché indagavano sulla Lega e tutte le varie decisione politiche di chiusura dei porti accompagnati dalla criminalizzazione delle ONG, il censimento su base etnica dei Rom (l’ultima volta che si parlò di censimento su base etnica fu durante il periodo delle leggi razziali, il periodo fascista)  e le minacce velate a Roberto Saviano per quanto riguarda la sua scorta, la pericolosa polemica sui vaccini e così via.

A cosa ha portato questo clima di chiusura? Alla legittimazione dell’odio e del razzismo. Perché Salvini potrà anche festeggiare le Italiane regolari della staffetta “4×400”, potrà anche dire che non è razzista e tutto il resto ma il suo elettorato la pensa allo stesso modo? No. Ancora peggio, parlano come lui ma sappiamo bene come il “non sono razzista ma” sia l’ennesimo escamotage per sviare il discorso e accusare senza sensi di colpa il più povero e in questo caso l’immigrato.  Alcuni di essi affermano anche di essere fieramente razzisti, lo dicono nei commenti e lo dicono durante le interviste nelle varie trasmissioni.

E quindi sempre più spesso si leggono notizie di ragazzi che muoiono come Soumaila Sacko (sindacalista immigrato, ucciso senza scrupoli) e come tanti altri ragazzi, usciti nella cronaca odierna accoltellati e feriti gravemente ma anche intimidazioni, a partire dai giovani innocenti di Macerata.

Siete scettici e pensate che sia solo il pensiero di un “buonista”? Ecco alcuni esempi recenti:

In una spiaggia Ligure, minacce e intimidazioni fatte attraverso un cane aizzato dal padrone nei confronti di un ambulante mentre tutti ridevano e applaudivano e quando una donna ha preso le difesa del ragazza le è stato detto:  “Vaffanculo, puttana buonista del cazzo. Prenditeli a casa tua i negri del cazzo, così ti scopano meglio tuo marito.”  Tra l’altro, la ragazza, ha riportato il racconto sui social ed è stata riempita di insulti e minacce gravissime, così spaventata, è stata costretta a togliere il post.

Oppure il giovane Senegalese ucciso a Milano con 10 colpi di pistola, dopo un litigio causato da alcune offese per il suo colore della pelle.

A Rimini, un bimbo di 5 anni viene cacciato dal parco al grido: “Sei nero, fai schifo. Vattene via.”  Insulti provenienti da un gruppo di ragazze di 13 anni, a prova che questa educazione razzista e xenofoba rischia di attraversare le generazioni e di contaminarle.  Ma oltre alle ragazzine che tali sono e per fortuna potranno cambiare e maturare in pensiero più sano, la risposta dei genitori che dicono alla madre del bambino di abituarsi in questa società ad accettare anche queste parole è pressoché assurda.

Sempre a Rimini, in un centro estivo una bambina cade e si sente dire da altri bambini: “ti sta bene che sei caduta. E’ a terra che devono stare i negri” e poi un altro bambino: “io con una negra non ci sto”. Fortunatamente gli altri bambini, insieme agli educatori hanno saputo come intervenire nell’ambito educativo e pedagogico.

Fermiamoci un attimo qua.

L’articolo potrebbe anche chiudersi così. Perché? Non c’è motivo di parlare di politica quando già c’è un cancro terribile che nelle epoche ha causato solo morte e che è stato combattuto e condannato con le leggi e storicamente, e che oggi infesta le generazioni future. Si, perché le vittime di tutto questo non è solo la bambina o il bambino a cui sono state rivolte queste frasi ma anche chi le ha rivolte, perché stiamo insegnando e lasciando ai bambini il messaggio che l’odio etnico, lo stesso che possiamo assimilare senza troppa retorica a quello nazifascista, è giusto, è legittimo, perché magari siamo noi stessi a pensarla così. Un messaggio orrendo che un buon genitore, cosciente del suo ruolo, non può dare o sottovalutare.

Sicuramente per alcuni di voi questo può non essere abbastanza, quindi proviamo a riportare un ultimo punto, molto grave da moltissimi punti di vista, ovvero la comparsa sui social di coloro che pur di non ammettere la matrice xenofoba di questo governo in questi mesi, iniziano ad inventare cose assurde, parlando a sproposito sui bambini morti in mare. “sono bambolotti finti” e “non ci fate sentire in colpa”, sintomo di un sempre più alto tasso di analfabetismo funzionale. Diciamocelo dovreste, anzi dovremmo tutti , sentirci in colpa,  perché in futuro, chi giudicherà questo periodo storico e chi lo studierà nei libri, valuterà e peserà sulle responsabilità delle nostre scelte politiche, etiche e morali, la morte di bambini, donne e uomini a causa di una presunta invasione.

Insomma, arrivando al termine della nostra analisi, la destra oggi (come ieri) c’ha abituato ad un linguaggio e ad una politica che risponde facilmente ai problemi, senza però dare una soluzione vera, ma alla gente questo basta a quanto pare. E’ confortante per molti italiani, è tutto eticamente e moralmente nella norma e sopratutto sono soluzioni ovvie. Tutto è facile: basta mandare via i migranti, i rom, i vaccinati, gli oppositori e mettere paura, tanto paura, tanto orgoglio nazionalista, tanto potere. Salvo poi lamentarsi da Mattarella di “mancanza di democrazia” quando la Cassazione chiede conto della maxi truffa ad opera della Lega e a danno dei cittadini. Manca solo “molti nemici, molto onore” e il mood del ventennio è tra noi.

Probabilmente leggeremo tanti altri articoli di questo genere e possibilmente alcuni atti di vile razzismo stanno avvenendo in questo momento, mentre leggiamo e probabilmente, incoscientemente, possono essere i nostri bambini a farsi da bandiera di questo terribile messaggio d’odio.  L’Italia non nasce come Paese Xenofobo, perché è il Paese dei partigiani, della resistenza, della solidarietà ma potrebbe diventarlo. Tornare ad essere succube della violenza immotivata e insensata. Non dimentichiamo la storia, torniamo a leggere il passato, a ricordarlo e ad insegnare nelle scuole e nelle case il valore dell’uguaglianza, della solidarietà e il valore del multiculturalismo, della diversità, del rispetto del prossimo e soprattutto l’importanza della vita. La stessa con cui oggi stiamo giocando quando puntiamo il dito verso chi sta peggio di noi.

 

 

vignetta by Mauro Biani ©

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Christian Partenope

Christian Partenope, nato a Catania il 06-08-97.
Diplomato al liceo delle scienze umane di Scordia e attualmente studente di cinema e teatro e di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma.
Seguo e partecipo alla vita politica, canto, scrivo per diletto e amore, ho la passione per i libri, il cinema e il teatro.

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