La cucina è generosità. È creare un momento e gustarlo.

2' di lettura

Il cuoco è un poeta.

E come tutti i poeti, a lui manca sempre qualcosa dentro.

Quel qualcosa che non saprebbe definire, ma lo sa donare agli altri.

È come un uccello in gabbia.

Tutti ne apprezzano il piumaggio, le cose che sa fare dentro la sua gabbia.

In quel momento il cuoco è felice.

Dopo ore a dimenarsi, a scottarsi, a tagliarsi, la gratitudine del commensale colma quella mancanza.

Il senso di tutto quello che fa sta in un “complimenti allo chef”.

Sta in un piatto che torna vuoto.

Il cuoco è colui che vi spia dalla cucina a godervi il vostro giorno libero che, per lui,

è il più caotico e stancante.

È quello che vorrebbe essere lì con voi, ma non può.

È un uccello che sta bene nella sua gabbia.

Perché sa che, essendo in gabbia, può essere il padre della gioia di tutti.

È nei vostri scatti sotto forma di pietanza.

E quando fate uno scatto ad una portata, fotografate la sua essenza.

Immortalate il vero se stesso che nemmeno lui conosce.

E, letteralmente, ve lo serve su un piatto d’ argento!

Il cuoco non sa cosa potrebbe fare oltre al cucinare.

Gestisce situazioni di puro stress credendo di cedere, ma non molla mai perché non può deludervi!

Combatte per rendervi felici!

La musica è la sua energia, le urla e le imprecazioni i suoi strumenti per mantenere la calma.

Il cuoco per stare calmo e concentrato si arrabbia e perde il controllo.

La sua priorità è colui che serve,

ed il come per lui è irrilevante 

Fa l’impossibile.

Se manca qualcosa la crea! Trova sempre un modo per accontentarvi!

Ma è un uomo. Sbaglia.

E quello sbaglio: quell’ unico sbaglio, quel piatto su migliaia che sbaglia, lo mortifica.

Lo umilia.

Lo fa sentire un fallito.

Ha paura di aver perso la vostra fiducia e di non poter condividere con voi il suo vero io.

Ha paura che la sua essenza non sia stata abbastanza per voi.

Al cuoco manca qualcosa. 

Qualcosa che solo chi si siede ed apprezza quello che mangia riesce a riempire per quella mezz’ oretta.

In quel lasso di tempo,

tra la confusione,

tra il sudore ed il disordine.

Se spiate dalla finestrella dalla quale il cuoco vi ammira,

lo vedrete sorridere.

In quel lasso di tempo,

Il cuoco è felice.

VENI, VIDI, COQUINAVI

Chef Davide

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Davide Laudani

Mi chiamo Davide Laudani, sono Catanese e faccio il cuoco.
Il motivo per cui amo il mio lavoro è perché rendo felici le persone.
Se siete a tavola ed il cibo è buono, l'atmosfera cambia.
Il cibo buono sazia l'anima e rende tutti contenti.
Quindi rendo la gente felice!

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