Wimbledon 2018: il ritorno di Djokovic e la caduta delle divinità

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Si è appena concluso il torneo di Wimbledon,  il più antico e prestigioso evento nello sport del tennis, che in questa edizione è stato pieno di sorprese…

Il 2 luglio 2018 si sono cominciati a giocare ufficialmente i 64esimi di finale di Wimbledon, terzo torneo del Grande Slam. Per questa edizione molti erano convinti che non ci sarebbero state sorprese, altri invece pensavano solo alla possibilità di una finale tra i primi due esponenti della classifica Atp: Rafael Nadal e Roger Federer. Seguendo le prime giornate, tutto procede secondo i piani, entrambi concedono poco agli avversari e mostrano una superiorità assoluta. Le sorprese però arrivano durante i quarti di finale, quando avviene l’uscita inaspettata del re di quei campi. Alla fine di un match durato 4 ore, Federer si arrende contro Kevin Anderson, perdendo 3-2. L’incantesimo si è spezzato, il noto tennista svizzero deve rinunciare a quella favola che l’avrebbe portato alla nona vittoria di Wimbledon. La pausa terapeutica non ha sortito gli effetti miracolosi del 2017, quando Roger era sparito tre mesi per poi ripresentarsi più forte di prima. Soprattutto fa discutere il come è arrivata la sconfitta, beffato da Anderson quando era due set sopra e con un match point a disposizione. Nonostante tutto il ragazzino di 37 anni ha fatto sapere che ritornerà il prossimo anno, alla ricerca della conquista del suo nono Wimbledon e pronto a continuare la sua lotta contro il tempo, che ormai è diventato il suo più grande rivale.

Altra storia ma quasi con lo stesso esito, è quella che riguarda Rafael Nadal. Il tennista spagnolo riesce a raggiungere le semifinali di Wimbledon battendo ai quarti Del Potro, dopo un lungo match durato quasi cinque ore e terminato sul 3-2. Vista la sconfitta di Federer ormai sembrava tutto pronto per il suo trionfo, ma in semifinale arriva un ritorno inaspettato, quello di Novak Djokovic. Nato in Serbia nel 1987, “Djoker“, è ritenuto uno dei tennisti più forti della storia ed è stato numero 1 al mondo per 223 settimane, di cui 122 consecutive. Il suo dominio però cominciò a crollare quando all’inizio del 2018 si è dovuto operare al gomito per un problema che si trascinava da circa un anno.  Tornato a giocare il serbo non è mai riuscito a riprendere i suoi standard, trovandosi parecchio in difficoltà con l’enorme vantaggio acquisito da Federer e Nadal. Come spesso si sa però, toccato il fondo si può solo risalire, e Wimbledon 2018 segna la sua rinascita. Dopo un match molto equilibrato, durato circa 5 ore e mezza, Nadal è stato costretto a cedergli. 

Ultimo capitolo di questa sorprendente storia è quello della finale tra Kevin Anderson e Novak Djokovic. Il serbo ha chiuso la pratica in poco più di due ore, dimostrando una totale superiorità nei confronti del suo avversario. Un torneo che si chiude con un gradito ritorno e con la caduta delle divinità, che da oggi sanno che dovranno rivedersela con uno dei migliori tennisti al mondo. Appuntamento fissato per fine agosto, quando comincerà l’ultimo slam della stagione: Us Open. Federer e Nadal sono avvertiti, Djokovic è tornato.

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Leonardo Mascali

Leonardo Mascali. Nato a Catania il 03/10/1998, diplomato al liceo scientifico Concetto Marchesi di Mascalucia, oggi studente presso il dipartimento di Giurisprudenza di Catania.
Scrivo per passione: molte volte tramite la scrittura di certe avventure si trasmettono emozioni che vale la pena ricordare.

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