Lavoro in Italia, tra precariato e poca sicurezza nei luoghi di lavoro.

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In questi giorni si è discusso molto sul “decreto dignità” e il problema del lavoro in Italia. Il decreto presentato dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, prevede la stretta sui contratti a tempo determinato, aumento degli indennizzi (min 6 max 36), il limite al numero dei rinnovi e la penalizzazione delle aziende che prendono contributi pubblici e poi delocalizzano. Esso è stato molto criticato sia da Confindustria – “negativo per le imprese”- sia dal MEF. Secondo loro si perderanno più di 8000 posti di lavoro.

Ma quali sono i numeri del lavoro in Italia? Sono così preoccupanti?

Occupazione giovanile

Nel 2007 il tasso di occupazione dei giovani tra i 15-24 anni era del 24,2%, oggi del 17,7%, dato ancora più in calo per i giovani tra i 25-34 anni; nel 2007 il tasso di occupazione era del 70,4%, oggi è al 60,8%.

Occupazione femminile

Sfortunatamente nel nostro Paese la partecipazione nel mondo del lavoro da parte delle donne è sempre stata  più o meno bassa ma, complice la crisi che ha visto molte famiglie perdere l’unica fonte di reddito, la percentuale è aumentata.

Nel 2007 il tasso di occupazione femminile era del 41,1%, oggi è del 51,4%, invece il tasso di attività è passato dal 49,2% al 56%. Numeri incoraggianti, ma ancora non basta.

Occupazione over 50  

Con l’invecchiamento della popolazione è aumentato il trend di assumere persone con esperienza; i dati parlano chiaro.

Nel 2007 il tasso di occupazione delle persone tra i 50-64 anni era del 46,9%, oggi è del 59,4%.

Inattivi

Uno dei problemi principali del mondo del lavoro in Italia sono gli inattivi, cioè persone che non hanno un’occupazione e che non sono alla ricerca. Sono ancora molti nel nostro Paese, ma negli ultimi anni, si è registrato un leggero calo.

Nel 2007 il tasso di inattività era al 37,1% (14,3 milioni), oggi è del 34,7% (13,4 milioni).

I contratti

Un altro dato in controtendenza è quello dei contratti; negli ultimi anni i contratti a tempo determinato sono aumentati in modo esponenziale -dal 2007 ad oggi sono aumentati del 28,6%- invece i contratti a tempo indeterminato sono aumentati soltanto dello 0,6%. Ci dovremmo allarmare? La media europea è leggermente più bassa della nostra.

Tralasciando per un attimo i dati sul lavoro in Italia, vorrei puntare i riflettori su un problema molto grave nel mondo del lavoro, cioè l’aumento dei morti sul posto di lavoro.

Nel 2017 i morti sul lavoro sono stati più di 1000, e nei primi mesi del 2018 sono stati più di 220. Un numero che si fa impressionante contando i morti negli ultimi 10 anni, più di 13 mila.

Tutto questo è la conseguenza di mancanza di controlli e sensibilizzazione sulla sicurezza di lavoro molto scarsa, quasi nulla. Negli ultimi 10 anni gli ispettori delle ASL, sono passati da 5 mila a meno di 2500. Gli ispettori diminuiscono e le imprese da controllare aumentano, si pretende che 2500 ispettori controllino più di 3,3 milioni di imprese, un numero impressionante che non possono fronteggiare, e di conseguenza molte imprese non vengono controllate. Inoltre il nostro sistema di controllo e prevenzione è molto frammentario e comprende: ispettori del lavoro, Ispels, ASL,  ministero dello Sviluppo economico, Regioni e vigili del fuoco. Ognuno con un pezzo di competenza, confusione e con l’aggiunta di poche risorse, zero investimenti e molti tagli.

A tutto questo si aggiungono i 1500 braccianti agricoli morti negli ultimi 6 anni. Muoiono da Nord a Sud, italiani, romeni, africani, arabi, bruciati vivi negli incendi dei ghetti, investiti da un treno, uccisi dalla troppa fatica dai campi o dai caporali. Solo nel 2016 sono morti 434 persone, braccianti che si impiccano nelle fabbriche a Rosarno, avvolti dalle fiamme a Foggia, asfissiati o carbonizzati, presi a bastonate, a coltellate o investiti da Tir. Inoltre si stima che la percentuale degli italiani deceduti sul totale sia dell’80%.

Il governo deve risolvere al più presto questo problema, non è possibile che lavoratori italiani e stranieri muoiano nei luoghi di lavoro per la poca sicurezza o che braccianti vengano sfruttati per 2 euro l’ora nei campi italiani.

 

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Carmelo Schillaci

Nato a Cuneo il 15/01/2001. Frequenta il quinto anno del liceo "Concetto Marchesi" di Mascalucia.
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