L’eternità finita de “La corrispondenza” di Tornatore.

3' di lettura

Non si può non pensare a Giuseppe Tornatore quando si parla  di registi che hanno lasciato il segno. Orgoglio siciliano, è stato capace di mostrare la pienezza dei sentimenti e dei valori che dominano la terra di “Colapesce”; lo dimostrano film come “Nuovo cinema Paradiso” o “Baaria”, l’obiettivo è mostrare  la studiata lentezza, la passione che scandiscono ogni azione e pensiero dei  protagonisti, per certi versi  poterebbe essere considerato il Tomasi di Lampedusa dei giorni nostri.

Un regista indubbiamente dalla critica anche per la capacità di saper snocciolare determinati temi e presentarli al pubblico sotto una luce diversa ogni volta, Tornatore ha il potere di ammaliare e tenere alta l’attenzione pur trattando gli stessi argomenti.

Proprio uno dei suoi ultimi prodotti cinematografici è stato al centro di un acceso dibattito. Il film in questione – “La corrispondenza” –  ha attirato a sé molti pareri  per la spinosità del tema trattato, Tornatore questa volta ha deciso di mostrare la parte forse più infinita e tormentata dell’amore. La vicenda inizialmente è molto semplice, si tratta di due amanti – una studentessa ed un professore universitario – che cercano di conciliare il loro amore dividendolo tra i rispettivi impegni, tutto cambia quando Ed – il professore – muore improvvisamente senza  far sapere nulla alla sua amante, che apprende della morte soltanto durante una conferenza. La vera essenza di Tornatore si manifesta soltanto dopo questa prima parte poiché, incredibilmente, Ed riesce a rimanere in contatto con l’amata anche dopo la sua dipartita, servendosi di tutte le risorse tecnologiche a sua diposizione pur di continuare ad essere una costante nella vita di  Amy: email, messaggi, lettere, video che la accompagnavano nella sua quotidianità.

“…L’uomo smette di essere eterno quando compie un errore, un unico, fatale errore, io l’ho capito il mio errore.  Il mio errore è stato non averti incontrata prima. Non aver potuto vivere a lungo accanto a te. Mi sembra un’ottima ragione per perdere il dono dell’eternità…”

In questo periodo potrebbe racchiudersi l’essenza dell’amore inteso dal regista, molti scorgono rammarico, dolore nelle ultime parole che Ed rivolge ad  Amy, ma pochi hanno realmente compreso la forza e la bellezza del suo discorso. L’amore è uno di quegli errori che rende mortali gli uomini, che li rende consapevoli della loro finitudine, ma è allo stesso tempo una forza creatrice, infinita perché è consapevolezza di essere stati consistenti, vivi rispetto all’infinito, alla morte.

Non a caso i loro sentimenti vengono spesso paragonati al dialogo con le stelle,  qualcosa che è già morto, ma la cui luce – la cui vita – continua ad essere percepita anche dopo il loro spegnimento.

Un amore raro e misterioso ma anche segreto, sbagliato, ad inficiarne la purezza infatti, c’è la presenza della famiglia di Ed, che trasforma in dubbio, la certezza dei loro sentimenti.

“Man mano che mio padre continuava il suo racconto, il mio odio verso di te si trasformava in invidia, perché so che mai nessun uomo mi amerà come lui ha amato te.”

Uno dei momenti più alti del film è proprio l’incontro tra Amy e la figlia di Ed, che resta a corto di sentimenti negativi dinanzi la forza dei loro sentimenti.

Tornatore riesce dunque ad eliminare qualsiasi ostacolo che potrebbe offuscare la bellezza della loro relazione, a tal punto che l’abissale differenza di età che corre tra i due, passa in sordina come un tentativo della natura di allontanare due anime del cosmo che invece erano destinate ad incontrarsi e ricongiungersi.

“La corrispondenza” si classifica come un altro dei capolavori del regista siculo che si dimostra sempre capace di indagare l’animo umano per portarne a galla le note più sopite.

 

 

 

 

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Andreamaria Santoro

Nata a Catania il 29/12/1998.
Diplomata al Liceo Classico “Gorgia” di Lentini.
Studentessa della facoltà di Giurisprudenza presso L’Università degli Studi di Catania.
Amante della cultura greca e giapponese.
Anima gattopardiana.

1 commento

  1. Brava! Ha colto proprio l’essenza del film e dell’Amore!!

Un commento ci fa sempre piacere!

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