Ritmo: una nuova realtà artistica a Catania

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Catania non finisce mai di stupire.

Considerata la Milano del Sud, questa città pullula di menti creative, appassionate e fervide, attive per far risuonare il nome di una delle città più importanti d’Italia, ancora di più, imbellendola di nuove manifestazioni artistiche, culturali, tecnologiche, scientifiche. Il lavoro sinergico  di alcuni ragazzi, la loro passione, la loro estro creativa germoglia velocemente per le vie di Catania di pari passo con l’emozione che riempie i loro lavori. Conosciamo RITMO e un’artista attivo all’interno di RITMO: Alberto Cuteri.

 

Come nasce il centro artistico-culturale “Ritmo”?

“Ritmo è uno spazio culturale indipendente nato a Catania nel Gennaio 2013, situato nel quartiere storico della “Fera o Luni” il principale mercato della città. Lo spazio propone una programmazione alternata, presentando il lavoro di artisti che operano in diversi ambiti del contemporaneo, attraverso esposizioni, progetti editoriali, live set, workshop e laboratori.
Una particolare attenzione è rivolta all’arte urbana, quale processo di riappropriazione visiva, sociale e culturale dello spazio pubblico.
Ritmo propone un dialogo aperto con diverse realtà italiane ed estere, attraverso la formulazione di un network culturale, dove spazi e gallerie sono selezionati e collegati in conformità ad una sintonia progettuale, mediante lo scambio o la preparazione di nuovi progetti.
Fanno inoltre parte di Ritmo: Livio Lo Pò, Andrea e Marco Mangione, Vittoria Avolio, Emanuel Carfora.”

 

Alberto, quanto di te  metti nelle opere che fai, e soprattutto credi in ciò che fai?

“Mi presento, mi chiamo Alberto Cuteri, ho 30 anni, abito a Catania dove sto studiando architettura e lavorando come direttore artistico all’interno del centro culturale Ritmo. Parallelamente seguo un percorso personale di ricerca in ambito artistico.
Ho svolto negli ultimi anni alcuni approfondimenti sulla tematica dell’infrangimento del copyright, attraverso l’archiviazione, appropriazione e il remix di pagine web. Parte di questo lavoro è confluito nel testo “Public Domain Format” pubblicato da Balloon all’interno della piattaforma B-Research, nella partecipazione all’evento Internet “Yami Ichi” alla Tate Modern con lo pseudonimo “Mr.Nowhere” e alla pubblicazione su Athanor N°5 del progetto “Opening fold”.

Nelle opere metto sentimenti ed emozioni che provo nel quotidiano. Cerco di inserire contenuti, vibes, che in una prima fase mi piace esplorare liberamente ed in una seconda fase possono trasformarsi in indizi, ingredienti importanti per la costruzione di un pensiero strutturato verbalmente. Mi piace sperimentare e giocare; mentre lavoro ricerco l’imprevisto e la meraviglia.”

 

Ti stai per laureare in architettura, credi che la tua laurea possa servirti per i tuoi progetti artistici?

“Da un lato penso che gli studi in architettura stiano aggiungendo alcuni stimoli dovuti all’interdisciplinarietà del corso di laurea e sono nati grazie alla passione che alcuni professori come Edoardo Dotto, Marco Navarra, Fabio Ghersi, Giuseppe Pagnano mi hanno trasmesso. Studiando architettura ho utilizzato software di grafica, disegno e modellazione 3d, che penso essere strumenti utili anche per la pratica artistica. Dall’altro penso che per molte attività come la scrittura, la recitazione, il disegno, la musica, per fare alcuni esempi, non sia necessario un titolo per perseguire con successo ciò che piace ma siano utili passione, fiducia e apprezzamento.”

 

Come é nata questa tua passione?

“Durante gli anni delle elementari ho frequentato una scuola (Linus School) ricca di laboratori; alle medie, invece, ho scoperto e amato la cultura hip hop. Un campo in cui mi sono cimentato molto è stato il writing, grazie al quale ho avuto l’opportunità di rompere con alcuni cliché culturali dell’ambiente che mi circondava.

Ricordo che in quegli anni guardavo i graffiti nel quartiere come fossero riferimenti geografici della città e a scuola quelli di fronte la finestra dell’aula. Sognavo di fare parte un giorno della scena locale e conoscere writers come Dash, Dede, Fish, Push, Onel, Yee, Meso, Juh, Pera, (e altri!) attivi a Catania soprattutto durante la fine degli anni’90.
Parallelamente cresceva una forte attrazione per il computer come svago e come mezzo creativo, per comunicare. Con i social network le possibilità di entrare in contatto con persone in e da tutto il mondo, imparare da esse e attivare collaborazioni sono cresciute. Questo penso sia emozionante e potrebbe contribuire alla diffusione di movimenti che possano raccogliere, al loro interno, un numero mai visto prima di partecipanti.

In questo momento sono affascinato da piattaforme o spazi (virtuali e non) in cui inserire opere collettive.

Quando non uso il computer mi piace disegnare a mano libera, utilizzare carte colorate per collage e ritagli.

In parallelo amo promuovere il lavoro degli artisti che stimo, il mio desiderio è intercettarli durante la loro presenza in Europa o in Italia, prima che possano diventare inaccessibili. Per esempio, questo è capitato con la videoartist Sabrina Rattè.

Sto provando a dar vita, anche grazie al sostegno dei miei colleghi, ad un percorso che valorizzi in Sicilia laNet Art”, la sperimentazione in ambito audio-video e pratiche che spingono l’interattività, l’alfabetizzazione emotiva e la comunicazione tra esseri umani.”

Cosa ti auguri per il futuro e per quello di ritmo nonché dei tuoi stessi colleghi? 

“Nel futuro mi auguro di viaggiare, afferrare una dimensione di maggiore serenità personale e soddisfazione lavorativa, avere una famiglia…

Il progetto Ritmo è costituito da ragazzi che mettono impegno, tempo, e soprattutto grande passione ed energia!

Ai miei colleghi auguro di avere molte soddisfazioni e continuare a credere alla propria visione senza lasciarsi distrarre da giudizi esterni.”

 

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Giulia Giardina

Nata a Catania, il 23/09/1998 si é diplomata presso il Liceo Classico statale "M. Cutelli". Studentessa di Lettere presso L'università degli studi di Catania.