Roma: Lo scontrino omofobo della Locanda Rigatoni.

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Una giovane coppia gay che, in un ristorante a Roma, dopo aver cenato, nello scontrino si trova un insulto omofobo.

Si, è vero, sembra un breve racconto di vecchi atteggiamenti discriminatori di tempi angusti e non del 2018 o almeno così dovrebbe essere. E invece è successo.

A quanto pare, lo scorso giovedì  un ragazzo romano  di 21 anni, e il suo fidanzato, sono andati alla Locanda Rigatoni, in via Domenico Fontana, vicino Piazza San Giovanni e hanno trovato la scritta “pecorino no, si frocio”.

La reazione è stata la seguente: “I ragazzi hanno fanno notare al cameriere che tale scritta non era divertente – ha raccontato Fabrizio Marrazzo responsabile Gay Help Line e portavoce di Gay Center – ma il cameriere, ridendo, ha riferito che si trattava di un errore del computer, continuando a ridere e a prenderli in giro. Il ragazzo tenta di far notare che  quel tipo di “scherzo” è per loro offensivo, dicendo: “Guarda nessuno sta ridendo, sei una persona infantile, nessuno si è mai permesso di trattarmi in questo modo nella mia vita.”

La storia è finita qui? In realtà questo basterebbe a evidenziare un enorme problema ma purtroppo no perché “solo dopo 30 minuti di discussione la titolare, senza mai chiedere scusa, si è proposta di non fargli pagare il conto – si legge nella nota del Gay Center -. Come se non bastasse il cameriere è tornato lamentandosi con i ragazzi, che per colpa loro ha fatto una brutta figura con gli altri clienti.”

 

LA REAZIONE

Sulla questione si sono espressi dal Campidoglio, in una nota congiunta Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale e Flavia Marzano, assessore alla Roma Semplice: “Gravissimo l’episodio di omofobia denunciato da Gay Center, che ha raccolto la testimonianza di due clienti di un ristorante in zona San Giovanni. Condanniamo apertamente ogni forma di discriminazione e scherno lesive di dignità e libertà personali. Episodi simili offendono tutta la città. Saranno avviate in ogni caso le opportune verifiche, anche a seguito dell’eventuale denuncia“..

LA DIFESA

Infine una nota dal locale ha dichiarato nelle ultime ore: “Siamo molto dispiaciuti per quanto è accaduto, questa mattina il cameriere è stato subito licenziato” . È quanto ha detto la proprietaria della “Locanda Rigatoni” oggi in merito alla vicenda.  “Non siamo un locale di persone omofobe – ha ribadito la proprietaria, che ha fornito sul proprio intervento una versione diversa da quella raccontata dalle vittime dell’episodio – mi spiace che questo episodio debba infangare il nostro nome“. Secondo anche quanto raccontato dai colleghi, il giovane cameriere, poco più che ventenne, lavorava saltuariamente in quel locale, solo nei giorni con più prenotazioni. “Giovedì 19 luglio è accaduto un fatto grave. Nel nostro locale, un cameriere ha compiuto un atto inqualificabile nei confronti di due clienti, stampando sulla comanda un insulto omofobo, da cui tutta la direzione e il personale della Locanda Rigatoni prende le più decise e convinte distanze”. La direttrice assicura di avere immediatamente condannato l’atto e di essersi scusata con i clienti, “inorridita dal fatto incriminato come e se più possiblie più di loro”. Il cameriere è stato licenziato “non rappresentando in alcun modo la filosofia e lo stile dell’esercizio.”

LA RISPOSTA

La risposta di Fabrizio Marrazzo non tarda ad arrivare e si legge: “Il licenziamento del dipendente da parte del Ristorante Locanda Rigatoni, dopo la vicenda dello scontrino omofobo è un azione tardiva fatta dai proprietari solo a seguito del nostro intervento, dei media e della campagna di boicottaggio lanciata dal web, che ha visto il rate del loro locale passare da 4,5/5 a circa 1,5/5 come visibile dalla loro pagina facebook. La proprietaria, quando è stata informata giovedì, invece di sanzionare immediatamente il dipendente e scusarsi, ha discusso per 30 minuti senza mai scusarsi. I locali con licenza pubblica non possono effettuare azioni discriminatorie verso i clienti, per colore della pelle, per religione, per orientamento sessuale. Chi lo fa va sanzionato. Ringraziamo il Comune Di Roma per l’intervento di controllo che andrà ad effettuare, ed attendiamo di conoscere le sanzioni che verranno attuate. Ricordiamo inoltre che per molti giovani è già difficile essere lesbiche, gay e trans a scuola ed in famiglia, quindi, se anche quando vanno in un locale vengono discriminati, questo significa recludere i nostri giovani nel totale isolamento e vietare loro di fatto di fare coming out. Per questo reputiamo questa azione gravissima.

Insomma, a quanto pare, a prescindere da come la storia finirà non possiamo  far altro che rimanere amareggiati dell’ennesimo gesto di ignoranza e odio. Cose che, ricordiamo, si curano studiando, leggendo e viaggiando.

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Christian Partenope

Christian Partenope, nato a Catania il 06-08-97.
Diplomato al liceo delle scienze umane di Scordia e attualmente studente di cinema e teatro e di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma.
Seguo e partecipo alla vita politica, canto, scrivo per diletto e amore, ho la passione per i libri, il cinema e il teatro.