Addio Laicità: Lega e obbligo dei crocifissi nei luoghi pubblici.

5' di lettura

Corte costituzionale sentenza n.203 del 1989: principio di laicità, declinato negli articoli 2, 3 ,7, 8, 19, e 22.

Articolo 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Articolo 3 della costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Articolo 7. Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale

Articolo 8. Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge [cfr. artt. 19, 20]. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.

Articolo 19. Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Articolo 20. Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività [cfr. artt.]

Questi sono i principali articoli che garantiscono, ormai da anni e anni, la laicità del nostro paese. Laicità che permette integrazione culturale, sviluppo e anche civilizzazione e la nostra costituzione permette la separazione dei poteri pretendendo che non ci siano intromissioni ed interferenze fra i due ordini.

Purtroppo nel 2018, nonostante abbiamo un articolo non pienamente realizzato, ma che si pone e punta all’uguaglianza tra le religioni e quindi pari spazi e diritto di professione (art 8) abbiamo deciso tutto ad un tratto di tornare indietro invece che percorrere nuove strade davanti a noi. Infatti l’onorevole Leghista Barbare Saltamarini ha depositato una proposta di legge (pdl n 387) che mira a rendere obbligatoria la presenza del crocifisso nei luoghi pubblici, in caso contrario, a chi si oppone una multa (o forse meglio dire “una punizione) che va da 500 a 1000 euro e motiva la sua “crociata” tramite queste dichiarazioni:

“Le ripetute polemiche relative alla presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche, documentate dalla stampa e dai mezzi di comunicazione nazionali, hanno profondamente ferito il significato non solo religioso del Crocifisso, ma anche e soprattutto quale «simbolo della civiltà e della cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendentemente da una specifica confessione religiosa», così come già aveva autorevolmente sostenuto il Consiglio di Stato, nel parere n. 63, espresso in data 27 aprile 1988” e continua “Risulterebbe inaccettabile per la storia e per la tradizione dei nostri popoli, se la decantata laicità della Costituzione repubblicana fosse malamente interpretata nel senso di introdurre un obbligo giacobino di rimozione del Crocifisso; esso, al contrario, rimane per migliaia di cittadini, famiglie e lavoratori il simbolo della storia condivisa da un intero popolo. Cancellare i simboli della nostra identità, collante indiscusso di una comunità, significa svuotare di significato i princìpi su cui si fonda la nostra società. Rispettare le minoranze non vuole dire rinunciare, delegittimare o cambiare i simboli e i valori che sono parte integrante della nostra storia, della cultura e delle tradizioni del nostro Paese”

La proposta di legge si compone di 5 articoli:

ART. 1. (Princìpi).

1. Il Crocifisso, emblema di valore universale della civiltà e della cultura cristiana, è riconosciuto quale elemento essenziale e costitutivo e perciò irrinunciabile del patrimonio storico e civico-culturale dell’Italia, indipendentemente da una specifica confessione religiosa.

ART. 2. (Finalità).
1. Nel rispetto degli articoli 7, 8 e 19 della Costituzione, la presente legge disciplina l’esposizione del Crocifisso in tutti gli uffici della pubblica amministrazione secondo le modalità degli articoli 3 e 4, al fine di testimoniare, facendone conoscere i simboli, il permanente richiamo del Paese al proprio patrimonio storico-culturale che affonda le sue radici nella civiltà e nella tradizione cristiana.

ART. 3. (Esposizione del Crocifisso).
1. Nelle aule delle scuole di ogni ordine e grado e delle università e accademie del sistema pubblico integrato d’istruzione, negli uffici delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e negli uffici degli enti locali territoriali, nelle aule nelle quali sono convocati i consigli regionali, provinciali, comunali, circoscrizionali e delle comunità montane, nei seggi elettorali, negli stabilimenti di detenzione e pena, negli uffici giudiziari e nei reparti delle aziende sanitarie e ospedaliere, nelle stazioni e nelle autostazioni, nei porti e negli aeroporti, nelle sedi diplomatiche e consolari italiane e negli uffici pubblici italiani all’estero, è fatto obbligo di esporre in luogo elevato e ben visibile l’immagine del Crocifisso.
2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le rispettive amministrazioni sono tenute a emanare la disciplina di attuazione della disposizione di cui al comma 1.
3. Gli organi costituzionali adottano le disposizioni necessarie per l’attuazione dei princìpi della presente legge nell’ambito della rispettiva autonomia.
4. I consigli regionali adottano le disposizioni necessarie per l’attuazione dei princìpi della presente legge secondo le rispettive disposizioni regolamentari.

ART. 4. (Sanzioni).
1. Chiunque rimuove in odio ad esso l’emblema della Croce o del Crocifisso dal pubblico ufficio nel quale sia esposto o lo vilipende, è punito con l’ammenda da 500 a 1.000 euro.
2. Alla medesima sanzione di cui al comma 1 soggiace il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che rifiuti di esporre nel luogo d’ufficio l’emblema della Croce o del Crocifisso o chiunque, investito di responsabilità nella pubblica amministrazione, ometta di ottemperare all’obbligo di provvedere alla collocazione dell’emblema della Croce o del Crocifisso o all’obbligo di vigilare affinché il predetto emblema sia esposto nei luoghi d’ufficio dei suoi sottoposti, ai sensi della presente legge.

ART. 5. (Entrata in vigore).
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

Così la proposta di legge della Lega si avvale della retorica per aggirare gli articoli costituzionali parlando dell’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici “al fine di testimoniare, facendo conoscere i simboli, il permanente richiamo del paese al proprio patrimonio storico – culturale”. In realtà, bastano i libri, i musei e le opere d’arte e d’architettura presenti e utilizzate già per far conoscere il nostro passaggio storico culturale anche da un punto di vista religioso. Inoltre impone a tutti, anche non credenti, di manifestare obbligatoriamente una religione estranea pubblicamente con pegno da pagare se si tenta, civilmente, di rispettare se stessi e proprio ideali e credenze, togliendolo perché potrebbe essere giudicato “in odio” facilmente e quindi punibile. Il che è fuori da ogni logica. Sopratutto se si pensa a luoghi come le scuole che dovrebbero essere punti focali di integrazione e pluralismo culturale a favore degli studenti.

Diciamo, che questa azione pare proprio il primo passo della Lega per imporre la religione di stato di matrice ideologica cattolica all’interno di un paese laico, ai fini di allontanare sempre più le persone dalla solidarietà, dall’integrazione, portandole ad un nazionalismo anche religioso sempre più radicato, sempre più ortodosso e sfrenato. Probabilmente richiamando il ventennio, visto che le somiglianze storiche ci sono tutte, addirittura imponendo con la forza un simbolo che non rappresenta una grandissima fetta di italiani. D’altronde abbiamo imparato a vedere un Salvini con ogni tipo di rosario, vangelo e altro simbolo quasi ovunque, strumentalizzando e andando anche contro le affermazioni di Papa Francesco su varie questioni come quella sui migranti, aggirandole con la retorica del “buon samaritano” ed  è palese la manovra politica – culturale che la lega sta tentando di fare.

             

 

Insomma, anche stavolta Salvini e la Lega hanno trovato il sentimento su cui far leva, quello religioso, infischiandosene di poter avere tra di loro militanti non credenti o facenti parte di altre religione, perché c’è sempre un richiamo in ogni azione del partito al passato, quello che loro adoro ma non ammettono pubblicamente perché coscienti di non poter passare ancora sopra. I tempi dei bravi cattolici, delle camicie nere, della discriminazione etnica e delle leggi razziali e dell’olio di ricino. 

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Christian Partenope

Christian Partenope, nato a Catania il 06-08-97.
Diplomato al liceo delle scienze umane di Scordia e attualmente studente di cinema e teatro e di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma.
Seguo e partecipo alla vita politica, canto, scrivo per diletto e amore, ho la passione per i libri, il cinema e il teatro.

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