La Bayadère: il balletto tragico e melodrammatico

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Quando si parla di danza classica si associa sempre la parola “Opera”, proprio perché la danza classica mette in scena vere e proprie opere teatrali; una di queste è “La Bayadère”.

Teatro Imperiale Bolshoi Kamenny
Ekaterina Vazem

Il 23 gennaio 1877 al Teatro Imperiale Bolshoi Kamenny di San Pietroburgo va in scena la prima rappresentazione de “La Bayadère”, balletto originariamente in quattro atti e sette quadri con apoteosi che narra della tormentata e tragica vicenda amorosa tra la devadasi (danzatrice del tempio o baiadera, dal portoghese “bailadeira”) Nikiya e il giovane generale Solor, capo delle guardie del Rajah. Le coreografie sono di Marius Petipa (ballerino e coreografo francese, considerato “maitre de ballet” del balletto imperiale di San Pietroburgo), le musiche sono di Ludwig Minkus (musicista e compositore austriaco vissuto sotto l’impero asburgico).
La prima rappresentazione vede la ballerina Ekaterina Vazem nel ruolo di Nikiya, Pavel Gerdt nel ruolo di Solor e Lev Ivanov nel ruolo di Rajah.

Marius Petipa

La Bayadère è un tipico prodotto del periodo in cui venne scritta e montata: una storia melodrammatica, frammentata da vari episodi, che si svolge in una terra antica ed esotica, perfetto veicolo di danze e scene di mimo in atmosfere ricche.
Le origini sono dubbie: c’è chi sostiene che questo balletto tragga ispirazione da “Sakuntala”, balletto su musica di E. Reier, e coreografia di Lucien Petipa, fratello di Marius, rappresentato in precedenza a Parigi e ben presto dimenticato (a differenza de “La Bayadère”, destinato a diventare uno dei balletti più celebri e rappresentati di tutto il repertorio classico); e chi dice, invece, che un lavoro con temi simili di un’India esotica, a cui si è probabilmente ispirato Petipa, fu l’opera-balletto in due atti di Filippo Taglioni dal titolo “Le Dieu et la Bayadère ou La courtisane amoureuse”, musica di Daniel Auber, presentato a Parigi il 13 ottobre 1830 dalla compagnia dell’Académie Royale de Musique. Tra il pubblico ad assistere a questo balletto, infatti, c’era anche il giovane Marius Petipa.

La trama è semplice e, come già specificato, tipica del periodo: nel primo atto conosciamo Solor, un guerriero innamorato della baiadera Nikiya, sua volta amata dal Bramino. Nikiya costringe Solor ad un giuramento d’amore eterno. A Solor viene offerta la mano di Gamzatti, la figlia del Rajah, ed egli accetta dimenticandosi la promessa fatta a Nikiya. Durante i festeggiamenti per il fidanzamento, Gamzatti dice a Nikiya il nome del suo fidanzato e lei si oppone inutilmente a questo fidanzamento. Una schiava, Aya, propone a Gamzatti di uccidere Nikiya.
Nel secondo atto vi è la danza delle baiadere alla quale partecipa anche Nikiya. Aya dà a Nikiya un cesto di fiori nel quale è nascosto un serpente velenoso che la morde. Il Bramino le propone di salvarla, a patto che lei accetti di sposarlo. Nikyia rifiuta e danza fino a quando muore.
Nel terzo atto, Solor, per dimenticare il dolore della morte di Nikiya, fuma un particolare veleno, si addormenta e si ritrova nel regno delle ombre e tra esse ritrova anche quest’ultima, alla quale giurerà eterna fedeltà.
Nel quarto atto, durante le nozze tra Solor e Gamzatti, il tempio crolla seppellendoli sotto le macerie.

Qui un estratto dell’Opera che vede l’interpretazione di Svetlana Zakharova della morte di Nikiya:

Insuperabile capolavoro coreografico rimane il quadro de “Il Regno delle Ombre”, ambientato in un onirico regno dei morti, sublime esempio di atto bianco, in un’atmosfera ricca di suggestioni, creata dal sinfonismo della musica di Minkus. Esso diventò uno dei test cruciali per un corpo di ballo e molte giovani ballerine soliste fecero il loro debutto danzando una delle tre variazioni delle ombre. Nel marzo del 1903, questo pezzo fu rappresentato singolarmente per la prima volta durante una serata di gala al Peterhof, in onore della visita di stato del Kaiser Guglielmo II e ben presto divenne tradizione estrapolare la scena delle ombre dal resto del balletto.

La prima, delle tre parti, del quadro de “Il Regno delle Ombre” al teatro Mariinsky:

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Anastasia Partenope

Anastasia Partenope, nata il 04/12/2000.
Studentessa al liceo delle scienze umane della provincia di Roma, ballerina alla MBAcademy e cantante con formazione prettamente lirica.

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