Leopardi, riflessione sui sentimenti.

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Lo scrittore che vuol scrivere di sé, di sentimenti ed esperienze di vita universalmente valide non deve mai cadere nella tentazione di esprimere su carta quel patetismo di stampo romanzesco cui l’uomo per natura è indotto ad esprimere quando vuol analizzare se stesso ed i comportamenti umani di fronte alle gioie ed alle disgrazie che regala la vita.

Così teorizzava un Leopardi ancora diciannovenne mentre redigeva uno dei suoi primi scritti privati, in origine non destinato alla pubblicazione, il Diario del primo amore, che oggi apprezziamo per la sua valenza filologica di strumento indispensabile per comprendere quella straordinaria dote di “sviscerare” i sentimenti che caratterizza lo scrittore recanatese.

Riflettere approfonditamente sui sentimenti ne rivela la loro essenza oggettiva e ne svela le veritá universali, rendendoli materia (quasi) perfettamente teorizzabile, ma non governabile poiché proprio questa pratica antinaturalistica di scandagliamento totale depaupera i sentimenti della loro genuinità e immediatezza, qualitá che si manifestano invece all’uomo che li vive senza riflessione alcuna.

Tutta la scrittura leopardiana gira attorno ai sentimenti, alla sofferenza provata dagli uomini che sopprimono l’istinto e la naturalezza animale allo scopo di innalzarsi a voce narrante di quei sentimenti e quelle manifestazioni umane altrimenti prive di una teorizzazione e di un’ “analisi scientifica”.

Leopardi vede nell’amore il sentimento dell’annullamento di se stessi, forza sovrannaturale che sopprime ogni altra pulsione ed aspirazione. La grandezza di Leopardi risiede soprattutto in questa dote, il saper dare risposte sui meccanismi che innescano il sentimento, non limitandosi a descriverlo per i benefici o gli svantaggi che apporta a chi lo vive, fornendo perciò un’analisi minuziosa e dettagliata che possa accompagnarci passo passo alla scoperta della  nostra  interiorita più profonda.

Le riflessioni e le parole di Leopardi  sono un raggio di luce che investe i meandri più oscuri dell’agire inconscio, da qui la perenne attualità di questo pensatore, da qui l’eterna immortalità di questo autore.

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Simone Curcuruto

21/09/1994
Studente presso il corso di Laurea in Beni Culturali dell'Università degli Studi di Catania.

Appassionato di Storia, cultura ed arte bizantina, innamorato della Letteratura del Novecento italiana ed europea.