La famiglia Guggenheim

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I Guggenheim sono dei musei di arte moderna e contemporanea che si ritrovano in alcune città del mondo. Tuttavia, la storia della nascita dei Guggenheim non si può comprendere senza andare a scavare nelle risorse e nella prodigalità (in accezione positiva) di una delle famiglie più ricche di New York dei primi anni del XX secolo: I Guggenheim.

In particolare grazie alla filantropia di un’operativa mecenate in movimento in tutta Europa; Peggy Guggenheim, la quale ha messo in atto la volontà di rendere accessibili a tutti i quadri della sua collezione, che quest’ultima è oggi interamente visibile al “Peggy Guggenheim Collection”, sul Canal Grande, edificato nel 1951 a Venezia.

Peggy Guggenheim.

La famiglia “Guggenheim” di origine ebraica e proveniente dalla Svizzera si era notevolmente arricchita a seguito dell’estrazione di argento e di rame e di un’industria dell’acciaio a New York. Attività che hanno permesso a Peggy, dopo la morte del padre nel naufragio del Titanic nel 1912, di accumulare un’ingente eredità grazie alla quale inizierà a viaggiare in tutto il mondo. Sarà l’incontro con un pittore dadaista, suo futuro marito, “Laurence Vail” che la farà inserire nel mondo dell’arte dei primi anni del novecento, dunque nelle avanguardie artistiche. Infatti, la giovane donna frequentò alcuni salotti “bohémien” di Parigi e molti celebri artisti tra cui Marcel Duchamp e Man Ray. La vita di Peggy si svolse, dopo il divorzio da Vail, tra Londra e Parigi dove conobbe artisti emergenti alcuni tra i quali Vasilij Kandinskji, Henry Moore, Pablo Picasso, George Braque, Jackson Pollock e comprò le loro opere divenendo un’appassionata sostenitrice delle avanguardie europee. Nel ’39, probabilmente in accordo con lo zio Solomon, attivo a New York, decise di creare una galleria d’arte (a Londra, il Guggenheim Jeune) con le opere d’arte di grandi artisti, che possedeva, tra cui opere di Salvador Dalì, Piet Mondrian. Erano gli anni della seconda guerra mondiale. Nonostante la donna fosse ebrea continuò comunque la sua attività di promotrice in senso economico ma anche artistico (infatti l’amico Duchamp le aveva chiarito alcune differenze artistiche e lo scrittore Samuel Beckett la avvicinò al sentire artistico-letterario moderno) pur di portare avanti quella che è arte a tutti gli effetti.

Come sopra anticipato, Solomon Guggenheim nel ’37 fondò la “Salomon R. Guggenheim Foundation” con il gentile scopo di proteggere le opere d’arte e acculturare le persone attraverso un percorso artistico delle opere d’arte moderne che lui stesso possedeva. Dal 1959 in poi il museo omonimo nel cuore di New York, sulla “Fifth Avenue” realizzato dall’architetto Frank Lloyd Wright.

Guggenheim di Venezia palazzo “Venier dei Leoni”

Peggy invece si trasferì a Venezia, dove comprò il “Palazzo Venier Dei Leoni” e lo convertì ben presto in abitazione privata e poi in museo pubblico per la sua vastissima collezione di quadri e opere artistiche. Attivo dal 1949 il museo contiene ad oggi poche opere appartenute alla ricca donna, molte infatti sono volate a New York, ma quelle presenti non sono da trascurare. Infatti ritroviamo “L’impero delle luci” (Magritte) “Sulla spiaggia” (Kandinskij) “Scatola in una valigia” (Duchamp), “Materia” (Boccioni) “Pioggia” (Chagall) “La nascita dei desideri liquidi” (Dalì), “Alchimia” (Pollock) e altre opere di artisti di minor calibro.

L’architettura dei Guggenheim sparsi per il mondo fa capo a stili diversi, rimanendo comunque fedele a ciò che ospita al suo interno, dunque arte moderna.
Si pensi, a questo riguardo, al famosissimo Guggenheim di Bilbao (capitale dei Paesi Baschi) un complesso architettonico formato da piastre di titanio e blocchi di pietra massiccia, incastonati gli uni con gli altri. Le forme che crea l’edificio visto da punti diversi sono strane, dall’alto sembra un fiore, in generale le forme danno l’idea di qualcosa di “difficile da ideare e immaginare”, perché le facciate si mischiano tra di loro senza contorni netti e definiti, insomma qualcosa di surreale, distante dalla classica arte o architettura.

Guggenheim di Bilbao

Dissimile è invece la struttura del museo” Solomon R. Guggenheim” di New York, che ha una presentazione architettonica “classica” anche se, ovviamente, notevolmente rivisitata. Infatti l’edificio ha una simbologia interna che consiste nella spirale dei piani che formano una Ziggurat, ossia una Torre di Babele, rovesciata. Simbolo di continuità culturale ma anche di costante rimescolamento di stili, tradizioni artistiche.. con la possibilità di guardare sempre indietro, quello che si è lasciato alle spalle.

Guggenheim di New York

I Guggenheim non sono soltanto edifici-vetrina di un nuovo secolo, di una nuova arte, prima di tutto rappresentano la voglia di una famiglia che ha deciso di investire tutto il proprio patrimonio in cultura, di comperare le opere più celebri del secolo scorso e di poter renderle pubbliche a tutti. La vita di Peggy e dello zio Solomon era improntata ad una ricerca dei talenti e della bellezza, demolendo il dinamismo arte-elite e rendendo l’arte fruibile a chiunque senza distinzione di ceto, di nome o di merito. È questa la vera bellezza dei musei Guggenheim.

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Giulia Giardina

Nata a Catania, il 23/09/1998 si é diplomata presso il Liceo Classico statale "M. Cutelli". Studentessa di Lettere presso L'università degli studi di Catania.