Contorni di Oceano mare

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Oceano mare non è un libro che scorre lentamente e si fa strada in sordina.

Il mare non lo fa mai.

Alessandro Baricco, l’autore, vuole far emergere la verità, la verità che si svela senza troppi arricchimenti sintattici, quando le parole vengono sapientemente isolate l’un l’altra e ogni forma di dolcezza narrativa raschiata via.

Il “mare”, però, non si mostra da subito così impetuoso ai protagonisti del racconto che si aspettano di trovarvi la cura indolore a tutti i loro mali.

È un mare che fa da giaciglio al sole calante del tramonto, rimanendo quieto ed in disparte quando la logica della natura permette l’esplosione dei colori.

“Sapete è geniale questa cosa che i giorni finiscono. È un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato ma c’è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo”

Si ostina a trovare una fine, un limite al mare, Bartleboom lo scienziato, e vorrebbe categorizzare un orizzonte la cui fine non vede. Eppure non smette di misurare le onde.

Si lascia scappare un potenziale amore, Bartleboom, dato che ogni variabile deve essere messa in conto.

Plasson, il pittore, non riesce a trovare gli “occhi” all’oceano mare e come segno di sconfitta o forse inconscia consapevolezza, traccia con nessun colore le sue tele.

Come lo si trova il mare che si ha dentro? Plasson giurerebbe che c’è da ascoltare per dipingere.

Vorrei non raccontare invece di Thomas e di come l’acqua continui a tingersi di rosso ma la verità è anche questa.

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Erina Nicolosi

Classe 1998, dopo la maturità classica presso il liceo C. Marchesi di Mascalucia, si iscrive alla facoltà di Scienze biologiche di Catania. E' iscritta all'Istituto Musicale V.Bellini di Catania. Adora la musica i libri e le belle parole