“Tre Giorni Senza Frontiere”: cambiare divertendosi.

Catania si tinge di tanti colori ospitando il più grande evento del Mediterraneo

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Sport, divertimento e integrazione sono gli elementi che caratterizzano al meglio la “Tre Giorni Senza Frontiere”: un evento organizzato e promosso dalla “Comunità di S.Egidio” in segno alla lotta contro il razzismo e la discriminazione.

Con quella che si terrà quest’anno, siamo giunti alla quinta edizione dell’iniziativa che coinvolge tantissimi giovani (e non) provenienti da tutta Italia che, ogni anno, il 9-10 e 11 agosto si ritrovano presso i più noti lidi della Playa di Catania per sfidarsi attraverso giochi in spiaggia, tornei di calcio, beach volley e prove di abilità.

La peculiarità dell’iniziativa sta nel fatto che, anche i migranti “Nuovi Europei” ne sono coinvolti e, insieme agli altri giovani, partecipano attivamente a tutto ciò che l’evento propone. Divisi in squadre miste, i partecipanti sperimentano il gioco di squadra in un ambiente caratterizzato da forte complicità e unione.

La “Tre Giorni Senza Frontiere” è una bella e significativa occasione per schierarsi contro il razzismo che, sfortunatamente al giorno d’oggi, sembra essere un fenomeno costante e radicato all’interno della nostra società. Siamo, infatti, spettatori di circa 11 episodi di razzismo solo in questo ultimo periodo: segno di una società insofferente all’integrazione e insensibile ai drammi umanitari. Drammi che alla “Tre Giorni Senza Frontiere” non sono di certo accantonati: il 10 agosto è un giorno particolare, dedicato alla memoria di quanti hanno perso la vita durante le pericolose traversate in mare.

Specificatamente, in mattinata presso il “Lido Verde” di Catania si ricorda il tragico episodio del 10 agosto 2013 quando, a causa di un naufragio, sono stati ritrovati i corpi senza vita di sei giovanissimi migranti, esattamente sulla spiaggia del Lido Verde, dal proprietario dello Stabilimento Dario Monteforte che, inoltre, ha prontamente mobilitato i soccorsi per dare aiuto agli altri migranti appena sbarcati: erano 120, tra cui donne e bambini, provenienti dall’Eritrea, Somalia e Siria.

Dopo la mattinata, i giochi riprendono con un’avvincente caccia al tesoro tra le vie della città e dintorni per concludersi la mattina del giorno dopo.

Ricordiamo anche un significativo appuntamento: “Morire di Speranza” una preghiera molto sentita che si tiene il pomeriggio dell’11 agosto, in memoria delle vittime delle traversate. “Morire di Speranza” è un toccante momento di raccoglimento e riflessione di fronte al grande dramma che caratterizza la nostra quotidianità: l’immigrazione. L’evento si conclude in serata al “Lido Azzurro” con una festa finale e con la premiazione delle squadre vincitrici. 

La “Tre Giorni Senza Frontiere” è senz’altro un’occasione per divertirsi stando insieme ma diventa anche un mezzo pregnante per abbattere le barriere costruite dal razzismo e dall’indifferenza a favore dall’integrazione.

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Carla Marino

Sono una studentessa universitaria di 20 anni. Sono di Catania e frequento il primo anno di Scienze Politiche indirizzo " Storia,Politica e Relazioni Internazionali". Mi interessano i grandi temi d'attualità e faccio parte della ONLUS "Comunità di Sant'Egidio".