OLTREPALCO: LA RIVOLUZIONE ARTISTICA DI SAMUELE CARCAGNOLO

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Carlo Giuffré una volta disse: “se non ci fosse stato il Teatro, non avrei saputo fare altro. Il Teatro è tutta la mia vita. Pensate che a casa barcollo, m’ingobbisco, mi annoio, ma in teatro ritrovo il passo. È un’altra storia. In scena si guarisce. E poi sapete che vi dico: gli attori vivono più a lungo, perché vivendo anche le vite degli altri, le aggiungono alle loro.”

Salire sopra un palco e indossare abiti altrui, storie altrui, emozioni altrui, sguardi altrui è qualcosa di complesso da spiegare; si fa sicuramente prima a vivere una simile esperienza. Quanti attori vi hanno fatto piangere? Quanti amare? Quanti provare odio e rabbia? Perché evidentemente erano le stesse cose che provavano loro mentre erano altri, era quello che provava quel personaggio, raccontando quella storia. Il teatro insegna, spiega, racconta, è un libro infinito che si riempie giornalmente, è un tesoro stracolmo di sorprese e di realtà che non conosciamo ma che impariamo a guardare con occhi diversi o con occhi da inesperto.

In Italia il Teatro, come l’arte in generale, è spesso maltrattato, ma cosa accade se sono dei ragazzi a dare un senso a questa forma di vita, a questa espressione di bellezza estemporanea dove per bello si intendo ciò che viene trasmesso al pubblico, sia gioia che dolore? Potrebbe scatenare una spirale di gioventù pronta a mettere le mani laddove oramai altri hanno abbandonato e gettato, profanamente, anni e anni di studi e grandi realtà? Potrebbe rappresentare una speranza, una salvezza per chiunque voglia salvarsi da qualcosa? Che sia la società, che sia il microcosmo familiare, che sia una brutta esperienza di vita o qualsiasi altra condanna?

Speriamo di sì e speriamo che tra queste realtà continui a perdurare nel tempo quella di Samuele Carcagnolo, giovane ragazzo 20enne, teatrante e il suo laboratorio teatrale a Catania in via delle Viole 17.  Abbiamo fatto una chiacchierata con lui per raccontarvi un po’ questo ragazzo e parlarvi di Oltrepalco:

Ciao Samuele! Iniziamo la chiacchierata? Prima di tutto, se hai letto le mie interviste, saprai che sono solito iniziare con una breve descrizione, così da conoscere meglio la persona che risponderà, quindi presentati brevemente.

 Sono Samuele, ho la passione per il teatro e ho deciso di dedicare a questo la mia vita. Ho avuto diverse gestioni, sono un attore, autore e regista teatrale, sono socialmente impegnato nella vita della mia città, e vivo la mia vita tra il sogno e la realtà… ma la cosa che amo è quando il sogno diventa realtà. 

Come ci si sente ad essere dall’altra parte delle barricata? A essere l’intervistato? 

È da una vita che sono dall’altra parte della barricata..dai lasciamo stare gli scherzi, mi sento ansioso per le domande che potresti fare

Bene, entriamo in argomento, d’accordo? Innanzitutto come è iniziato l’amore per il teatro? Hai seguito qualche lezione? Hai avuto un maestro? 
Raccontaci un po’ l’evoluzione di questa tua esperienza personale. 

Beh l’amore per il teatro è iniziato un pó per gioco, dalle piccole recite a scuola. Tutto è iniziato in terzia media quando ho conosciuto la mia professoressa di musica e grazie a lei ho coltivato l’amore per questa disciplina. Ho sentito subito una strana magia nello stare sopra il palcoscenico. Ho seguito svariate lezioni, svariati corsi, ho collaborato con tantissime persone che mi hanno insegnato molto.

 Hai ottenuto degli obiettivi con il teatro? Obiettivi personali o pratici?

Beh, sono contento al momento di tutto ciò che ho fatto. Nel 2015 nasce “Sogna Ragazzo” uno spettacolo scritto e diretto da me, quest’anno questo spettacolo dopo una quarantina di repliche a Catania, ha vinto il premio Antonio Meddeo nel festival Tale Tale Talia di Enna. Questo è stato un obiettivo pratico,  però molto spesso gli obiettivi personali in questo ambiente sono obiettivi pratici. Sono molto felice del riscontro che hanno avuto anche gli ultimi due dei miei spettacoli “La rivoluzione che verrà”  e “Esistenzialmente” che sono stati molto apprezzati durante le repliche svolte.

Pensi che il teatro in Italia sia abbastanza valorizzato? Pensiamo un po’ all’Inghilterrà o in America, in cui tantissima attori illustri vengono dal teatro, considerato un istituzione vera e propria. Nella tua esperienza, hai notato uno scarso interesse da parte delle persone? Hai trovato difficoltà a racimolare gente agli spettacoli? E soprattutto, i ragazzi, nostri coetanei, come si sono relazionati ad essi? 

Christian tocchi un punto di cui parlo spesso. Sarei stupido nel dire che oggi il teatro italiano e il mondo dell’arte in generale non sono in crisi, la crisi c’è e penso sia evidente; con ciò non voglio essere catastrofico ma ci sono molte cose che non vanno. Non è vero che la gente non va più a teatro, la gente va a teatro se c’è qualcosa che catturi e attiri la loro attenzione. Penso che dovrebbe finire il tempo delle produzioni effimere, dovremmo portare e valorizzare produzioni che aprano le coscienze, che aprono nuovi mondi e che gettano e regalano sogni. I giovani e il teatro sicuramente è un rapporto difficile, ma il punto è sempre uno: se porti novità, se porti nuove forme attrattive la gente si butta dentro. 

Gigi Proietti dice: “Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso”. Cosa non è reale ma vero nel tuo teatro e cosa è finto ma non falso? E soprattutto, il tuo teatro si può definire teatro di strada? E che valore ha per te questa definizione? 

Nulla è finto e nulla è falso. Può essere finto il nome di un personaggio, può essere finta la storia, ma sono vere l’emozioni, gli stati d’animo. Il mio teatro è sempre molto simbolico, c’è sempre qualcosa che collega, che dia un nesso logico. Molti definiscono e hanno definito il mio teatro un teatro da strada, non mi dispiace questa descrizione, perché per me teatro di strada significa parlare al cuore della gente con un linguaggio semplice, trasparente, comprensibile. E’ un teatro che abbatte le barriere, un teatro povero e ricco nello stesso tempo. Questo appellativo mi è stato dato dopo alcuni spettacoli eseguiti in alcune piazze.

Paul Gauguin diceva “l”arte è o plagio o rivoluzione”. Qual è la visione artistica di Samuele Carcagnolo? Ma soprattutto per te cos’è l’arte e cosa vuoi trasmettere attraverso il palco, la maschera e le sue sfaccettature? 

Bellissima domanda. Per me l’arte è e deve essere rivoluzione, l’arte è ribellione,
“L’arte non è uno specchio per riflettere il mondo, ma un martello per forgiarlo” diceva il buon Vladimir Majakovskij, io la pensò esattamente così. 
Attraverso il mio teatro voglio regalare sogni e speranze.

Ci spieghi che cos’è “Oltrepalco”?

“Oltrepalco” rappresenta un piccolo sogno che diventa realtà e una follia. Questo è ciò che dico quando mi pongono questa domanda. Oltrepalco nasce dall’idea mia e di Giuseppe Celano di creare un laboratorio artistico permanente, che offrirà diversi corsi teatrali per grandi e per piccini. Tutto nasce dall’amore per questa disciplina, nasce dalla voglia di sperimentare un nuovo modo, un nuovo modello di fare teatro.

Come ti è venuta l’idea di fondare questo laboratorio? 
Ho studiato tanto, ho analizzato ancora di più, ho sentito l’esigenza artistica di fare questo grande balzo in avanti. Ho deciso che forse era arrivato il momento di sporcarmi le mani nonostante la mia giovane età e mettere in canale pratico ciò che c’è nella mia scatola cranica.

Esattamente quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere tramite questa nuova esperienza?

 Sicuramente l’obiettivo più grande è quello di diffondere l’amore per il teatro, poi ovviamente quello di rappresentare un’alternativa valida artisticamente nel territorio siciliano. Gli obiettivi sono tanti come i sogni. Al momento mi scopro solamente con questi così la prossima volta siete costretti ad invitarmi.

Il laboratorio è aperto a tutti? Ci sarà una selezione oppure è a numero aperto? 

Il laboratorio sarà aperto a tutti.

Ci sarà un evento ufficiale che darà inizio a questo progetto? In quale giorno e cosa comprenderà l’evento?

Giorno 21 alle ore 20:30 presso via delle Viole 23, ci sarà l’inaugurazione della sala dove stiamo aprendo questo “cantiere artistico” e la presentazione di tutto il progetto; presenteremo tutto lo staff della OLTREPALCO, in più ci sarà anche la possibilità di sostenere questo progetto diventando socio. Giorno 21 sarà forse uno dei giorni più importanti della mia vita artistica e personale, spero che tutte le persone che in questi anni mi hanno sostenuto ci siano.

Manda un messaggio a tutti coloro che vogliono partecipare o vorrebbero intraprendere un esperienza teatrale, un piccolo consiglio e fatti un augurio.

Non avere paura di gettarti in questo mondo, è un mondo che coinvolge e attira a sé tante cose. Il teatro è stata una delle cose che mi ha salvato nei momenti più bui della mia vita, mi ha aperto un mondo. Non bisogna mai pensare che è troppo tardi per iniziare. Le mie parole d’ordine sono: sacrificio, dedizione e amore per l’arte. 
L’augurio che mi faccio? Che tutto questo vada per il verso giusto.

Auguriamo a Samuele il meglio per questa nuova avventura.

Possa questo essere luogo di moti rivoluzionari che partono dall’arte e attraversano le case popolari, le strade, i vicoli, riportano al teatro, alla rivoluzione culturale e sentimentale. Ad maiora!

Tutte le foto sono state prese dai social di Samuele Carcagnolo e i diritti sono riservati agli autori.  © 

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Christian Partenope

Christian Partenope, nato a Catania il 06-08-97.
Diplomato al liceo delle scienze umane di Scordia e attualmente studente di cinema e teatro e di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma.
Seguo e partecipo alla vita politica, canto, scrivo per diletto e amore, ho la passione per i libri, il cinema e il teatro.