GENOVA NEL MIRINO: LA TRAGEDIA VISTA CON GLI OCCHI DEGLI ALTRI

Dalla satira al cordoglio, l’attenta analisi delle più note testate estere.

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Negli ultimi giorni l’Italia è stata coinvolta in un tragico incidente che ha causato circa 39 vittime e altrettanti feriti: il 14 agosto, alle ore 11:30 circa, il Ponte Morandi che collega l’autostrada A10 con il casello di Genova Ovest, è crollato in seguito a una violenta pioggia.

Come esplica il quotidiano spagnolo “El Mundo”, il Ponte costituiva uno dei principali nodi di comunicazione del capoluogo ligure. Costruito tra il 1963 e il 1967, il Ponte, fu inaugurato proprio quell’anno alla presenza di Saragat: allora Capo di Stato. La notizia della tragedia ha fatto il giro del mondo: tutte le principali testate internazionali hanno dedicato ampio spazio al terribile accaduto.

Dal britannico “The Guardian” al “New York Times”, senza dimenticare il quotidiano di punta francese “Le Monde” che ha realizzato un articolo in prima pagina corredato di una vignetta che ha fatto molto discutere. Si pensava, infatti, che la vignetta satirica non fosse altro che un vero e proprio segno di mancato rispetto nei confronti della tragedia italiana che avesse il solo scopo di deridere, forse con troppa crudezza, la gestione dell’urbanistica italiana. Certi hanno, addirittura, paragonato il disegno a quello di “Charlie Hebdo” realizzato dopo il terremoto a Amatrice che raffigurava le vittime come pasta e il sangue come sugo, chiari simboli della cultura culinaria italiana. Non fermiamoci, però, a una critica spicciola senza fondamenti.

“Le Monde” ha infatti mostrato tutta la sua vicinanza alla penisola. L’articolo che ricostruisce l’incidente inizia così: “A Gênes, le chagnin et les polémiques”. “A Genova, il dispiacere e le polemiche”. C’è di più: l’articolo cita il poeta tedesco Heinrich Hene il quale ha paragonato Genova allo “Scheletro di un animale adagiato sulle rive del Mediterraneo” come puntualizza l’articolo sulla testata francese, “Da martedì 14 agosto la colonna vertebrale del colosso ligure non è altro che un mucchio di cenere”.

Volendo anche confrontare questa vignetta con quella di Charlie Hebdo dedicata al terremoto di Amatrice, vediamo che, riservando uno sguardo più attento e meno perentorio, troviamo un’analogia tra le due che, se permettete, è a dir poco efficace: le due vignette mostrano come “Ad uccidere erano state (e sono) le opere dell’uomo più che la natura”. Nel disegno realizzato da Pintu per “Le Monde” il Ponte si sgretola fino a distruggere l’intera spina dorsale di una lupa che lo regge, posando su un piedistallo con il tricolore italiano, facendo un chiaro riferimento alla tragedia che ha coinvolto Genova, esprimendo tutto il dolore e la loro vicinanza. Spesso e volentieri, la satira non viene compresa nel modo giusto, presa di mira e soggetta a critiche spicciole, è senz’altro un mezzo “originale” di far notizia, quello più “diretto” che riesce meglio a catturare l’attenzione del pubblico.

Oltre ciò, non manca, da parte del “The Guardian” una forte e diretta critica all’Italia: il giornale britannico sostiene che “il problema dei ponti è un modo italiano di fare politica e di farla convivere con gli affari”. In cui, peraltro, non manca l’intervento della mafia. La testata redige una stima certificando, dunque, che la costruzione dei ponti sia stata fatta con superficialità, utilizzando materiali scadenti volti a aumentare i profitti di imprese colluse con la mafia. Si rivolge, inoltre, al Procuratore anti-mafia Nicola Grattieri che il giornale ha sapientemente intervistato: “nel corso dei sopralluoghi di tunnel e pilastri, trovavo blocchi di cemento con una resistenza tre volte più debole rispetto alla norma” sostiene. Queste dichiarazioni sono il simbolo di una grande e grave piaga circa la gestione dei piani urbanistici italiani, gestione che, come in questo caso, è accompagnata da una politica di certo incurante e menefreghista.

La notizia fa davvero il giro del mondo e raggiunge anche sponde extra-europee: parliamo del “New York Times” che non tarda a gettare sul piatto considerazioni e giudizi riguardanti la politica italiana affermando che: “la calamità rappresenta il primo vero banco di prova del nuovo Governo Italiano, Governo salito al potere con un’ondata di rabbia costituito da una coalizione guidata da persone che hanno poca o nessuna esperienza di governo e che ora devono essere in grado di gestire una crisi”.

I giudizi freddi e concisi riguardanti la politica italiana, lasciano spazio alla sensibilità e vicinanza che l’emittente televisiva americana “BBC” ha mostrato riportando le testimonianze di chi, quel giorno, era lì presente. L’emittente riserva non poche attenzioni anche ai Vigili del Fuoco e ai Soccorritori presenti sul posto, come la testimonianza di un Vigile del Fuoco francese accorso da Nizza per unirsi ai Soccorsi che ha raccontato dell’enorme sforzo per tirare fuori le vittime da tutte quelle macerie. La BBC precisa, riportando le parole del governatore della Liguria Giovanni Toti, l’importanza del Ponte Morandi: “Esso collega tre grandi porti utilizzati da centinaia di persone, si tratta di bacini che ricevono la maggior parte delle merci importate in Italia, ciò rappresenta un grave danno per l’intero sistema logistico italiano”.

Dalle dure parole del New York Times, alla satira del “Le Monde” alle parole spese dalla BBC senza accantonare l’analisi del “The Guardian”, il dramma di Genova non è stato di certo dimenticato dalle maggiori testate internazionali che, esprimendo la loro vicinanza e il loro cordoglio, ci hanno mostrato un’Italia fragile e disattenta. 

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Carla Marino

Sono una studentessa universitaria di 20 anni. Sono di Catania e frequento il primo anno di Scienze Politiche indirizzo " Storia,Politica e Relazioni Internazionali". Mi interessano i grandi temi d'attualità e faccio parte della ONLUS "Comunità di Sant'Egidio".