Migranti, denunce e manifestazioni: il piano di Salvini

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Una ventina in Albania, altrettanti in Irlanda e cento fra le braccia della Chiesa. I migranti eritrei, per dieci giorni tenuti praticamente in ostaggio sulla nave Diciotti attraccata a Catania, verranno così ripartiti.

I tanti presenti alla manifestazione ieri al porto di Catania -più di mille- esultano. Tra la folla si parla di “vittoria” e “smacco per Salvini”. Positivo è che i 150 della Diciotti scendano finalmente a terra, ma la realtà è un po’ più ingarbugliata: il ministro degli Esteri  Moavero Milanesi si dice “grato e riconoscente” nei confronti dell’Albania (paese extra UE), mentre lo stesso Salvini parla di “musica cambiata” e di “un governo che non è più schiavo e complice (dell’Europa)”. Anche il premier Conte sottolinea l’inerzia dell’Unione Europea, che non si è fatta carico della situazione e, come Di Maio pochi giorni fa, ribadisce che a queste condizioni “l’Italia non aderirà al bilancio UE”.

Quindi il governo -compatto- sceglie la strada della “sindrome d’assedio”. E in quest’ottica la denuncia che il PM di Agrigento Patronaggio notifica a Salvini per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio è un’opportunità da sfruttare per il ministro degli Interni. Nel suo comizio di Pinzolo il leghista dichiara che è “una vergogna”, e su Facebook “State tranquilli, non ho paura di nulla: indaghino, mi interroghino, mi arrestino. Io sono FIERO di battermi per difendere i confini, tutelare la sicurezza degli italiani e proteggere il futuro dei nostri figli.”

Al di là dei toni da GladiatoreSalvini può alzare la voce perché è consapevole di avere un larghissimo consenso: i sondaggi danno la lega oltre il 30 per cento. E non è temerario pensare che le continue tensioni di questi mesi siano una strategia per andare al voto anticipato. E vincere da solo. Si spiegherebbe così la docilità -proprio da cocker- di Di Maio: di fronte all’esuberanza di Salvini che monopolizza la scena per più di una settimana (in ordine sparso: zittisce -in malo modo- il grillino e presidente della camera Fico; viene indagato e attacca la magistratura), l’alleato tace. Evita prese di posizione nette.

Arrivare a una crisi di governo non gioverebbe ai 5S, mentre, allo stato attuale, avvantaggerebbe l’alleato leghista. E, se -come probabile- l’inchiesta su Salvini si concluderà in un nulla di fatto, “il capitano” ne uscirà rafforzato e legittimato. 

Cieco e sordo al clima del Paese, infatti, chi crede che questo governo destrorso -e il forte appoggio popolare di cui gode- possa essere scalfito a colpi di tweet e denunce della magistratura. C’è un problema, grosso, di mancanza di opposizione, su temi veri e sentiti. Manca un interrogarsi vero sul come e il perché la Sinistra sia scomparsa, lasciando che si radicasse un tale clima di estrema destra. Si aspetta allora l’Autunno, quando il governo dovrà misurarsi con prove ben più impegnative (e reali) che accanirsi contro 150 eritrei: è in programma la manovra economica, essenziale per finanziare i cavalli di battaglia dell’esecutivo, flat tax e reddito di cittadinanza.

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Marcello Fisichella

Nato a Napoli nel '98, dagli anni del liceo, classico, mi sono trasferito a Catania. Frequento il primo anno di lettere moderne qui a Catania.