L’arte dell’ imm(igra)zione

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Sin dai suoi primi modi di essere rappresentata, dal suo esordio, l’arte si è subito manifestata come un’ esigenza per l’uomo: l’esigenza di rappresentare il mondo che lo circonda, ciò che vede e come i suoi occhi lo vedono.

Ma questa, oltre ad essere sentita come un’ esigenza, è anche un irrefrenabile bisogno.

Il bisogno, ad esempio, che ebbe Giuseppe Pellizza da Volpedo di rappresentare la condizione dei lavoratori a cavallo tra Ottocento e Novecento con l’opera “Il quarto Stato” o, ancora, le disastrose conseguenze dei bombardamenti evincibili in “Guernica” di Pablo Picasso.

Si potrebbero menzionare infiniti esempi, permettendo di spaziare dai graffiti delle caverne alla modern art.

Nel corso dei secoli, l’arte ha avuto, quindi, le forme e gli stili più svariati e, per questo, non c’ è da sorprendersi, se anche l’uomo dei nostri giorni senta l’esigenza di rappresentare ciò che vede.

Ma cosa vede realmente l’uomo?!

Sarebbe bello poter affermare che l’arte abbia modificato le sue forme, adeguandosi nei contenuti, al “meglio” e al progresso storico, ma non è così.

Un chiaro esempio è l’iniziativa nata da un collettivo di artisti, il quale ha preso alla lettera le parole pronunciate dal ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini con riferimento al fenomeno dell’immigrazione:

«Quest’estate i migranti vedranno l’Italia solo in cartolina».

È così nato, infatti, il progetto “Solo in Cartolina” che culminerà con la consegna simbolica di 10 mila cartoline al Viminale, prevista tra il 30 settembre e il 1 ottobre. Queste non raffigurano foto da classici ricordi di villeggiatura, ma creazioni ironiche che accendono i riflettori su un tema caldo nel nostro Paese quale i morti nel Mediterraneo e gli sbarchi.

Al progetto, hanno partecipato designer e creativi di tutta Italia e, dopo un contest durato dieci giorni e 12.300 votanti online, sono state scelte le 10 immagini vincitrici, stampate poi in mille copie ciascuna.

In quelle date è stato previsto un flash mob in piazza a Roma, durante il quale si costruirà una gigantesca buca da lettere e verrà chiesto alle persone di firmare le cartoline ed imbucarle. 

Un momento simbolico molto forte, al quale gli organizzatori vorrebbero seguisse una visita ufficiale al Viminale con la speranza di essere ricevuti dal ministro Salvini. Intanto, però, la mobilitazione si è ingrandita e segnali di appoggio sono arrivati anche dal mondo delle Ong e dell’associazionismo, come Arci, Msf e Proactiva Open Arms ed inoltre da diversi artisti, tra i quali Colapesce.

Il progetto fa di arte e creatività uno strumento di comunicazione ed un’ arma non violenta per sottolineare la tragedia e piaga umana di questi anni. 

Esprime l’esigenza di “umanità e moralita” che sciama ed il bisogno di non perdere questi valori.

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Costanza Agnello

Agnello Costanza Maria, nata in provincia di Catania il 09/04/97.
Diplomata al liceo scientifico di Scordia e ad oggi studentessa di giurisprudenza presso la facoltà di Catania.
Vivo di associazionismo, osservo la realtà e rifletto cautamente.