I volti di Picasso

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Quando si pensa a Pablo Picasso non si può fare a meno di avere in mente le spigolosità delle sue tele, i volti surreali, scomposti, i colori accesi e i suoi collage. Nessun dubbio che quella dell’artista sia un’evoluzione a quello che potremmo definire disordine, alla rappresentazione di realtà interiori ed esteriori dove la simmetria delle figure lascia spazio allo squilibrio e alla sproporzione.

Per scorporare e stravolgere è necessario però studiare, progettare e definire. Lo sa bene Pablo Picasso che accorda il suo spirito anticonformista all’accademismo di Barcellona quando ,da ragazzo,comincia ad impugnare il pennello.


Pennello che diventa ben presto carboncino e pastello per ritrarre la vita bohemian del centro storico di Barcellona.

Il poeta decadente,1900

Pablo cresce anche attraverso il dolore di una tragica scomparsa: quella del caro amico Casagemas. Non trova colore diverso dal blu che meglio possa rappresentare il suo animo cupo,straziato dal dolore,solo.

La camera blu,1901

Non passa molto tempo che l’amore per Fernande trasforma il freddo blu in un caldo rosa, la solitudine in conforto, l’amarezza in dolcezza

Donna con corvo, 1905

Si rivoluziona,Picasso,tra il 1907 e il 1917. È inarrestabile il suo geometrico divenire, futuro e propulsione.


Se gli spigoli diventano curve le linee stilizzate si contorcono e tentano di scavare nell’introspezione

Ragazza di fronte allo specchio, 1932

Non c’è introspezione, colore,solo orrore,strage e guerra…nero e bianco nel “Guernica”

Guernica, 1937
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Erina Nicolosi

Classe 1998, dopo la maturità classica presso il liceo C. Marchesi di Mascalucia, si iscrive alla facoltà di Scienze biologiche di Catania. E' iscritta all'Istituto Musicale V.Bellini di Catania. Adora la musica i libri e le belle parole