“Beat Full Festival”: l’atteso evento di fine estate.

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Palermo, la città dai due volti: quello strettamente popolare e caratteristico e quello etnico votato al multiculturalismo e all’integrazione, ha ospitato la sesta edizione del “Beat Full Festival”.

Festival della musica “Underground” che ha coinvolto giovani e meno giovani provenienti dalla Sicilia e non, si è tenuto presso i “Cantieri Culturali della Zisa” un ex area industriale di Palermo adesso adibita all’organizzazione di eventi culturali e artistici. Tre giorni, 30-31-1 settembre, quelli del “Beat Full Festival” dedicati alla musica, all’aggregazione e al divertimento dove il Reggae si incontra con il Rap e con la musica pop.

Tra i più noti artisti presenti, ricordiamo sicuramente Alborosie che ha dato il via al Festival esibendosi la sera del 30 agosto, dedicata al Reggae. Siciliano Doc, Alborisie ha deciso di lasciare la sua Bella Sicilia alla volta della Jamaica dove ha potuto esprimersi e riscuotere un successo tale da diventare uno dei più famosi volti della musica Reggae al livello mondiale.

Ampio spazio dedicato al rap il giorno successivo che ha visto protagonisti molti dei personaggi della scena: da i più emergenti ai più noti. Facciamo il nome, tra gli altri, di Tarek Iurcich in arte “Rancore” classe ‘89’, che ha portato sul palco il suo nuovo album “Musica per Bambini” titolo di certo ambiguo, per di più, un ossimoro che rispecchia, come da lui stesso dichiarato, il sentimento dell’artista: attraverso questo album vuole esaltare l’importanza della comunicazione che, ormai, si sta perdendo. Il rapper si sente come un bambino nella culla, urlante e piangente poiché ormai troppo grande per entrarvi che non si sente compreso e ascoltato. Il suo è un rap carico di emozioni e di sentimenti che ,  attraverso la musica, cerca di palesare. Tra i pezzi presenti al live, è significativo “Arlecchino” l’ottava traccia dell’album, in cui descrive ciò che Arlecchino non è e non è capace di fare: il personaggio è una metafora di Rancore e dell’Italia stessa. Nei pezzi di quest’album sono, infatti, sempre presenti i riferimenti alle favole, ai personaggi della letteratura e agli eroi. A tal punto che, proprio in occasione del live, Rancore si è presentato travestito da supereroe, che lui stesso definisce “Sottoeroi” più che eroi, insieme alla sua inseparabile “Orchestra” generando un impatto scenografico non indifferente. Rancore presenta uno stile vario, sentimentale e nostalgico specie quando, con una metafora, ricorda il padre che ,da piccolo, lo incoraggiava a credere in se stesso e a non arrendersi di fronte agli ostacoli.

Il toccante rap di Rancore cede la scena a quello estremamente provocatorio, aggressivo e spregiudicato dell’artista di punta: Noyz Narcos che riesce, in maniera brillante, a “giocare” con il pubblico, coinvolgerlo e farlo divertire mostrandosi come un vero “padrone della scena”, altamente empatico e comunicativo. Si è esibito sulle note dei pezzi del suo nuovo album “Enemy” uscito il 13 aprile 2018 che ha scalato le classifiche riuscendo addirittura a ottenere il disco di platino. L’album presenta delle collaborazioni d’eccezione tra cui Rkomi, Achille Lauro e Salmo. Questo, purtroppo, sembra essere l’ultimo come da dichiarazione dell’artista, l’ultimo dopo una lunga serie (circa 15 anni di carriera). Non mancano mai i riferimenti alla Sua Roma, città natale di Noyz, e alla periferia che ha contributo a formarlo e a forgiare la sua personalità. Nel suo nuovo singolo “Sinnò me moro” che recita: “Me manca a zona mia, le cose che ho lasciato un bacio a mamma mia” si intuisce immediatamente la nostalgia dell’artista nei confronti di Roma che ha dovuto lasciare per raggiungere Milano dato il suo successo. Il “Re di Roma” non si fa mancare proprio nulla: Oltre al singolo, il cui ritornello è stato intonato durante il live dai suoi fan, e altri pezzi che fanno parte della sua discografia, non mancano di certo quelli hardcore degli esordi targati “Truce Clan”: il collettivo romano di cui faceva parte agli albori della sua carriera musicale, pezzi in cui lui e i suoi raccontano la vita di periferia di Verano, come vediamo, estremamente importante per l’artista. Noyz conferisce molto valore alla scenografia che contribuisce a creare un’atmosfera tetra e lugubre, elemento che lo ha sempre contraddistinto rispetto agli altri artisti e nell’ultimo periodo, anche con dei videoclip proiettati alle sue spalle durante i live.

Quella del “Beat Full Festival” è sicuramente stata una bella occasione per godere di un mix originale e intelligente di musica che ha dato ,inoltre, grande visibilità alla vivace Palermo, città della cultura 2018.

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Carla Marino

Sono una studentessa universitaria di 20 anni. Sono di Catania e frequento il primo anno di Scienze Politiche indirizzo " Storia,Politica e Relazioni Internazionali". Mi interessano i grandi temi d'attualità e faccio parte della ONLUS "Comunità di Sant'Egidio".