Il “Numero Uno”, Gigi Buffon

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Se ne parla molto in questi giorni, tra un possibile ritiro e un clamoroso ritorno in nazionale, ma è chiaro che quando la patria chiama, il numero uno difficilmente non accetta la sfida…

Portiere della Juventus da circa 17 anni, e punto irremovibile della nazionale. Gianluigi Buffon è un esempio unico di professionalità, un simbolo di uno sport amato da milioni di italiani. Gigi nacque nel 1978 a Carrara, in Toscana, e sin da bambino dimostrò le sue illustri qualità. Iniziò ad avvicinarsi al mondo del calcio tramite la scuola calcio “Canaletto”, una società dilettantistica della Spezia.
Si dice che i veri campioni li riconosci subito, e infatti la grande chiamata arrivò pochi anni dopo: all’età di 13 anni, il 13 giugno 1991, venne acquistato dal Parma per 15 milioni di lire pagabili in due anni.

Il fattore che vi sorprenderà non è tanto il suo acquisto a soli 13 anni, bensì il suo ruolo, infatti Gigi cominciò la sua carriera come centrocampista, e il suo incontro con il ruolo da portiere fu frutto del caso. Arthur Schopenhauer affermava che “Il destino mescola le carte e noi giochiamo”, e fu proprio una serie di coincidenze, oltre al suo straordinario talento, a rendere Gianluigi Buffon “il numero uno dei numeri uno“. Durante la sua seconda stagione al Parma, vista la contemporanea assenza di entrambi i portieri infortunati, fu costretto a giocare in porta. Gli basteranno due settimane per conquistare, tra i pali, il posto di titolare.

Gli anni trascorsi al Parma sono indimenticabili; Buffon dimostrò la sua immensa bravura e riuscì a conquistare una Coppa UEFA, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana. Una tappa, quella di Parma, che segna il suo cammino e lo porterà a giocare per la squadra di cui diventerà oltre che il capitano, un vero e proprio simbolo, la Juventus.

Acquistato nel luglio del 2001 per 75 miliardi di lire, Buffon risulta l’acquisto più oneroso nella storia della società bianconera, record mantenuto fino al 2016, anno in cui la Juventus acquista Gonzalo Higuaín per 90 milioni di euro. Per narrare i suoi trionfi in bianconero servirebbe un libro, basti pensare che ad oggi Gigi ha collezionato 647 presenze e vinto 8 campionati italiani, oltre alle 5 Supercoppe italiane e 3 trionfi in Coppa Italia.

Per quanto riguarda la nazionale, Buffon ottiene la sua prima convocazione da parte del CT Cesare Maldini durante la partita di spareggio contro la Russia, giocata a Mosca, valida per le qualificazioni ai Mondiali di Francia 1998. Entrò in campo al 32′ minuto del primo tempo per sostituire l’infortunato Pagliuca. Tra parate straordinarie e una ricerca continua di miglioramento, Gianluigi Buffon raggiunge i suoi massimi livelli di prestazione durante il Mondiale del 2006 in Germania sotto la gestione tecnica del nuovo CT della nazionale Marcello Lippi. Un anno indimenticabile per qualsiasi italiano, in cui l’Italia diventa campione del mondo per la quarta volta nella sua storia, dopo aver battuto la Francia in finale ai rigori.

Tanti, anzi, tantissimi i trionfi di Gigi, sia con la Juventus che con la nazionale; ad oggi infatti è il “Calciatore con più presenze nella nazionale di calcio dell’Italia” (176), “Calciatore con più minuti giocati nella Juventus in tutte le competizioni” ed il “Portiere con più partite consecutive senza subire gol in Serie A” (10), non male per un centrocampista mancato.

In un periodo difficile per il calcio italiano, Buffon rimane sicuramente uno dei pilastri del mondo calcistico ma il tempo comincia a insorgere contro la sua straordinaria carriera. Del resto 40 anni non sono pochi, e fare i conti con l’età non è mai facile per nessuno. Dopo il recente fallimento della nazionale, che non è riuscita ad accedere ai mondiali del 2018 che si svolgeranno in Russia, Buffon, prendendosi carico del malcontento generale, decise di annunciare il suo ritiro. Chiunque si ricorderà delle sue lacrime durante l’intervista post partita di ritorno con la Svezia, tristezza e agonia scaturite da una sconfitta che probabilmente lo vedeva tra i meno responsabili di quel fallimento.

Dopo il disastro mondiale, Luigi Di Biagio diventa temporaneamente allenatore della nazionale italiana. Arriva in una squadra che si trova sprovvista del proprio capitano e reduce da una tremenda delusione. Il CT però non può fare a meno del numero 1 e lo richiama: “A Buffon ho proposto di fare altre 2-3 partite e decidere, perché un giocatore come lui non dovrebbe chiudere con una partita come quella contro la Svezia.”

Fare altre 2-3 partite e decidere, questo è l’invito di Di Biagio e Buffon decide di accettare, perchè un vero capitano non abbandona mai la sua nave. Facendo i conti però con una nazionale che ha bisogno di un rinnovo assoluto, con l’eta che incombe, è meglio non mollare o farsi da parte per una rivoluzione?
Del resto la fama sarà eterna, il piacere nel vederlo ancora in campo pure, ma le prestazioni no. Spetta a Buffon dunque decidere, ma sicuramente qualsiasi sia la sua decisione nessuno potrà mai criticarlo, perchè rimarrà sempre un giocatore che ha fatto la storia, un capitano che non si è mai tirato indietro per la sua nazione, insomma, nonostante i 40 anni rimane sempre “il numero uno dei numeri uno“.

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Leonardo Mascali

Leonardo Mascali. Nato a Catania il 03/10/1998, diplomato al liceo scientifico Concetto Marchesi di Mascalucia, oggi studente presso il dipartimento di Giurisprudenza di Catania.
Scrivo per passione: molte volte tramite la scrittura di certe avventure si trasmettono emozioni che vale la pena ricordare.