Maledetto immigrato

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Maledetto immigrato, strumento di propaganda di una destra scellerata e di una sinistra ormai insensata.

Maledetto immigrato, il tuo colore strumentalizzato da chi coi slogan cerca sempre nuovo elettorato.

Maledetto immigrato, pazzo e disgraziato, nella terra di nessuno sei emigrato.

Il vero inetto è colui che apre bocca per partito preso, cercando colori astratti di cui tingersi, che siano il nero pece o il rosso scarlatto.

Dalla storia avremmo dovuto apprendere come le grandi ideologie del secolo scorso non portino mai risultati benevoli per l’umanità. In una storia scritta né dai vinti e né dai vincitori ogni forma di estremismo politico sarebbe stato abolito per sempre, relegato nell’immenso calderone degli errori compiuti dall’uomo nel corso della sua esperienza del vivere comune. Ma la storia è scritta sempre e comunque dai vincitori, che spesso finiscono per essere i “buoni”, relegando gli sconfitti al ruolo dei “cattivi”.

La storia si sta ripetendo oggi, sotto i nostri occhi, in modo più sottile, demilitarizzato e perciò camuffato. Gli immigrati sono il nuovo territorio di guerra delle ideologie presenti sul nostro suolo; una pseudo-destra composta da analfabeti frustrati, alla ricerca della soluzione semplice e d’effetto immediato per le pance dei suoi elettori, contrastata da una sinistra fortemente imborghesita, lontana da ogni cognizione reale sulla situazione attuale, che propina altrettante soluzioni semplici in risposta a quel problema di ordine sociale che il nostro paese attraversa almeno dal 2011, anno che segnò l’inizio della “Primavera araba” e di tutte le sue conseguenze.

Per la destra l’immigrato è semplicemente il diverso, colui che non può mai adattarsi alla nostra cultura ed al nostro stile di vita, l’uomo nero e cattivo che viene qui per rubare il lavoro agli italiani, i sussidi all’Italia e stuprare barbaramente tutte le nostre pie donne bianche. Ma l’immigrato è anche colui che, qual’ora non riesca a “rubare” il lavoro, sicuramente si dedicherà ad attività illecite e criminali.  Per la destra gli italiani sono tutta brava gente, amanti della famiglia e della legalità, uomini pii da contrapporre a questi barbari e sporchi e incivili.

Per la sinistra gli immigrati sono sempre e comunque risorse, persone che si adattano volontariamente e celermente alla nostra cultura ed al nostro stile di vita, persone che vengono qui per fare esclusivamente i lavori che gli italiani non vogliono fare, che non prendono praticamente nessuna forma di sussidio, anzi, che contribuiscono sempre e comunque ad arricchire l’economica e la cultura del nostro bel paese. Per la sinistra gli italiani sono in gran parte ospitali, amano accogliere questi immigrati e li vedono come un’opportunità per potersi confrontare con realtà differenti.

Da questo sintetico e dozzinale quadro riassuntivo emergono già quegli spunti che dovrebbero farci riflettere.

Può l’immigrato essere relegato ad un tipologia piuttosto che essere considerato nella sua singolarità di essere umano? La domanda è retorica, non esistono tipologie umane così come non dovrebbero esistere ideologie con cui aprire bocca. Il grande problema di questa battaglia che si sta svolgendo sotto i nostri occhi è questo, uomini di potere che blaterano soluzioni radicali, tutti fuori o tutti dentro, immigrati tutti buoni o immigrati tutti cattivi.

L’equilibrio è l’unica forma di politica e di pensiero sensata ad oggi, dopo che ogni estremismo ha dimostrato la sua inefficienza nel dare soluzioni eticamente corrette a problemi di ordine sociale e morale. Se tutti noi iniziassimo a vedere l’immigrato non come l’uomo da cacciare, né come l’uomo da accogliere per partito preso, bensì come UOMO in sé e per sé, meritevole di essere ascoltato, analizzato e compreso ancor prima che relegato all’interno o all’esterno del nostro paese forse ci incammineremmo per la prima volta verso la retta via. L’auspicio che tutti dovremmo rivolgerci è che vengano introdotte ed utilizzate figure professionali che dall’alto della loro formazione umana e professionale sappiano scremare l’immigrato che giunge in Europa con l’anima ricolma di speranze e voglia di crearsi un nuova vita nel rispetto del bene comune della nuova realtà che lo accoglie dall’immigrato che scappa dalla sue radici al mero scopo di cercare migliori fortune economiche, senza alcuna voglia di adattamento e di rispetto delle regole comuni.

Ragiona prima di schierarti da una parte o dall’altra della barricata, non pensare col pensiero di chi ti vuole essere non pensante. Il mondo è fatto di esseri umani e non di tipologie umane.

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Simone Curcuruto

21/09/1994
Studente presso il corso di Laurea in Beni Culturali dell'Università degli Studi di Catania.

Appassionato di Storia, cultura ed arte bizantina, innamorato della Letteratura del Novecento italiana ed europea.