Fondi UE, tra sprechi e corruzione.

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I Fondi Coesione, che vengono stanziati dall’Unione Europea verso le Regioni meno sviluppate in ogni Paese su base settennale, hanno l’obbiettivo di ridurre i divari sociali ed economici. Purtroppo capita che questi fondi vengono gestiti in modo scorretto. L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) stima che 1 miliardo di questi fondi venga utilizzata per corruzione e frode.

Questi soldi vengo sprecati in due modi:

–  “Active waste”, quando le risorse vengono sottratte da politici o funzionari pubblici per avere un  guadagno illecito.

– “Passive waste”, quando le risorse vengono sprecate per l’inneficenza della pubblica amministrazione.

L’Unione Europea, per minimizzare gli sprechi, ha previsto un meccanismo di ritiro automatico dei fondi che avviene quando gli Stati non certificano la spesa entro il termine previsto. Così facendo lo Stato è tenuto a controllare i fondi con seri regolamenti e rendere il fenomeno della corruzione poco frequente.

Ma ora parliamo dell’Italia.

C’è uno studio della Banca d’Italia che si concentra sui fondi UE destinati nel sud Italia, poiché è la fetta più sostanziosa, parliamo del 70% dei fondi destinati all’Italia e circa il 75% di essi vengono gestiti direttamente da enti locali.

Nel 2007, appena il 30% degli enti locali del Sud aveva ricevuto fondi UE, ma fortunatamente, nei tempi più recenti, le risorse inviate da Bruxelles sono passate al 90%, e con cifre molto più alte, fino a dieci volte di più.

La Banca d’Italia ha comparato la correlazione tra lo stanziamento dei fondi europei e l’aumento della corruzione a parità di dimensioni della popolazione, partecipazione al mercato del lavoro, disoccupazione, laureati, elezioni politiche e crescita del PIL a livello regionale.

Da questa ricerca si evince che, all’aumentare del 10% dei fondi, la corruzione aumenta dello 0,42% ed evidenziano anche che, in assenza di questi controlli l’impatto sarebbe maggiore.

Tutto questo si potrebbe ridurre  intervenendo sulle procedure di assegnazione, erogazione, gestioni dei fondi e aumentando la responsabilità degli amministratori locali. Così facendo non si metterebbero a rischi fondi così importanti e molto utili.

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Carmelo Schillaci

Nato a Cuneo il 15/01/2001. Frequenta il quinto anno del liceo "Concetto Marchesi" di Mascalucia.
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