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Cos'è Adventure Time e perché dovrebbe interessarti

4' di lettura

Alla scrittura di questo articolo è passato quasi un mese dalla messa in onda dell’ultimo episodio della serie televisiva Adventure Time, un’avventura durata 8 anni con la bellezza di 283 episodi.

Ma perché ciò dovrebbe interessare a qualcuno oltre che ai fan più accaniti dello show? O meglio, perché dovrebbe interessare un cartone animato per bambini?

Questa è senza dubbio la prima domanda che passa per la testa di qualsiasi ragazzo/adulto che abbia sentito parlare di Adventure Time per la prima volta. Ormai un adulto non è più interessato ad un mero cartone, dopo una gioventù passata su Italia1 o sui tanti altri canali che proponevano i tipici cartoni animati del suo periodo (parliamo delle produzioni occidentali),  ne ha abbastanza delle trame poco complesse dei soliti cliché e della crescita pressoché nulla dei protagonisti.
Questi sono tutti tratti tipici delle vecchie serie animate, create principalmente con lo scopo di incitare all’acquisto di oggetti fisici (giochi).
Esse mancavano di qualunque spinta per creare qualcosa di più profondo della tipica stagione da infiniti episodi fatti con lo stampino.
Inoltre con l’avanzare dell’età si sente il bisogno di narrazioni più complesse sia come storia che come temi trattati, bisogni che la maggior parte dei cartoni (per bambini) ignora.
Certo come sempre ci sono delle eccezioni, ma l’animazione occidentale aveva ancora bisogno di una scossa, di qualcosa che sperimentasse e facesse risorgere un medium così potente.

Arriva il 2010 e dalla mente di Pendelton Ward nasce Adventure Time. Per descriverlo basta vedere la sigla iniziale:

Opening di quasi tutti gli episodi di Adventure Time

Una miscela a prima vista insensata di personaggi e luoghi, unico punto fisso questa coppia strana di personaggi neppure troppo interessante e reiterata nel tempo: un ragazzo e il suo cane.
Continuando però la visione degli episodi (10 minuti ognuno) si comincia a notare la spiccata originalità della serie e la sua capacità di saltare da palo in frasca in ogni singolo episodio, ma senza mai chiuderlo in una bolla che si dissolve nel nulla; no, in Adventure Time quei 10 minuti saranno sempre 10 minuti reali passati nella Landa di Ooo (nome del luogo dove è ambientata la serie). Questo vuol dire che le tante piccole storie dei diversi personaggi  si uniscono e interagiscono tra loro creando un mondo complesso e ricco di vita. Adventure Time quindi riesce nell’impresa di avere episodi che possono funzionare singolarmente (appetibili ai canali che mostrano cartoni in continuazione), ma che nel loro insieme riescono a mantenere una storia e dei personaggi tangibili. Questo compromesso ha portato ad un tratto quasi incredibile in un cartone per bambini.

In Adventure Time il tempo scorre.

Incredibile innovazione rispetto alle passate serie animate. Non è infatti un caso che molte persone siano cresciute con Adventure Time iniziando la prima serie da giovincelli e finendola con già un piede nella vita adulta. Come noi Finn (il protagonista) è umano e mentre noi cresciamo anche Finn sente passare il tempo, incontrando nel suo cammino tanti degli eventi fondamentali nella vita di una persona: la prima cotta, il primo vero amore, la prima delusione e la successiva disperazione (e qui non scherzo tra un’avventura e l’altra Finn riuscirà a metabolizzare la separazione solo dopo circa 50 episodi, tra gelosia e tristezza). Ma non voglio neppure dipingere Adventure Time come una love comedy, perché non lo è, Finn cercherà anche di capire perché sia l’unico umano rimasto, conoscere di più se stesso e la vita.
Il tutto è però ben amalgamato da una buona dose di commedia (di tutti i tipi) fornita dai particolari personaggi che vivono nella serie: un perfido re di ghiaccio con un triste passato, una console di videogiochi con un grande immaginazione, una principessa di gomma da masticare fissata con la scienza, una vampira che beve il colore rosso…
Sarebbe impossibile raccontare tutta la storia di Ooo in un articoletto, ma sappiate solo che tutto non gira intorno a Finn e che la serie porta con se tantissimi segreti, spunti filosofici, di riflessione e storie degne di un mondo magico come quello di Ooo.

Questo è Adventure Time, un’incredibile avventura, come poche ce ne sono state, e se ancora non vi ho convinto, chiedo almeno un po’ di riconoscenza per un cartone animato che ha modellato, insieme ad altre serie dello stesso periodo, quello che è oggi il panorama moderno dell’animazione occidentale, ricco di talenti e di storie da raccontare.
Perché, bisogna ricordare, che i cartoni sono una delle influenze maggiori nella vita di un bambino e i cartoni di oggi sono sicuramente più educativi e stimolanti di quelli del passato, e perché no, finalmente condivisibili sia da grandi che da piccoli.

L’articolo si conclude con la canzone che Rebecca Sugar, creatrice di Steven Universe, ha scritto per l’ultimo episodio della serie, chiamata Time Adventure. 
Una canzone che ci ricorda come il tempo sia solo un’illusione e di come le avventure che abbiamo passato non siano andate perse,  bensì sono sempre lì incastonate in quel meraviglioso momento che mai potrà cambiare.
Una canzone con un messaggio dedicato a più che a una semplice serie di immagini in movimento…

Time Adventure di Rebecca Sugar
(sì, quelli sono tutti i doppiatori commossi fino alle lacrime)

L’autore non può che ringraziare questa serie per essersi compiuta… Naturalmente Adventure Time in qualche modo tornerà, perché il suo successo non può non essere sfruttato fino all’ultimo da chi vuole solo arricchirsi, ma come dice la canzone i momenti rimangono lì, incastonati nel tempo dove accadranno, accadono ed accadevano.

Tutte le immagini appartengono ai relativi proprietari.

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