Espiazione: un romanzo psicologico

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Espiazione: come riporta il vocabolario “Treccani” deriva dal verbo latino “expiare”, espiare, l’azione di scontare generalmente una colpa, un delitto, qualunque tipo di responsabilità nociva nei riguardi di altrui persona/e.

È così che si intitola uno dei romanzi più empatici e “cristallini “ (La Repubblica)  di Ian McEwan, fatto conoscere ai lettori nel 2001, successivamente, messo in pellicola e diretto da Joe Wright nel 2007.

Atonement, questo il titolo originale, è uno splendido specchio dei sentimenti, delle azioni, in prim’ordine, annientatrici, di cui è capace l’animo umano. È una storia che scopre senza indugio il filo spinato della fantasia, una fantasia fatta di paure e di colpe, di sagacia inesatta verso l’amore puro e giovanile dei due protagonisti (Cecilia Tallis e Robbie Turner) da parte di una bambina, sorella di Cecilia e terza protagonista, Briony Tallis, e dalla sua ossessione per le cose “giuste”, per i sentimenti nobilitanti dell’essere, in primo luogo dell’amore. Ma una bambina così come una donna di 77 anni, sempre lei alla fine del romanzo e, in generale, gli essere umani, tutti; non sanno minimamente cosa sia il bene e il male. Ciononostante provano comunque a sciogliere questo enigma, antico come la nascita del mondo, dalle loro vite “la verità era strana e ingannevole, occorreva lottare per scoprirla, resistendo al flusso dell’ordinaria quotidianità”.

Infatti, il romanzo trabocca di innumerevoli scorciatoie rivolte verso il bene ma che cadono, sospinte, verso il male. Sono un tutt’uno inseparabile, e comunque inspiegabile, le associazioni tra persone, i loro sguardi, i loro gesti, i ricordi, “venerare le tracce di lei: le impronte digitali” ,un sorriso durato una manciata turbinosa di secondi, portato nella mente per anni. I sentimenti sono esili, malaticci, hanno bisogno di cure costanti, lo dimentichiamo di continuo. McEwan, in questo romanzo, ce lo riporta alla mente. Ma come capire le dinamiche esoteriche di due amanti che si scoprono essere innamorati sulla soglia di una lite furibonda? I loro occhi e i fremiti delle mani non possono essere visti, figuriamoci capiti, da una bambina incollata al vetro a guardare la scena da una finestra del secondo piano. Una figura piccola, innocua apparentemente, possedente l’immaginazione galoppante dei bambini, al principio della pubertà, inizia a vederci qualcosa di ombroso, di preoccupante, nella solennità del momento. Inizia a temere per loro e per la sorella, soprattutto, invischiata in una scena simile. Siamo nel 1935, siamo alle porte della seconda mattanza mondiale. Briony in una sera afosa e umida di un paesino dell’entroterra inglese compie un atto delittuoso, non in senso fisico, psicologico. Uccide il germoglio fragile e inesperto di un amore alle prime effusioni, in biblioteca di casa Tallis, quello che vede le sembra uno stupro. Si costruisce un fortilizio possente attraverso dichiarazioni alla polizia; “si intrappolò da sola, marciò dritta dentro un labirinto da lei stessa allestito e si scoprì troppo giovane, troppo in soggezione, troppo desiderosa di mostrarsi compiacente per imporsi di tornare sui propri passi”

A questo punto il romanzo si srotola lungo gli anni terribili della guerra, sfiora alta la penna di McEwan le vite dei protagonisti, vite misere, sconvolte dalle atrocità che il conflitto, come ogni conflitto, trascina con sé. Il protagonista maschile è costretto all’arruolamento presso l’esercito inglese, vomita quasi ogni giorno per i corpi straziati che è costretto a superare con la palandrana sulle spalle, suole taglienti, al ritmo dei passi dei suoi compagni; cercando di ridurre al minimo la fame e la sonnolenza fumando ossessivamente sigarette. “Tre anni e mezzo di notti così, insonni, a pensare a un altro ragazzo svanito, a un’altra vita interrotta e ad aspettare l’alba solo per trascinarsi nell’ennesimo giorno inutile” . Vede bambini sventrati da bombe, sepolti innaturalmente sugli alberi dalla potenza dell’esplosione, cerca di non pestare corpi ormai privi di carne lungo le strade, attraversa città, paesi, valli fumanti e distrutti dai SU-76 (conosciuti come i Suka “la cagna”) prodotti in Russia, erano rispettivamente: cannoni d’assalto e arma anticarro mobile( aprivano il fuoco dall’alto, in maniera indiretta e inaspettata per far saltare in aria gli autocarri e ovviamente i numerosi civili nelle città). La potenza del sentimento però ha superato anche l’isolamento della galera e il carcere duro della vita (la seconda guerra mondiale) infatti “Robbie e Cecilia facevano l’amore da anni, ormai, per corrispondenza” nessuno svilimento di sentimenti né di emozioni, la guerra aveva forgiato il carattere di tutti ma mantenne solide le speranze, in assenza di certezze, le àncore del futuro. Briony e Cecilia sono infermiere a Londra. Negli ospedali la situazione era critica; corsie occupate per giorni da odori pessimi (tabacco, vomito, ferite in putrefazione). Grazie all’esperienza diretta della sofferenza, di crani aperti in due, di urla che squartavano l’aria al momento della disinfettazione delle ferite, Briony cresceva. La  consapevolezza e la maturità dell’età adulta distrussero i suoi sospetti infondati, facendola proseguire ad un’espiazione forte e sentita della sua persona e del ruolo che aveva avuto nella rovina di altre due vite. Sentì il perfetto peso che le parole hanno, le parole non sono un scherzo, l’atto perlocutivo neanche. Non possono essere dette senza sperare di non suscitare qualche trauma, shock, dolore, in chi le ascolta o le riceve espressamente. Le parole e le storie hanno una carica emotiva pari all’importanza di chi le pronuncia, anzi sicuramente anche di più, pertanto non possono essere lasciate libere di vagare senza meta, perché il contenuto può essere più forte degli armamenti nucleari, può far crollare interi sistemi di pensiero. Poi li scopri fondati sul nulla. La bellezza della materia umana consiste nell’abbandonarsi ad abbracci accoglienti nell’intimo di qualcun altro, non si può sottovalutarne la responsabilità.  L’insegnamento di McEwan è trasparente: “ogni persona è, tra le altre cose, un oggetto facile da rompere e difficile da riparare”

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Giulia Giardina

Nata a Catania, il 23/09/1998 si é diplomata presso il Liceo Classico statale "M. Cutelli". Studentessa di Lettere presso L'università degli studi di Catania.