Slender Man – Un’occasione sprecata

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Il web è certamente un mondo fantastico, un mondo in cui si può trovare di tutto; dai film ai video divertenti, passando per i social, fino alle storielle del terrore, le cosiddette Creepypasta.

Quello delle creepypasta è un genere di letteratura popolare, diffuso sul web, che, da un lato, crea le proprie storie basandosi esclusivamente sulla fantasia; dall’altro affonda le radici in vecchie leggende metropolitane che vengono rimaneggiate di volta in volta.

Perché stiamo parlando di questo? Perché uno dei protagonisti più famosi delle creepypasta è proprio lo Slender Man, un personaggio singolare dall’aspetto inquietante, la cui principale attività, si dice, pare sia quella di rapire i bambini.

La nascita della mitologia dello Slender Man si deve ad un concorso fotografico del 2009, sul sito Something Aawful, nel quale bisognava ritoccare delle foto con elementi inquietanti o misteriosi. Ebbene, un certo Erik Knudsen vinse il suddetto concorso inserendo, in alcune foto raffiguranti dei bambini al parco, uno strano essere, con indosso un completo elegante, dalla costituzione esile e slanciata e, per di più, privo di volto.

Da quel momento in poi lo Slender Man riscosse un enorme successo, irrompendo prepotentemente nell’immaginario collettivo e divenendo protagonista di numerose creepypasta, nonché di opere di vario genere confezionate dai fan.

Durante tutti questi anni i fan del personaggio hanno spesso desiderato di poter vedere una pellicola, sul grande schermo, dedicata a questa misteriosa entità e sono stati numerosi i tentativi di fan movie che, in non poche occasioni, hanno anche riscosso pareri positivi sul web. Ma, comunque, la speranza che venisse fatto un film vero e proprio rimase a lungo accesa finché, dopo una prima conferma, nel Gennaio del 2018 non arrivò il primo trailer ufficiale del film.

Diciamocelo, questo primo sguardo alla pellicola aveva fatto ben sperare, innalzando alle stelle l’hype sia dei fan del personaggio che degli amanti del genere horror.

Ebbene, dopo l’uscita della pellicola nelle sale cinematografiche, è triste dover constatare quanto il prodotto finito sia lontano dalle aspettative. 

Oggi, in un periodo per lo più prospero per il cinema horror, in cui prodotti come quelli della saga de L’Evocazione (The Conjuring) di James Wan riescono ad assolvere pienamente il loro compito, si inserisce questa pellicola del 2018 che lascia totalmente insoddisfatti.

Che un buon personaggio non bastasse per creare un prodotto audiovisivo degno di questo nome ce l’ha insegnato benissimo l’orrendo Dylan Dog – Il film di Kevin Munroe con protagonista Brandon Routh. 

Perché dico questo? Perché Slender Man di Sylvain White è un enorme buco nell’acqua; una pellicola priva di spessore che non riesce minimamente (e forse nemmeno si impegna a farlo) a sfruttare le potenzialità di un personaggio così amato come lo Slender Man. Questo film è un grande passo indietro nel panorama del cinema horror, che lo rende del tutto simile a molti B-Movie del genere, pensati esclusivamente con lo scopo di portare persone in sala, facendo leva sulla presenza di un personaggio impresso nell’immaginario collettivo.

Slender Man risulta una pellicola per niente entusiasmante che non riesce nemmeno nel semplice compito di intrattenere bene il pubblico. Ci sono momenti in cui ci sia annoia, per forza di cose, a causa di una narrazione spesso ridondante che non restituisce allo spettatore nemmeno il più piccolo senso di ansia e che viene intervallata, in alcuni momenti, da brevi sequenze di carattere horror, per di più nemmeno soddisfacenti. 

Insomma, una pellicola che sbaglia totalmente l’obiettivo e che, piuttosto che osare mettendo in scena un bell’horror tormentato, introspettivo, e dai risvolti macabri e sorprendenti, preferisce optare per la classica “commericalata” dai toni leggermente “teen”, con protagoniste un gruppo di ragazzine che, tra le altre cose, risultano prive di qualunque tipo di carisma ed incapaci di far entrare lo spettatore in empatia con le loro personalità e con ciò che stanno vivendo. 

Ma, soprattutto, ciò che lascia veramente a bocca asciutta sono proprio le apparizioni dello Slender Man, che, da vero e proprio protagonista del film quale dovrebbe essere, risulta quasi relegato ad una presenza intermittente che non riesce affatto a far percepire la propria potenza/essenza, rimanendo offuscata dalle vicende delle varie protagoniste che, seppur rientrando in relazione con l’entità, non riescono comunque ad essere coinvolgenti ed incisive.

Inoltre, l’eccessivo utilizzo dei social e del web, nonostante venga utilizzato per rendere più appetibile il tutto, finisce per scadere nel classico cliché presente in tutti i film di questo genere. (Es: Smiley)

Slender Man del 2018 è una grande occasione sprecata; una pellicola che non lascia per niente appagato lo spettatore e che, se non fosse per le aspettative deluse e il senso di insoddisfazione, si dimenticherebbe subito dopo essere usciti dalla sala.


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Vito Damigella

Vito Damigella, 22 anni. Sognatore di professione, personal trainer, filmaker indipendente e amante della settima arte.

Diplomato presso il Liceo Classico "C. Marchesi", porta avanti la sua passione per il cinema sul suo canale youtube "VStudios" in qualità di regista, attore, doppiatore e sceneggiatore; mentre, nel tempo libero, prosegue gli studi in ambito universitario.