Il passaggio dalla scienza alla tecnica e l’oscillazione dell’essere verso il niente.

Anche il mondo del pallone può divenire campo di sperimentazione della modernità

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Quasi cinque secoli fa il filosofo Inglese Francis Bacon affermava che l’andamento del nuovo mondo sarebbe senz’altro stato determinato dal passaggio dalla scienza alla tecnica, dalla bellezza ed unicità della legge fisica alla molteplicità della macchina in grado di “concretizzarla””. Tutto bello, a prima vista, salvo la capacità della tecnica di rendere un oggetto un “nulla”. La sua proliferazione attribuisce all’essere la possibilità di diventare un nulla, distruggendosi continuamente all’indomani della scoperta della tecnica migliore. Non aveva torto, sicuramente, il pensatore inglese, soprattutto dati i risvolti della più attuale contemporaneità.

Il mondo del calcio, il quale sta progressivamente perdendo la sua unicità e la sua credibilità, è testimonianza netta di quanto asserito poc’anzi.
Non c’è bisogno di andare troppo lontano per supportare tali considerazioni, il punto di partenza può già essere il settore giovanile:”Quanti allenatori, oggi, sopprimono la fantasia di potenziali talenti, rendendoli macchine in mezzo al campo?” – Mi raccomando non tentare dribbling altrimenti rischiamo di perdere il pallone, il tuo ruolo è solamente quello di non far ripartire l’avversario e di corrergli attorno, stop

Non si tratta in tal caso di essere un uomo di sacrificio in mezzo al campo oppure di essere parte di una squadra e dovere ricoprire un ruolo per il bene della stessa, quanto piuttosto trattasi di rendere un giocatore un automa, il quale, uscito dal proprio ruolo nello spettacolo della partita, non sarà in grado di improvvisare e di mettere una pezza. Per dirla Baconianamente, il giocatore, divenuto solamente tecnica ( nel senso a-calcistico del termine, si intende), non riesce più a fare scienza e pertanto diviene un nulla.


L’ultima gara disputata dalla Nazionale in Nations League contro la selezione Portoghese può essere definita come il trionfo della tecnica sulla scienze e del nulla sull’essere. A termine della partita, il tecnico ha dichiarato che la sconfitta è dovuta all’ inesperienza di certi giocatori che per la prima volta si sono affacciati su uno scenario così impegnativo e suggestivo. Riscontrata chiaramente un po’ di banale retorica, si tira fuori questa argomentazione da molto tempo, eppure la situazione non cambia.

E se fosse questa sfrenata ricerca dell’eccessiva tecnicizzazione del giocatore, che ben si distingue comunque dall’adozione di una tattica adoperata per il complesso squadra, il problema?
Sarà rendere un giocatore che adesso rappresenta il nulla più esperto, la soluzione al problema oppure bisognerebbe procede per vie alternative, e magari, cercare di tornare all’essere?
Non può essere offerta una risposta secca all’interrogativo, data l’attuale mentalità generale, ma è necessario non dimenticarsi mai, che senza le leggi della fisica, nessuno avrebbe mai sognato di realizzare un macchinario per approdare sulla Luna

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Massimiliano Marletta

Massimiliano Marletta, nato a Catania il 24 Aprile 1997 è studente presso la facoltà di giurisprudenza di Catania. Sin da piccolo mostra una grande passione per il calcio e per la lettura. Oggi non è cambiato molto ed affianca a queste la passione per lo sport in generale e per tutto ciò che è legato al mondo della cultura (letteratura, moda, spettacolo). È anche amante dei cinepanettone.
I grandi risultati si ottengono col duro lavoro, con perseveranza e con la fede in Dio.