Tra fede e potere

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Correva l’anno 325 quando l’imperatore romano, Costantino I, si prendeva carico di convocare il primo concilio ecumenico.

Questo venne allestito nella città di Nicea, nell’attuale Turchia, facendo così prendere il nome di: “concilio di Nicea”.

Si trattava di una riunione che doveva ospitare, almeno secondo le sue aspettative, tutti i vescovi cristiani d’Oriente e Occidente. Reale fu però la presenza di una piccola parte di questi.

Costantino evidentemente non temeva di certo il numero degli assenti poiché sapeva già come dover ottenere il consenso dei non presenti e dei non convocati.

Inizialmente tale concilio si tenne per discutere e decidere sull’Arianesimo che sembrava infastidire tanto i cristiani: dichiarava Gesù estraneo alla sostanza divina di Dio. Fece quindi rifiutare ciò, confermando invece la reincarnazione di Cristo e la sua nascita dalla Vergine.

Decisioni successive furono il giorno della Pasqua; vennero accettati alcuni vangeli, a discapito di altri. Dichiarò eretiche tutte le teorie contrarie al cristianesimo. Consapevole di poter scatenare l’ira di numerosi uomini, ma avendo anche un disegno di potere senza nessun errore o passo falso, dichiarò apertamente il suo controllo sulla chiesa.

Ordinò infatti di far conoscere, con la costrizione di accettarlo, il suo disegno niceno a tutti i vescovi e sacerdoti: chi accettava, cedeva sotto il suo controllo e potere; chi avrebbe rifiutato, era costretto all’esilio nei migliori dei casi.

Era la prima volta che l’imperatore e la chiesa diventavano una sola cosa, stretta da un legame di potere.

Si aprirono le porte a diversi scontri e persecuzioni, dichiarazioni di eresia e condanne a morte.

Tutto ciò in nome di Dio: “da quando esiste una divinità, si agisce e si uccide in suo nome”.

Quel famoso giorno del 325 a Nicea vennero redatti anche e soprattutto i ruoli e le gerarchie della chiesa che, ancora oggi, continua a reggere e controllare con non poche difficoltà e crisi di fedeli che si allontanano da questo attraverso uno studio critico delle fonti su cui si crede che si basa o si è basato.

Fin dalla sua propaganda, il Cristianesimo ha riunito interi gruppi di uomini sotto il culto di un’unica divinità che crescendo a macchia d’olio riuscì ad affermare il tramonto della religione Pagana nel 380.

Si passa così da una distruzione o auto-distruzione dell’uomo per motivi ultraterreni, come narrano molte vicende pagane; ad una vita buona e d’esempio, come narrano le parabole cristiane.

“Diventerebbe alquanto difficile vivere se la vita di ogni uomo sia attaccata ad un qualcosa della sua stessa specie”.

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Alessio Di Carlo

Nato a Siracusa, il 26/06/1997.
Studente di Filosofia presso l'Università Degli Studi di Catania.

Curioso e aperto verso ogni forma di cultura.