L’arte di Saint Hoax

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Saint Hoax (pseudonimo) è un artista siriano, attivo dal 2014 in campo sociale e politico attraverso la sua arte, senza dubbio, particolare. 

La stravaganza di Saint Hoax, l’associare comportamenti sociali a uomini, quindi dare un volto a quelli; imputare una colpa con la rappresentazione visiva di qualcuno (spesso una figura importante a livello internazionale, politico o artistico) è il suo asso nella manica. La satira dell’artista è il suo tratto distintivo, un punto di forza importante, perché l’arte, spesso, non è mai solo artefine a se stessa: coinvolge con la crudezza, violenza, ironia o, al contrario, perfezione e simmetria delle sue forme e dei suoi contenuti. Saint Hoax, questo, sembra saperlo bene. Infatti, è stato spesso al centro di accuse, querele, minacce di morte da parte delle persone che rappresentava, tramite pittura a olio o ,nella maggior parte dei casi, su stampa lenticolare e digitale,(infatti moltissime opere sono accessibili a tutti, sui social network: Instagram, Facebook, ecc..) proprio perché mordace. Di impatto visivo e psicologico su chi le guarda; mentre si osservano ci si chiede cosa possa aver spinto l’artista a quella associazione stravagante da accostare insieme e, quasi senza rendercene conto, si è portati a pensare inevitabilmente a quel particolare evento o persona o situazione. Forse è proprio questa la volontà di Saint Hoax?

La sua arte è stata visibile, di presenza, in molte mostre, alcune individuali: “POPlitically Incorrect” , la mostra che lo ha portato alla ribalta, nel 2015, al “The Adler Subhashok Gallery” di Bangkok e  “Is That All There Is” nel 2016 a New York. Di gruppo: “Art Palm Beach” in Florida(2015), “Singapore Art Fair” a Singapore e “Beirut Art Fair” a Beirut, entrambe nel 2014. 

La carriera di Saint Hoax è orientata su temi di natura politica, principalmente. È possibile osservare i suoi lavori, in tale orientamento, in “War Drags You Out” e “Anti-Trump art”.

Nel primo lavoro, l’artista trasforma tutte le personalità più importanti del mondo e da cui, per molti aspetti, in passato ma anche adesso, il nostro mondo dipende, in DRAG QUEEN. 

 

pastedGraphic.png(copyright: Daily News Agency)  

Nella foto ritroviamo da sinistra verso destra, prima colonna: “Queen Abby” ossia il Re Saudita Abdullah bin Abdulaziz, “Baricka O’Bisha” Barack Obama, “Ossie B” Osama Bin Laden, “Vladdy Pushin” Vladimir Putin. Seconda colonna: “Hitleria Histeria” Adolf Hitler, “Madame O’Sane” Saddam Hussein, “Georgia Buchette” George Bush, “Kimmi Jungle” Kim Jong-un. 

Nella seconda attività l’artista realizza una serie di fotomontaggi, e non solo, che vedono la figura di Trump derisa, sotto ogni punto di vista. Il volto del presidente americano dentro ad un gabinetto o in mezzo ad una svastica nazista, ancora, il volto al di sopra di un escremento. Celebre è, inoltre, la costruzione di un carrarmato con sopra la faccia di Trump. Come un corpo sfingesco; in questo caso, però, metà uomo, metà oggetto di richiamo alla politica del presidente: spietata. Il linguaggio di Saint Hoax è metaforicamente lucido e polemico nei confronti del potere costituito. Un potere, quello americano, che si è incarnato nella figura di un miliardario attento a sé stesso, incurante del resto del mondo, del rispetto altrui, ma solo del proprio potere e di quello della sua stessa nazione. In generale, tutte le figure di “potere” vengono prese in giro, accostandole a qualcosa che va nettamente contro il loro credo o, al contrario, che si avvicina così tanto da risultare accessibile a tutti, il motivo dell’accostamento. Saint Hoax gioca con le immagini in maniera logica, si impossessa di schemi consumistici fino a ridurli negli obbrobri visivi in cui essi stessi nascono e si diffondono.

Importantissimi, inoltre, anche i temi sociali che l’artista siriano ha deciso di trattare nei suoi lavori, primo tra tutti la violenza sessuale sulla donna, ma anche sull’uomo. Infatti “Princest Diaries” e “Happy Never After” sono dei lavori-campagne sociali, rivolte alle vittime di abusi e soprusi. In questi lavori, sono le immagini delle principesse Disney a sponsorizzare la violenza domestica attraverso lividi sul corpo e in faccia. “Quando ha smesso di trattarti come una principessa?” è stata la frase che ha accompagnato le opere femminili e “Quando ha smesso di trattarti come un eroe?” quelle maschili. Le immagini dell’artista, inoltre, sono state utilizzate in tantissime campagne per le vittime di violenza e hanno spronato molte giovani donne e uomini ad ammettere, con sé stessi e con gli altri, la violenza che avevano subito e a denunciare. Ammettere determinate esperienze, parlarne e vederle rappresentate capillarmente, quelle stesse esperienze che si è subìte, è un passo avanti verso l’annientamento del male che si è in grado di fare all’altro e, soprattutto, verso la consapevolezza della propria bellezza e importanza, in ognuno di noi. Saint Hoax ce lo ricorda così.

pastedGraphic_1.png(copyright: The Awesome Daily)

pastedGraphic_2.png (copyright: Saint Hoax HNA)

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Giulia Giardina

Nata a Catania, il 23/09/1998 si é diplomata presso il Liceo Classico statale "M. Cutelli". Studentessa di Lettere presso L'università degli studi di Catania.