La storia insegna

2' di lettura

Fin da sempre lo studio della storia e dei diversi periodi storici ha assunto un’importanza capitale per il sapere dell’uomo e per il suo orientamento verso il futuro.

Proprio per questo motivo potremmo considerare il fantastico, critico e non elementare lavoro del singolo storico come studio anatomico. Lo studio di un corpo ormai morto è importante, soprattutto in passato quando ancora tutto ciò era quasi un mistero, per la presa in mano di conoscenze riguardo ai corpi ancora in vita.

 Da questo punto di vista, la storia si interessa di studiare con grande occhio critico le varie vicende passate nei minimi particolari, per favorire la conoscenza e la ragione di così tanto presente e proiettarla anche sul futuro.

Lo studio della storia inoltre prende ancora molto prestigio secondo una visione ciclica di quest’ultima: il tutto, la storia, si ripercuote. Diviene qui fondamentale lo studio del passato per non commettere medesimi errori nel presente e nel futuro.

Tutto ciò regge se questo studio è basato su fonti attendibili della storia o potremmo ancora dire, secondo la nostra metafora, su corpi veramente vissuti. Grande attenzione dello storico quindi diviene quella di scartare le false notizie a favore di quelle vere, attendibili.

La sua importanza è resa valida dal momento che ci appare inconcepibile il pensiero o lo stile di vita di un importante personaggio storico, aldilà della sua notorietà, se non è correttamente localizzato nel suo contesto, età storica.

L’uomo infatti è stato, è e sarà frutto del mondo circostante e con ciò si deve intendere l’età storica in cui vive.

Proprio per tutta questa importanza, lo studio della storia, è stata materia cardine fin dalla scolarizzazione obbligatoria: formare nell’individuo la capacità di muoversi verso i diversi contesti storici.

Questo imponente e importante studio però che ha avuto variazione nel susseguirsi del tempo, sembra che si stia sfaldando o addirittura perdendo. Tra i giovani, in primis, si è smarrita la bellezza e la presa di coscienza del passato, causando appoggi o favoritismi a strutture di governo per lo più errate. Da parte degli ordini superiori, oggi, si stia svalutando l’insegnamento di quest’ultima per diversi motivi.

Potremmo dire che un popolo meno sveglio e informato sembrerebbe più semplice da governare. Proprio a riferimento della struttura ciclica della storia, potrebbe far perdere l’orientamento storico attraverso la riduzione di questo insegnamento, in modo da commettere gli stessi errori volontariamente ma farli apparire come errori mai visti d’ora.

Fin da sempre ciò che ha reso l’individuo libero è stata la propria presa di coscienza attraverso la conoscenza dei fatti e la formazione di un’ideologia propria.

Proprio con la presa in mano della storia, l’individuo riesce a muoversi con molta facilità su quella riga temporale analizzando le diverse età. Se tutto questo fosse ridotto al nulla, prodotto di ciò sarebbe il totale disorientamento e declino dell’uomo, inteso come singolo individuo.

Mostra il tuo sostegno con un "Mi Piace"!
  •  
Alessio Di Carlo

Nato a Siracusa, il 26/06/1997.
Studente di Filosofia presso l'Università Degli Studi di Catania.

Curioso e aperto verso ogni forma di cultura.